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2 GIUGNO - FESTA DELLA REPUBBLICA

O LA FESTA AGLI ITALIANI?

 

 


Di Eugenio Memmi

Casarano, 31/05/2007

 

Caro Prodi, caro Berlusconi, caro Presidente Napolitano,

Mi rivolgo a Voi perché più di tutti potreste e potete decidere le sorti di questo popolo in quanto leader delle maggiori coalizioni politiche e del popolo che rappresentate.

Italiani, un popolo umiliato dall’irresponsabile comportamento dei governi che si sono succeduti dalla nascita della Repubblica, il 2 giugno 1946 ad oggi.

Lo sperpero, il mal governo, il complice silenzio, hanno provocato due piaghe per il nostro paese, uno spaventoso debito pubblico, una involuzione civica e morale, con una conseguente nascita di altri problemi a cascata che non si risolveranno mai se non si invertirà la rotta da subito e non con le solite parole, di parole ne abbiamo ascoltate fin troppe, parole svuotate di ogni significato perché usate e abusate pur di giustificare o nascondere la verità.

Il popolo italiano in questo momento ha sul groppone, 61 anni di raccomandazioni ad ogni livello ed in ogni settore per favorire questo o quell’amico in cambio di denaro o di voti, per occupare posti che per merito spetterebbero ad altra gente con il risultato che abbiamo un sacco di gente sbagliata al proprio posto. E’ ovvio che in questo paese tante cose funzionino male.

In 61 anni di Repubblica, i nostri governanti, in affari con il privato hanno fatto nascere cose o situazioni che non servivano a nessuno se non ad alimentare un contorto sistema di tangenti che ha solo fatto crescere il debito pubblico, fardello che ci impedisce di investire in ricerca, previdenza, lavoro.

In 61 anni di Repubblica non c’è stato un adeguato controllo dell’operato di qualunque amministrazione, quindi ognuno ha fatto quello che ha voluto, eccezion fatta quando qualche magistrato, come una mina vagante è riuscito ad incastrarne qualcuno di questi malfattori, che però anche se condannati continuano a riciclarsi ovunque. Come un cancro, pensi di averlo debellato, ma invece, eccolo rispuntare da un’altra parte e continuare a fare danni.

Il popolo italiano è indignato e violentato dal mal governo, a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale, non c’è nessuno che ascolta il nostro grido di dolore ma soprattutto non c’è nessuno che ci difende.

Eppure, le denunce, le inchieste ci sono, i giornali, molti programmi radio televisivi, internet, sollevano quotidianamente i mille problemi che avvelenano la nostra società, ma moltissime di queste denunce finiscono con il cadere nell’oblio.

Provate ad immaginare come si sente il cittadino davanti a questa generale indifferenza istituzionale? Si sente solo, indifeso e derubato!

Nei giorni scorsi sono emersi nuovi ed inquietanti fatti su crac finanziario della  PARMALAT che vedono coinvolte numerose banche, la stessa Banca d’Italia e la Consob, che sapendo realmente come stessero le cose in casa Tanzi, si sono ben guardate dall’informare i poveri investitori, anzi, si sono affrettati a passare proprio a loro i bond senza valore di Calisto Tanzi. Davanti ad un fatto così grave, mi sarei aspettato una forte risposta dello Stato in difesa dei cittadini, presi per i fondelli ancora una volta, non solo dal patron della Parmalat ma da tutta una serie di enti che avevano il dovere di tutelare i risparmiatori, e invece nulla, silenzio assoluto.

Un fatto analogo accadde in America qualche anno fa, i responsabili pagarono amaramente e difficilmente un caso del genere in qual paese si potrà ripetere. Qui che succede, invece? Che si depenalizzano i reati fiscali, i falsi in bilancio!

Allora mi spiegate che senso ha festeggiare il 2 giugno? Che cosa hanno da festeggiare gli italiani? Che non ce la fanno più con il loro stipendio ad arrivare a fine mese? Che ogni famiglia è piena di mutui, di rate, di prestiti fatti per pagare altri prestiti che non si riesce più ad estinguere?

In questi giorni si sono levate ondate di indignazione per un reality che verrà fatto in Olanda fra tre concorrenti ammalati ed in attesa di un trapianto di organo che ovviamente il vincitore dovrebbe ricevere come premio.

Ma non ci accorgiamo che tutta l’Italia vive ormai in una specie di continuo reality: LA PENISOLA DEI SOPRAVVISSUTI

 

L' interessante commento sul nostro Forum dell'amico "Osservo da lontano"

 

Ciao Eugenio, anch'io condivido a pieno il "nostro" grido di dolore! facciamoci sentire. Grazie

Marcello Farina

marcellofarina@alice.it

 

Condivido e sottoscrivo il tuo più che concreto intervento. Ti propongo di farlo pervenire realmente agli illustri Destinatari, ricordando loro che la Costituzione sancisce un principio fondamentale:

Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Francesco De Vita

francescode.vita@libero.it

 

 

 

 

 

05/05/07 Il 5 per mille della dichiarazione dei redditi alla Lega Tumori di Lecce.

 

 

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