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"I Raccomandati" di sesso e di fatto
di Eugenio Memmi, Casarano 21/06//2006

   

Da subito ho trovato odioso il titolo di quel programma, e non l’ho mai visto in questi anni di programmazione, tranne qualche flash nel solito zapping. Un nome per un programma che mi offendeva, perché si utilizzava un fenomeno della disonestà italiana per intrattenere il pubblico, poi cercavo di violentarmi psicologicamente cercando di trovare una giustificazione a quella scellerata scelta. Ho pensato che fosse un modo per esorcizzare un fenomeno ormai “speravo” passato di moda e che la RAI avesse avuto tanto coraggio nel fare un programma con quel titolo e riderci sopra. Pensavo che lo sbagliato fossi io, tuttavia quel titolo non mi piaceva.

Le intercettazioni telefoniche pubblicate in questi giorni, invece mi hanno dato ragione, anzi, credo di sentirmi preso per i fondelli due volte da questo programma, perché molti suoi ospiti e presenze fisse erano li proprio perché raccomandati. Che delusione leggere che Malgioglio era li in prima serata solo perché era riuscito a procurare giovani soubrette disponibili a compromessi sessuali di manager RAI e di importanti politici!!! Povera Italia e poveri noi! Povere ragazze disposte a tutto pur di apparire per un attimo sul tubo catodico, d’altronde che dovremmo aspettarci da queste ragazze se la loro massima aspirazione è quella di essere una “velina” o di trovarsi rinchiuse nel “Grande Bordello”. Quasi tutti i partiti, da destra a sinistra, chiedono una maggiore restrizione dell’uso delle intercettazioni telefoniche; ma perché? Hanno paura che si scoprano altri segreti? Dobbiamo invece ringraziare queste intercettazioni perché ci stanno rivelando le cose così come stanno, e solo in questo modo si può sperare di mettere un po di ordine in quest’Italia violentata su ogni fronte, calcio, TV, politica, sanità, mafia; tentare di arginare tutti questi fiumi di marciume che si stanno aprendo, come ha chiesto il buon Mastella, che di inciuci, se ne intende e alla grande è uno squallido tentativo di parare il culo e gli italiani seppur nauseati da quanto sta emergendo, hanno il diritto di sapere. Dobbiamo far sapere ai nostri figli tutte queste cose per aprire loro gli occhi e far capire cosa si nasconde dietro certi programmi e quali rischi si incorre ad inseguire certe “chimere”. Non credo che tutta la TV sia così degradante, ma uomo/donna avvisato, mezzo salvato. Questi esempi credo che servano meglio di tante parole.