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SENZA PECCATI ORIGINALI

di Giovanni Coletta, Casarano 31/05/05

 

 

L’articolo di Danilo Lupo, tuttocasarano del 26/05/05, dal titolo “PENSIERI LUNGHI E PECCATI ORIGINALI”, credo che meriti qualche considerazione. In primo luogo debbo complimentarmi con Danilo per l’acume delle sue riflessioni, che squarciano un velo nel sistema politico Casaranese, quello della mediocrità, della pochezza culturale, della demonizzazione  “dell’avversario politico”, questo è soprattutto vero quando si tratta di partiti-chiesa o che almeno credono ancora di essere tali, spesso il furore ideologico, nasconde qualcosa di meno nobile: un pragmatismo deleterio, senza principi e senza cultura. In ogni modo, sono d’accordo anch’io  sul giudizio su  Fresco e Scorrano, con qualche piccola annotazione:

Riconoscere la loro passione politica o generosità non significa tacerne i difetti:

E’ possibile che la loro passione non li porti mai a qualche considerazione critica, a qualche dubbio sulle mutazioni genetiche, almeno a Casarano, del loro partito e sotto certi aspetti anche del mio?

 E’ possibile che non si chiedano mai  se l’azione amministrativa a Casarano corrisponde a quei principi e  a quegli obiettivi programmatici , che sono stati oggetto per anni di alto dibattito politico e culturale in quella sezione, salvo poi ad essere disattesi nel momento in cui si  è  conquistato “ Il palazzo d’inverno”?

 E’ possibile che il potere debba essere considerato fine a stesso e non lo strumento per conseguire quegli obiettivi di cui si ha profonda convinzione?

 Ed ancora;  è possibile che il potere sia strumento solo di autorefenzialità, senza confronti e messe in discussioni, finalizzato, nel migliore dei casi  a predisporre le carriere personali di qualcuno?

Sono tutti interrogativi che da anni chiedono una risposta, proprio per questo, parlare di generosità e passione politica, riferita a chi con furore ideologico, tenta di  confutare  le posizioni di altri, francamente è eccessivo, mi sembra piuttosto complicità, probabilmente anche generosa, ma sempre complicità. A tal proposito non mi sembra fuori luogo spiegarmi meglio con una citazione del Giusti, il poeta risorgimentale (reminiscenze delle elementari),  in una sua poesia, parlando dei soldati austriaci che occupavano Milano, li definiva, “Strumenti ciechi di occhiuta rapina”, in pratica strumenti inconsapevoli delle mire di potere altrui.

 

Venendo ad altri aspetti dell’intervento di Danilo, e parlo sempre a titolo personale, rinvangare con insistenza    ciò che è accaduto nell’ultima campagna elettorale amministrativa, quando forze d’ispirazione diversa, hanno trovato un accordo, forse in modo sbagliato o dirompente, rispetto agli schemi tradizionali degli schieramenti politici, mi sembra  ormai fuori luogo, anche perché essendo ateo convinto, che non significa non avere principi, non credo al peccato, tanto meno a quello originale. Ci sarebbe piuttosto da chiedersi , laicamente , il perché di quella scelta. Quella scelta fu risultato di una ermetica chiusura del centro sinistra Casaranese che rifiutava ogni ipotesi di cambiamento e di messa in discussione di uomini, obiettivi programmatici , metodi di governo, ricordo che proprio il sottoscritto propose il metodo delle primarie nella scelta del candidato sindaco, proposta neppure presa in considerazione. Il nostro atteggiamento partiva da un giudizio estremamente  negativo sul Sindaco uscente e sui metodi di governo della maggioranza, altri, i partiti in primo luogo, dimostrarono sprezzante autorefenzialità e furono chiusi ad ogni ipotesi di cambiamento. Ecco, quella operazione politica, aveva quello obiettivo, liberare Casarano, da una classe politica sorda ad ogni ipotesi di cambiamento. Pertanto senza nessun rimpianto o sensi di colpa, rivendico con forza la giustezza delle motivazioni di fondo di quella operazione. La necessità del cambiamento era una esigenza in diverso modo sentita dai cittadini di Casarano lo dimostra il risicato 50% conseguito dal candidato sindaco del centro sinistra. Vogliamo ricordare inoltre che nella stessa giornata il candidato presidente della provincia  consegui circa il 64 % il che significa che almeno il 14 % dell’elettorato di centro sinistra era fortemente critico nei confronti di questa maggioranza. Quindi  nessuna ricerca di verginità da parte nostra ne battesimi, nelle elezioni regionali, il centrosinistra è stato sempre il nostro punto di riferimento, alle elezioni europee, alle provinciali, alle suppletive, e alle regionali dove il nostro apporto fu determinante per la vittoria di Vendola alle primarie. Il fatto poi che alcuni componenti di quel movimento delle amministrative abbia intrapreso strade diverse lo considero quasi un fatto naturale, in un movimento composito come quello. Posso affermare inoltre che permanendo l’attuale stato di cose, non esiterei un attimo ad intraprendere tutte le azioni politicamente utili a spezzare   l’ intreccio di potere che ormai da anni domina Casarano e che rigenera quasi per inerzia questo tipo di classe politica a mio giudizio inadeguata ai problemi della città.

 

Certo a chi si domandava se la nostra strategia dell’attenzione verso il centro sinistra sia opportunismo, o altro, posso rispondere che così non è : Opportunismo significa camuffare le proprie posizioni per conseguire un vantaggio o un utile, le nostre posizioni sono talmente chiare che non si prestano ad interpetrazioni  diverse. Trovo pertanto naturale la ricerca di confronto con quelle forze che noi consideriamo interlocutori naturali, il centro sinistra o meglio la sinistra fa parte del nostro patrimonio culturale, quasi del nostro DNA, ,  il problema è quale centro sinistra, è evidente che il nostro rapporto con  il centro sinistra passa attraverso la modifica del modo di essere di questi partiti che devono cominciare ad essere meno autoreferenziali, meno saccenti,  meno totalizzanti, più aperti alle critiche che vengono dalla società. I partiti devono rendersi conto, come dice Danilo, che occorre tenere conto “del pluralismo dei soggetti”, che non sono tutta la società, anche se parte importante di essa , non sono certo io a negare la funzione dei partiti, se non altro per averci militato per oltre 30 anni, ma i partiti devono essere  organizzatori di democrazia , sintesi  delle istanze della società e dei bisogni della gente, ed io aggiungo una definizione ormai demodé, intellettuale collettivo.  Le reazioni a questi nostri timidi tentativi di dialogo, non ci lasciano bene sperare, il nostro ragionato pessimismo, spero dell’intelligenza, trova fondamento nel vuoto culturale presente nei partiti, almeno a Casarano, ormai appiattiti solo su logiche di potere, spesso da bassa macelleria.

 

 

Noi continueremo in questa nostra sfida dialettica, con chiarezza di posizioni  e senza sconti, anche perché, siamo convinti, che Casarano ha bisogno di una nuova stagione politica e di una nuova classe dirigente, che sappia superare chiusure, mediocrità, ed una concezione del potere fine a se stesso.