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 SENZA PECCATI ORIGINALI: LA REPLICA

   di Eugenio Memmi, Casarano 04/06/05

 

 

Mi permetto di tentare una replica a quanto scritto da Giovanni Coletta il 31/05/05 su tuttocasarano “senza peccati originali”. Una premessa è fondamentale per capire la mia risposta, tutto nasce quando nel 2004 Leda Schirinzi fu presentata come candidato sindaco delle associazioni del centro sinistra, candidatura che io sostenni nella fase iniziale con molto entusiasmo convinto della bontà della proposta.

Si spesero molte parole, anzi paroloni, “sarà il nuovo modo di fare politica”! Durò circa un mese il virgineo rapporto politico fatto di buoni propositi e di grandi ideali in cui numerosi creduloni caddero, salvo comunque risvegliarsi e delusi darsela a gambe. Io non avrei nemmeno riproposto questa storia se solo il caro Giovanni non avesse voluto puntualizzare alcune cose a cui per onestà, non mi sembrava corretto tacere.

Ora, ritornando alla lettera di Giovanni Coletta, ho estrapolato alcune sue frasi da analizzare in cui dice:

 

Riconoscere la loro passione politica o generosità non significa tacerne i difetti.

Caro Giovanni, questa frase che hai scritto per i tuoi “antagonisti” mi sembri calzi a pennello anche per te, non credi?

 

E’ possibile che non si chiedano mai  se l’azione amministrativa a Casarano corrisponde a quei principi e  a quegli obiettivi programmatici , che sono stati oggetto per anni di alto dibattito politico e culturale in quella sezione, salvo poi ad essere disattesi nel momento in cui si  è  conquistato “ Il palazzo d’inverno”?

E’ possibile caro Giovanni che tu insieme agli allora dirigenti delle associazioni che faceste quell’accordo programmatico del cavolo con Fitto non vi domandaste se quell’operazione corrispondesse a quei principi e a quegli obiettivi con cui vi eravate presentati alla città? Credo di no!

 

E’ possibile che il potere debba essere considerato fine a stesso e non lo strumento per conseguire quegli obiettivi di cui si ha profonda convinzione?

Allora, caro Giovanni non pensi che l’azione politica ha si lo scopo di raggiungere il potere, ma il potere non lo si può raggiungere ad ogni costo. Non si può rimangiare tutto nel giro di un mese e sperare che la gente dimentichi in trenta secondi.

 

Sono tutti interrogativi che da anni chiedono una risposta, proprio per questo, parlare di generosità e passione politica, riferita a chi con furore ideologico, tenta di  confutare  le posizioni di altri, francamente è eccessivo, mi sembra piuttosto complicità, probabilmente anche generosa, ma sempre complicità.

Giusto, complicità, fu complicità appoggiare quell’accordo programmatico! Che cosa ti fece restare in quel gruppo in cui credo ti sentissi un pesce fuor d’acqua? Credo che non ti costringesse nessuno a restare, se ne andarono in tanti, perché tu non lo facesti?

 

Pertanto senza nessun rimpianto o sensi di colpa, rivendico con forza la giustezza delle motivazioni di fondo di quella operazione. La necessità del cambiamento era una esigenza in diverso modo sentita dai cittadini di Casarano lo dimostra il risicato 50% conseguito dal candidato sindaco del centro sinistra.

Perché era giusto? Perché Casarano sentiva l’esigenza di cambiare? Be si sente anche adesso!

Ma, vedi caro Giovanni, l’errore è che certi “accordi”,  se pur alla luce del sole come dici tu, vanno fatti prima e non dopo, è chiaro il concetto? Non si può presentare un candidato sindaco del centro sinistra e poi fare un accordo con il leder del centro destra regionale solo per avere una opportunità in più di vincere le elezioni. Io lo farei anche subito un accordo trasversale fra centro destra e centro sinistra per dare oggi a Casarano un governo con le migliori risorse umane e professionali viste le drammatiche situazioni che oggi la nostra città sta vivendo e che questa amministrazione sta dimostrando di non saper affrontare nel migliore dei modi, ma lo dico prima, non dopo!