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La questione morale nella politica italiana

 

 

 

 

Di Eugenio Memmi

Casarano, 21/06/09

 

Il nostro grande paese, democratico per statuto e volontà popolare, sottoscritto dalla stessa Costituzione, con il passare degli anni, ha perso smalto e spessore morale. I nobili intenti dei padri costituzionali che hanno pensato e ben scritto gli articoli che regolano la vita pubblica, non sono stati in grado di inserire alcune norme che concretamente garantissero il rispetto di un’etica morale – civile, sia dei comuni cittadini, che dei loro rappresentanti politici, eletti in qualsiasi ambito, locale o nazionale. La mia considerazione personale, nasce dal constatare l’incapacità diffusa nei partiti italiani, di ogni schieramento politico, salvo qualche rara eccezione, di riuscire a prendere le distanze da tutti quei politici che hanno approfittato della loro posizione per usufruire di privilegi immotivati, arricchimento fraudolento ai danni della collettività, favoreggiamento di amici e conoscenti, con o senza richiesta di  tangenti, in sede di concorsi, o commissioni.

A mia memoria, solo l’intervento della magistratura ha fermato questi vizi italiani, mai invece che un partito con i suoi organi di controllo che abbia allontanato un suo rappresentante per comportamento immorale. E’ probabile che qualche volta, ciò sia anche accaduto, ma in rapporto al diffuso mal costume, mi sembra una percentuale ridicola.

Un paese civile, evoluto, non dovrebbe permettere il perdurare di questo stato di fatto, abbiamo moltissimo da imparare da tanti altri paesi; in questi giorni infatti, in Inghilterra, uno dopo l’altro, si stanno dimettendo tutti i ministri scoperti di aver avuto rimborsi di spese personali, spacciate per spese pubbliche. In altri paesi anglosassoni, si sono dimessi, ministri per aver accompagnato con ‘l’auto blu, il proprio figlio a scuola. E’ una questione d’onore, questi ministri, una volta scoperti, si sono dimessi, perché è inconcepibile per queste evolute democrazie, avere dei rappresentati politici, macchiati da comportamenti disonesti.

Nel nostro paese invece la questione morale, è sentita solo marginalmente, e, se nel centro-destra, vi è una inconfutabile consapevolezza delle proprie manchevolezze, nel centro-sinistra che fino a qualche tempo fa, sentiva più forte rispettare questo codice deontologico, con gli arresti per comportamento fraudolento di numerosi esponenti politici, questa differenza morale, sembra ormai un sbiadito ricordo.

Si dice, che “ogni popolo ha il governo che si merita”, è evidente, come dice il mio amico Graziano, che la colpa principale del perdurare di tutto questo, è anche colpa nostra. Come non dargli ragione?

Se Mastella, continua ad essere votato, nonostante cambi schieramento ad ogni cambio della legislatura, qualcosa vorrà pur dirlo!!! Se personaggi condannati per mafia, per frode, che non si sono distinti per spessore morale, continuano ad essere proposti dai partiti e votati dalla gente, è chiaro, che questo contorto sistema è malato.

Sono in malafede certi partiti quando propongono queste persone, ignoranti, pecore, e vigliacchi i tanti italiani che li votano. Va anche detto che in certe regioni del Sud, un numero impressionante di voti è certamente sotto il controllo delle organizzazioni criminali e il voto viene esercitato sotto ricatto perché lo Stato non riesce ad essere presente ed incisivo nel liberare dall’oppressione mafiosa vaste aeree della nostra penisola.

In Italia, fare il politico è ormai un mestiere, abbiamo politici che da decenni sono sempre li, e mai come oggi occorrerebbe un ricambio generazionale, ma se non si cambiano regole e statuti; statuti che vanno rispettati e non interpretati, qui non cambierà mai nulla. Così succede che nel PD, le regole si interpretano a proprio piacimento, criteri non ben specificati per la selezione dei candidati, offrono il fianco a dubbie interpretazioni con la conseguenza che a ripresentarsi alle elezioni sono sempre i soliti noti, allo stesso modo le tanto decantate primarie, si fanno a discrezione e non per una regola precisa da rispettare, sempre e comunque.

Nel PDL, il partito del premier, se anche qualcosa di buono è stato capace di fare, non si può certo far finta di niente di fronte ai suoi numerosi coinvolgimenti in tante situazioni illecite, molte non concluse in condanne giudiziarie, grazie alle leggi ad personam volute da lui stesso e che sono un offesa per l’intera nazione o per la prescrizione dei processi.

Sperare che siano i partiti a riscrivere delle regole per ridare credibilità ad un sistema politico che si è diffuso come un cancro nel nostro paese, è un’idea molto utopistica, ma se vogliamo dare una speranza di cambiamento a questa nazione e l’obiettivo di consegnare ai nostri figli un paese migliore di quello attuale, non dobbiamo stancarci di pretendere un cambiamento.

Come raggiungere questo obiettivo? Difficile da dire, la soluzione ideale, sarebbe quella di creare una “assemblea costituente dei partiti” dove riscrivere regole certe per tutti i partiti, in modo da stabilire nuovi criteri per eleggibilità dei candidati e l’immediata rimozione e radiazione per coloro che non si fossero dimostrati di essere all’altezza dell’incarico rappresentativo ricevuto dagli elettori.

Nel frattempo, ogni cittadino ha la possibilità di scegliere chi votare, se tutti votassimo con consapevolezza e maturità, è probabile che l’Italia sarebbe governata meglio.

 

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23/06/09 Caro Eugenio, come spesso accade, sono d'accordo con te, e spero che lo siano in tanti, e sempre di più, perchè vorrà dire che c'è la speranza che qualcosa possa cambiare.

La tua idea dell'assemblea costituente mi sembra veramente buona, bisognerebbe pubblicizzarla un pò e farla arrivare "in alto". Da qualche parte bisogna pur partire!

 

Lucio Battisti - Il mio canto libero

 

 

 

 

               

 

 

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