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Studenti

I giovani e i loro problemi

 

 

 

Di Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it  

Casarano, 04/01/2009

 

Cari dirigenti degli istituti scolastici di Casarano, personale docente, studenti, genitori, avendo letto una bella riflessione sui “giovani e i loro problemi”, argomento che ritengo stia a cuore a tutti, voglio condividere con voi questa interessante riflessione scritta da P.Remo Piccolomini. Perché questa lettera non rimanga fine a se stessa, mi chiedo se fosse possibile negli istituti scolastici di Casarano, rileggere nelle classi questa pagina e trarre uno spunto di riflessione da condividere con i ragazzi che potrebbero liberamente commentare e approfondire con un testo scritto; si potrebbero anche organizzare degli incontri in classe per un dibattito più approfondito o con altre forme che si potrebbero cercare insieme.

Auguro buona lettura a tutti e Buona Vita

Eugenio Memmi

I giovani vivono e respirano l’aria pesante e confusa di un bombardamento di immagini, di notizie, che rapidamente si accavallano da non riuscire a classificarle e ad elaborarle. Si sentono smarriti, confusi; e se da una parte sembrano mostrare indifferenza, che è solo un modo di difendersi dall’esterno, dall’altra, sembra che affrontino i problemi urgenti che si presentano loro, ma non sanno gestirli. Schiavi delle immagini della TV, si gettano nel mondo del “grande fratello” o di internet senza la capacità di una valutazione critica. E i genitori dove sono? Dov’è la scuola? Quasi sempre assenti. Chi educa questi giovani al senso critico? Anche sui problemi della scuola che toccano da vicino i giovani, i genitori rimangono estranei.

Il clima culturale nel quale vivono è quello del “pensiero debole” e della Nuova Era, cioè fiacco, che non s’impegna in cose serie, caratterizzato dalla rinunzia ai grandi progetti, e rivolto alle cose minute, le sole che servono a procurare felicità “ad ogni costo” e con qualsiasi mezzo: evasione, corse, discoteche, droga, spiritismo ecc.

Noi adulti sappiamo che i giovani respirano quest’aria, non dobbiamo erigerci a giudici severi, ma intelligentemente leggere il presente in cui vivono, per scoprirvi ciò che vi è di positivo. Il tempo è il dono di Dio, quindi è grazia. I punti di riferimento di una volta (famiglia, scuola, istituzioni, educatori) si sono spostati; i giovani fuggono da casa, vanno altrove: discoteche e altre evasioni; preferiscono il “gruppo”. Il gruppo esercita su di loro la forza, coraggio; ciò che non riescono a fare da soli, lo fanno in gruppo. Riempiono il loro vuoto di cianfrusaglie, (musica assordante, videogames, computer, internet, ecc.), si creano modi di vivere “virtuali” (= che non esistono affatto) a scapito dei modi di vivere reali e del dialogo con altre persone. Si preferisce il “gruppo” come somma di solitudini.

Gli esperti dovrebbero scavare dentro il “vuoto” per portare alla luce e mostrare ai giovani:

a)      il peso delle cianfrusaglie

b)      il non senso della vita che stanno vivendo e spingerli a porsi domande sul senso della vita stessa. Insomma: bisogna impegnarsi a leggere anche dentro il “vuoto”; qualcosa di valido ci si trova sempre.

c)      La realtà non è solo quella che si vede: il mondo interiore, la libertà, la verità, l’amore. Essere realisti non vuol dire cancellare il mistero che è l’uomo. Dobbiamo suscitare nel giovane una sana inquietudine, come quella che fece gridare S.Agostino: “Ci hai fatti per te, il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in tè”. L’inquietudine cioè che genera domande radicali: Da dove vengo? Dove vado? Perché vivo? Che senso ha la mia vita? Dobbiamo aiutare i giovani a prendere coscienza delle grandi possibilità, che hanno dentro, e che bisogna aiutarle a tirarle fuori.

* P. Remo Piccolomini

Pubblicato su “Dalle api alle rose” Aprile 2004

Mensile del Monastero Agostiniano S. Rita da Cascia (Pg)

 

Ad integrazione da quanto appena letto, mi permetto due piccole riflessioni: una indirizzata a coloro che potendo non essere credenti si blocchino sul particolare, non cogliendo il senso della riflessione che credo superi ogni ideologia, perché questo è un tentativo per ascoltare ciò che sentono e provano i nostri giovani, per stare loro affianco e aiutarli a trovare una chiave di lettura della vita che li renda protagonisti.

La seconda riflessione è indirizzata a tutti tranne che ai giovani, perché i nostri giovani molto spesso finiscono con l’essere delle persone apatiche, poco motivate, apparentemente superficiali, perché forse costretti a fuggire da situazioni di disagio familiare, dove alcune figure genitoriali non sanno relazionarsi con i propri figli ma riversano su di essi

  • le loro angosce,
  • i loro isterismi, figli di conflitti interiori da cui non si sono saputi affrancare,
  • le personali aspettative che proiettano sui loro figli senza tenere conto di quelle dei loro figli,
  • il ricatto, anche con la minaccia delle percosse per ottenere dai propri figli degli alti voti a scuola

E’ chiaro che in questo caso, un ragazzo che vive questo disagio sarà costretto a vivere con l’ansia nel cuore, non riuscirà a concentrarsi e per lui sarà molto difficile avere un buon rendimento scolastico. A questi ragazzi mi sento di dire solamente, vi voglio bene, anche se non vi conosco personalmente, e vi dico coraggio! Non lasciatevi schiacciare da situazioni ambientali che non dipendono da voi; purtroppo la vita non è stata benigna in questo momento con voi e vi sembra di vedere tutto nero. Tenete sempre in mente che voi siete gli artefici principali della vostra vita, non lasciatevi abbattere da queste difficoltà, fissate nella vostra mente un obiettivo e perseguitelo qualsiasi cosa accada attorno a voi.

Nessuno vi può togliere la libertà della vostra mente, il calore del vostro cuore, non rispondete alla stessa maniera di chi vi fa stare male, siate superiori. Cercate di capire che chi vi fa soffrire, è fatto così, non è neanche colpa sua, forse anche lui è stato una vittima ma si è lasciato ingabbiare dalla negatività e purtroppo la trasmette a chi ha vicino. Non rispondete al dolore con il dolore, lasciate che il vostro cuore e la vostra anima si nutrano della bellezza del creato, dell’amicizia, della salute, del vostro gattino o del vostro cane, se lo avete, della purezza dei vostri sogni più belli. Se poi credete in Dio, ricordatevi delle parole che Gesù disse mentre veniva crocifisso: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Vi auguro Buona Vita

Eugenio Memmi

 

 

* Padre REMO PICCOLOMINI, sacerdote agostiniano, ha insegnato filosofia e storia per molti anni nei licei. Da 20 anni ricopre la carica di direttore della Nuova biblioteca agostiniana.

 

 

 

 

04/01/09 Come non essere d'accordo sul tuo commento di Eugenio?
A volte le persone che dovrebbero insegnare qualcosa sono troppo prese dai loro impegni per insegnarci qualcosa con vero amore.
Vivere con il proprio figlio è diventato difficile perchè il genitore d'oggi pensa di essere ancora ragazzino e di dover vivere come gli pare la propria vita perchè non vuole sentirsi arrivato. Ma ci rendiamo conto? Avere dei figli significa condividere la propria vita con loro non rifuggire per divertirsi per conto proprio.
Sottolineo le parole di Eugenio e rifletto sul fatto che si dovrebbero crescere dei giovani che siano intelligenti dal punto di vista della maturità: se qualcuno dei nostri genitori si scarica su di voi, si comporta male con voi, va a divertirsi per conto proprio... non crediate che per ripicca occorra fare altrettanto. Farete male a voi e a loro. Anzi forse solo a voi.
Siate maturi dimostrando di poter prendere in mano la situazione e controllare la vita facendo scelte di pazienza, di sacrificio, di umiltà.
Poi, ogni tanto può capitare di andare in escendescenza, ad ognuno è dato di cadere. Ma sappiate risollevarvi con o senza l'aiuto di qualcuno e non crediate mai di essere arrivati anche voi.
Non si finisce mai di imparare.
E soprattutto... non smettete mai di provare.
In amicizia,
Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com

 

 

 

 

07/06/2009 Cari lettori di TuttoCasarano...
Sono una normale studentessa che si interessa praticamente di ogni argomento riguardi NOI giovani. Vorrei prima ringraziare Eugenio per l'articolo su pubblicato, voglio parlarvi di un pò di cose che accomunano I GIOVANI, questi alieni o esseri non totalmente identificati... Leggo  o vedo molto spesso, che voi GRANDI ci attribuite delle doti speciali e alquanto negative: angosce, isterismi, figli di conflitti interiori ecc...Ma vi rendete conto?? A questo punto non siamo noi che vogliamo allontanarci DALL'UNIVERSO terra...ma forse siete voi che (spero)INVOLONTARIAMENTE volete staccarci dal vostro mondo parallelo...SIAMO PRATICI...NON PARLATECI DI PSICOLOGI CHE VENGANO A SCRUTARE "I NOSTRI PENSIERI PIU' SINISTRI" MA PORTATECI ALLE ASSEMBLEE O AGLI INCONTRI DEI GENITORI E DEGLI STESSI PROFESSORI...E per favore non generalizziamo ogni cosa...non sarebbe corretto per  quelle persone o "giovani" che si fanno in quattro sul serio per affermarsi nel loro piccolo, nella loro vita... Molto probabilmente non sarà il mio caso, lo ammetto! Ma vi prego almeno di non fare quello...
Questo è un mio sfogo che certamente non scagionerà tutte le cose ORRENDE che fanno i giovani d'oggi... Le disgrazie ci sono sempre state solo che ora con tutte le vie di comunicazione (computer tv cellulari e chi ne ha più ne metta) le informazioni si diffondono TROPPO velocemente e per questo si è soliti al risalire dai casi particolari a un'affermazione generale.
Per quanto riguarda l'articolo di P. Remo Piccolomini vorrei solo dire che è una bellissima riflessione ma che potrebbe "non interessare" il nostro mondo...forse il linguaggio è complicato...o come ha detto Eugenio qualcuno DEI GRANDI non essendo credente si bloccherebbe sul particolare non capendo l'obbiettivo dell'articolo.
Concludo parlando di POLITICA... Non preoccupatevi non farò par condicio.. ormai per voi grandi è un Tabù... però poi la usate per i vostri interessi personali ...Mi spiego meglio..gli  errori della storia sono stati molti e si hanno tutt'ora sia che si parli di destra che di sinistra...SAREBBE BELLO UN MONDO NEUTRALE...ma questo è un sogno purtroppo...comunque a parte i sogni...I politici (di qualunque fazione) anche se per interessi ecc..ci hanno sempre elogiati ...però poi?? cos'è successo? NOI SIAMO I VIOLENTI GIUSTO?? PECCATO CHE DURANTE LE ASSEMBLEE DEL PARLAMENTO O CAMERA SONO LORO A TRASMETTERE MESSAGGI "DISEDUCATIVI" ALTRO CHE pubblicità e programmi a doppisensi..SIATE CAUTI COL VOSTRO FUTURO... prima di condannare "qualcuno"guardate prima in VOI stessi...e non arrecate colpe SOLO  ai media e alle famiglie...Ma fate un esame di coscienza prima voi e poi consigliatelo ai vostri figli...che anche loro ne hanno bisogno.
Spero che la mia lettera non usciti nessuna indignazione e che sia STATA totalmente neutrale in ogni situazione.
Cordiali saluti
Silvia Dei Baroni

sweet_children@hotmail.it

 


 
07/01/09 Cara Silvia, grazie per averci scritto il tuo punto di vista su questo delicato argomento, sottolineo comunque, che anche se l'oggetto sono i giovani, le riflessioni su descritte, riguardano tutti, perchè i quello che i giovani sono, ciò che sentono, dipende molto da ciò che respirano e vivono in famiglia.

Le colpe (se di colpe si può parlare) e i meriti di una famiglia si ripercuotono sui loro componenti primi fra tutti i figli. La mia riflessione non era focalizzata principalmente sui giovani, piuttosto sulle figure genitoriali, perchè come dici tu, cara Silvia, si parla sempre dei giovani, ma si parla troppo poco, secondo me, di noi grandi e dei nostri grossi problemi che scarichiamo su di voi, quando non riusciamo ad essere liberi mentalmente, e in armonia.

Un caro saluto.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

 

09/01/09 Mi sia permesso di intervenire in questo dibattito innescato dal Sig. Eugenio e che riguarda il mondo dei giovani e i loro problemi. Personalmente ho contatto ravvicinato con questo mondo da molti anni, precisamente nel campo dello sport, e credo che molte delle argomentazioni svolte sull'argomento, tante acrobazie intellettualistiche, riflessioni spesso puramente retoriche ammantate di autoreferenziali capacita' di lettura psicologica della questione, quasi sempre sono totalmente lontani, secondo il mio punto di vista, dall'affrontare le reali problematiche che generano situazioni quali si evidenziano oggi nelle nostre nuove generazioni. 

Non c'è bisogno di addentrarsi in cervellotiche o articolate ricerche con la pretesa di voler individuare come essere di aiuto ai giovani; non c'è bisogno voler dare loro consigli a tutti i costi,organizzare noi ,per loro,dibattiti o altro che li riguardi. Non è la presenza ,spesso ansiosa e paternalistica, dei genitori o educatori in genere che è motivo di crescito per i giovani. Essi hanno bisogno solo di sicurezze, di esempi , di punti di riferimento.

Hanno bisogno di riferimenti autorevoli soprattutto in famiglia, e finchè la nostra società favorirà lo sgretolamento di questo primo e importantissimo nucleo di aggregazione,e in seno alla famiglia stessa i genitori non sapranno darsi a vicenda quell'autorevolezza che gli compete , pur se in forma diversa, ogni successivo passo sarà piu' difficile.

 

I giovani hanno bisogno di sentire AUTOREVOLEZZA in molti altri campi,ma essi non sono disposti a regalarla a chi non la merita. E nella nostra Società il livello di perdita di autorevolezza ha raggiunto limiti catastrofici.

E allora dobbiamo noi abbandonare i dannosi e ipocriti modelli di vita che ci propongono, facciano i nostri governanti un esame di coscienza e leggi giuste evidenti che risveglino in tutti,e specialmente nei giovani, un barlume di speranza.

Cerchi ognuno di meritare il proprio ruolo nella società e chi ha responsabilità maggiori paghi piu' duramente i propri misfatti.

Pensiamo a tornare a fare seriamente i  "grandi" noi grandi e ai giovani diamo solo affetto, nella sostanza piu' che nella forma; diamo loro anche piu' resposabilità . 

Lodiamo i loro pregi ma sappiamo correggerne i difetti, e cio' sarà piu' accettato da loro se avremo quell'autorevolezza di cui prima. Quella stessa che imporrà loro il rispetto e la stima per il proprio Professore, per il Vigile urbano,per il Politico, e per chiunque altro . Io penso che iniziando da questa strada possiamo recuperare molto sullo strapotere nefasto che privilegia la "società dei consumi" nel rapporto con i nostri giovani; altrimenti non ne usciamo. 

Mario Casto

europea008@alice.it

 

 

 

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