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A Voi precari, disoccupati, a Voi che avete perso il posto di lavoro

Di Eugenio Memmi

Casarano, 16/05/09

 

A Voi precari, disoccupati, a Voi che avete perso il posto di lavoro, a Voi che lavorate ma che per vari motivi non ce la fate ad arrivare a fine mese perché risucchiati in un vortice senza fine fatto di interessi bancari da capestro che non vi permettono di saldare un prestito contratto, a Voi, a Noi, dedico questa riflessione. Servirà a qualcosa? Non credo, ma voglio dare sfogo a questo dolore che vive nell’animo di troppe persone. Mentre tutto sembra scorrere, intorno a noi c’è un mare sommerso di uomini e donne che non riescono più a sorridere, che hanno perso la serenità di una vita che invece di aprirsi a nuove prospettive apre scenari sempre più difficili da affrontare con le risorse oggi a disposizione. La crisi economica è scesa come una cappa asfissiante sulla nostra realtà, troppo legata al settore calzaturiero oggi in ginocchio, e migliaia di famiglie dipendenti economicamente da questo settore oggi non sanno come andare avanti.

Le banche non danno prestiti, e così la vita di ogni giorno diventa una scommessa, una corsa di una sola tappa: arrivare a fine giornata, riuscire a dare da mangiare ai propri figli, per chi è sposato ed ha una famiglia, mentre per chi vorrebbe crearsi una famiglia diventa un continuo rinvio aspettando un lavoro che possa permettere a due giovani che si amano di poter vivere insieme, “altro che bamboccioni”…. Avviene così che la giovane mamma che non ce la fa ad andare avanti è costretta a chiedere aiuto alla mamma/papà pensionato, magari con la pensione minima, che è già difficile per lei / loro tirare fino alla fine del mese, e così ognuno aiuta chi può aiutare sperando che avvenga qualcosa che risollevi tutti, ma questo miracolo sembra oggi tanto lontano e si continua a vivere in uno stato di disagio permanente. Ci sono famiglie in cui più componenti lavoravano nel settore calzaturiero, sposati, con relative famiglie, provate ad immaginare come stanno vivendo…. Una volta, chi non trovava lavoro emigrava, hanno provato anche questo; sono dovuti ritornare a Casarano, perché anche lontano da qui la situazione non è diversa. Che fare allora? Ci si arrangia, molte mamme si sono adattate e fanno i lavori più disparati che si riescono a trovare, pulizie, assistenza agli anziani, lavori di poche ore la settimana, piccoli lavori sartoriali, i mariti, ritornano a lavorare in campagna, da qualche impresa edile, si fa quel che si può.

Se li guardiamo bene, il loro viso ha cambiato espressione, i loro occhi sono velati dalla tristezza e il loro cuore è pieno di sconforto. In tante nostre famiglie, oggi è un lusso mandare i propri figli a scuola, chi sperava di poter offrire un futuro migliore ai propri figli, deve controvoglia ridisegnare ogni progetto perché sono cambiate le priorità. Di tutto questo però non vi è traccia, non se ne parla, tutti lo sappiamo ma facciamo finta di niente, i ragazzi pensano che la vita sia quella che vedono in TV, fatta di lustrini e veline, mentre non si accorgono che la nostra società sta vivendo una profonda involuzione e tutti siamo chiamati a rivedere stili e modelli di vita, tutti, genitori e figli. Cari ragazzi, mi rivolgo adesso a Voi, non è colpa di nessuno, soprattutto dei vostri genitori, se sono cambiate le possibilità di spesa, cercate di capire che i vostri genitori vorrebbero offrirvi il meglio ma oggi non se lo possono permettere, non è neanche colpa vostra, lo sappiamo tutti, allora bisogna prendere atto di questo e vivere in un modo diverso, innanzitutto dialogando maggiormente in famiglia, stringersi tutti insieme per superare questo difficile momento, aiutandosi reciprocamente. Cari ragazzi, lasciate stare i vestiti firmati, non è importante ciò che si indossa, ma ciò che si è, una persona non piace perché è appariscente, ma per come si relaziona, per la sua coerenza, umiltà, la sua dolcezza. Lasciate perdere le serate in discoteca, potete tranquillamente stare con i vostri amici e trascorrere la serata piacevolmente. Non date per scontato nulla, quando avete bisogno di qualcosa, chiedete con garbo ai vostri genitori se è possibile fare o comprare quella cosa, e Voi genitori, altrettanto con garbo, rispondete sinceramente ai vostri figli. Questa crisi va saputa affrontata anche all’interno delle famiglie, piccoli accorgimenti da adottare per ridurre le spese della famiglia; così, evitiamo di tenere accese luci in stanze in cui non c’è nessuno, gli apparecchi elettronici spegniamoli completamente invece di tenerli in stand by, risparmieremo sulla bolletta dell’Enel e contribuiremo a ridurre l’emissioni di CO2 nell’aria. Quando ci laviamo i denti, quando facciamo la barba, evitiamo di lasciare aperti in continuo i rubinetti dell’acqua, usiamo il telefono in modo più parsimonioso, non è possibile fare 50 telefonate per organizzare una partita di calcetto… tanto paga papà…. Questi piccoli accorgimenti dovrebbero già essere praticati come regole virtuose da buoni cittadini, ma oggi più che mai, la necessità ce lo impone. Questa crisi è arrivata e si è insinuata nelle nostre case, ognuno deve fare la sua parte, cittadini e istituzioni; non si può affrontare questa situazione caricando tutto il peso sull’anello più debole, perciò esortiamo i nostri amministratori locali affinché adottino tutte quelle misure necessarie a ridurre il carico fiscale cittadino, e i rappresentanti politici provinciali, regionali e nazionali facciano altrettanto per portare alle sedi di loro competenza le istanze di questo territorio.

Esortiamo quindi il Comune, a che venga attuata una raccolta differenziata spinta, con campagne di sensibilizzazione che faccia comprendere l’esigenza di uno stile di vita ecosostenibile e contemporaneamente dare la possibilità alle famiglie di ridurre la tassa sullo smaltimento dei rifiuti.

Se di priorità in questo momento nella nostra città di deve parlare, senza ombra di dubbio, questa è IL LAVORO, creare nuovi posti di lavoro non è cosa semplice, il problema è mondiale, tuttavia siamo chiamati a confrontarci con questo grosso problema e davanti alle sfide non ci si può tirare indietro, bisogna impegnarsi e mettere in campo le risorse migliori, le menti migliori, per proporre tutte quelle iniziative tese a contrastare questa profonda crisi. Quindi suggerirei ai nostri amministratori di creare una consulta dedicata “AL LAVORO” permanente, aperta a tutti, dove raccogliere i suggerimenti e le istanze di tutti. Allo stesso modo, suggerirei un consiglio comunale monotematico aperto anche alle istanze dei cittadini che potrebbero in forma scritta e concisa, partecipare all’assise. La situazione è difficile, ci aspettano forse tempi ancora più difficili, ma non possiamo certo restare qui a piangerci addosso, insieme dobbiamo affrontare questa crisi, e solamente insieme possiamo affrontarla e sperare di superarla. Dal dopoguerra ad oggi, Casarano non aveva più vissuto un periodo così buio, non dobbiamo rischiare di cadere nella trappola dell’isolamento, di rinchiuderci, anzi, tutti dobbiamo sentirci come l’equipaggio che in una barca affronta il mare in tempesta, bisogna remare tutti insieme, nella stessa direzione, con l’obiettivo comune che è il bene di tutti. In questo tessuto cittadino in cui il destino di ognuno è incrociato con quello degli altri, un grande aiuto ce lo può dare sicuramente anche la Chiesa, con i suoi valori e la sua missione. Fra tutti i sacerdoti presenti in città, cito Don Antonio Minerba, perché in questi anni di apostolato, si è dimostrato sacerdote attento, capace di tessere relazioni sociali, creare un senso comune e di appartenenza, di solidarietà, di condivisione. Don Antonio Minerba, e tutti gli altri sacerdoti, sono i custodi segreti del silenzio di chi non ha voce per chiedere aiuto, a loro la gente più disperata ricorre quando non sa più a chi rivolgersi, loro conoscono meglio di tante altre realtà le difficoltà della nostra gente, a don Antonio Minerba e agli altri sacerdoti chiedo un ulteriore sforzo perché questa città ritorni ad avere un’anima, un cuore, perché cresca in tutti noi il valore della solidarietà, della fratellanza, della carità, dell’ascolto.

Al nostro futuro sindaco, alla Giunta comunale, ai consiglieri comunali, che andranno a costituirsi fra pochi giorni, chiedo di mettere in primo piano il bene della nostra città, in virtù proprio di quanto già descritto. Non possiamo permetterci di sperperare tempo e risorse, quindi l’imperativo è mettere le persone migliori al posto giusto, chiedo assessori competenti, i partiti facciano un passo indietro e lascino al sindaco la scelta di fare una Giunta comunale di alto livello, non stiano dietro alle regole dei numeri,  non cadiamo nel solito errore, lo abbiamo già fatto per 40 anni, e se prima si poteva anche fare, OGGI NON CE LO POSSIAMO PIU’ PERMETTERE, Casarano ha bisogno delle migliori menti, non dei numeri. Qui c’è in gioco il destino di moltissime famiglie casarenesi, perciò in nome di tutte queste famiglie, dei loro figli, vi esorto a fare tutto quello che ci sarà da fare ascoltando il cuore ferito di questi casaranesi che attendono un segnale di incoraggiamento.

 

 

 

 

17/05/09 ciao Eugenio vorrei farti i complimenti per l'articolo che hai scritto per i disoccupati hai saputo esprimere i sentimenti miei e di tanta gente che come me ha perso il lavoro e non sa dove sbattere la testa. Non si può piu' andare avanti cosi!!!siamo tutti stanchi.
vorrei dire qualcosa sui candidati a sindaco:stanno parlando di tutto,stanno promettendo di tutto ma...una soluzione reale riguardo al lavoro non l'ho ancora sentita!!
infine vorrei ringraziarti di nuovo Eugenio per aver scritto quello che pensano in tanti.

GRAZIE

elto13@libero.it

 

 

 

 

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Dibattito fra i 4 candidati sindaco

Claudio Clasciaro, Enrico Fattizzo, Francesca Fersino, Ivan De Masi

 

 

 

 

               

 

 

 

 

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