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Le parole che non avrei voluto ascoltare da Paride De Masi

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Di Eugenio Memmi

Casarano, 28/09/2007

 

 IL VIDEO DELLA SERATA, E' STATO DIVISO IN PIU' PARTI PER UNA RIPRODUZIONE PIU' VELOCE.

Ieri sera, come tantissimi altri concittadini, sono stato ad ascoltare il confronto voluto da Paride De Masi con il sindaco Remigio Venuti, confronto che doveva chiarire i motivi che avevano spinto il patron della Virtus a dimettersi.

In questi giorni, sulla stampa locale si erano paventate diverse teorie sulle possibili cause, chi sosteneva che il problema fosse da collegare ad una insoddisfazione nella gestione dei lavori di ristrutturazione dello stadio da parte dell’amministrazione comunale, chi invece, sosteneva che a provocare questa forte reazione da parte del presidente della Italgest fossero problemi di natura politica, legati alla contemporanea presenza di due candidati casaranesi nelle imminenti "primarie" del costituendo Partito Democratico, Franco Pisanò nella listone che fa capo a Enrico Letta,  Remigio Venuti per quella di Walter Veltroni.

Questa teoria politica francamente risultava incomprensibile, non trovando il nesso diretto fra causa ed effetto; “che ci azzeccavano le "primarie" con le dimissioni?”

Ieri sera Paride De Masi, nel salotto del cinema Manzoni, davanti al sindaco Venuti e ai tanti convenuti, ha spiegato chiaramente che la causa delle sue improvvise dimissioni erano state causate proprio dalla presenza dei due candidati casaranesi alle "primarie" del Partito Democratico. Secondo De Masi, la presenza contemporanea di due candidati casaranesi, avrebbero solo indebolito la forza politica rappresentativa della città, perché le preferenze si sarebbero divise su due candidati, facendo scendere così il quorum di preferenza dei candidati.

De Masi, parla della sua amicizia con Enrico Letta, con Francesco Boccia, delle partite di pallone giocate insieme a loro, e della sua volontà di ricambiare questa amicizia con Letta sostenendo il candidato casaranese della sua lista. Per questo motivo, De Masi aveva contattato i vertici provinciali che stanno organizzando le "primarie" nel Sud Salento, chiedendo che a Casarano ci fosse un solo candidato. La sua richiesta non è stata però accolta, e Casarano in queste "primarie" avrà due candidati, entrambi capilista, ma De Masi dimentica, o non sa, che entrambi hanno la quasi matematica certezza di entrare a far parte dell’assemblea nazionale costituente del Partito Democratico.

Questo rifiuto, in Paride De Masi, ha provocato un profondo scoramento; a suo dire, questa scelta avrebbe danneggiato Casarano, le dimissioni erano un pretesto per attirare l’attenzione sul problema, e far capire nei vertici provinciali che le scelte che riguardano Casarano vanno negoziate con i casaranesi.

A me, come a molti altri presenti, queste motivazioni, hanno sollevato forti perplessità, grandi come macigni, perché se dobbiamo essere chiari e dirci le cose così come sono, questa sua esternazione non ha fatto altro che dimostrare un ingerenza del sistema economico nelle scelte della politica, un condizionamento bello e buono a favore di un candidato, ma di quale? Quello del suo amico Letta o di Walter Veltroni? Caro Paride, parli di politica con la “P” maiuscola… ma questa dichiarazione mi sembra affermare tutto il contrario, esattamente ciò che l’Italia in questo momento sta cercando di combattere, lo sconfinamento della politica nelle scelte economiche e viceversa.

La volontà di voler un solo candidato politico cittadino nelle varie competizioni politiche, di per se, è una giusta pretesa, perché il passato ci ha dimostrato che avere più candidati serve solo a disperdere voti e quindi l'eventuale  possibilità di far eleggere un nostro rappresentante; in questo senso, condivido la tua richiesta in futuro di negoziare le scelte dei candidati, ma tu, questa volta, hai smarrito completamente rotta, perché hai dimostrato apertamente che il tuo interesse era solo perché ci fosse il candidato della lista di Letta! E scusa se è poco!

Capisco, che i cittadini debbano interessarsi della politica, che ci debba essere partecipazione, ma tu in questo caso mi sembra che hai scavalcato a piè pari ogni logico confine. Questa è la mia impressione, se ho interpretato male ciò che hai detto, a te la parola.

 

 

 

29/09/07 Caro Eugenio, mi sorprende che un attento opinionista come te abbia colto la parte meno importante del mio intervento.

Vedi, mio caro, il dramma di questo Paese, o almeno uno dei suoi mali principali, è il continuo confondere il fine con il mezzo.

Mi sembra strano doverti precisare che il fine nel nostro caso è la grande manifestazione che voglio organizzare (il quadrangolare per la solidarietà, il promuovere un grande progetto sociale, il voler dare un palcoscenico ad una città che lo ha perso da tempo); il mezzo, invece, doveva essere l’affermazione di un grande risultato a favore di chi è al lavoro per la riuscita di questa iniziativa.

Questa, a mio parere, è la politica con la “P” maiuscola, che non guarda al misero interesse di bandiera, ma al risvolto sociale.

Tu hai dimostrato nel tempo di essere un acuto osservatore di fenomeni che il mondo dovrebbe con forza rigettare e che purtroppo rimangono senza soluzione nonostante l’attivismo di tanta gente che, come te, crede nella pace.

Uno straordinario messaggio di pace è partito da Casarano circa 2 anni fa: dobbiamo alimentarlo con costanza, soprattutto attraverso i bambini, primi testimonial di serenità.

La politica con la “p” minuscola, di questo o di quello, di coloro che si sentono di una parte e non dell’altra, lasciamola fare a chi di ciò ne ha fatto un mestiere.

Proprio da te non me lo sarei mai aspettato!

Scusami per l’ora, ma sempre per quella politica con la “P” maiuscola, leggo solo adesso questo tuo messaggio al ritorno da una manifestazione, all’Auditorium di Roma, finanziata da Italgest, Bulgari ed Enel per un altro grande fine:il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente e dei suoi beni più cari e rari.

Abbiamo raccolto fondi importanti stasera insieme a persone di diverso credo ed estrazione: Riccardo Muti, Giorgio Napoletano, Carlo Azelio Ciampi, Fulvio Conti, Piero Gnuti, Giulia Mozzoni Crespi. Tutti insieme per il FAI con successo.

Diversamente, divisi o antagonisti, non ce l’avremmo mai potuta fare.

A Casarano, invece, non ci siamo riusciti!

È la quarta notte che dormo solo 3 ore però, credimi, sono contento.

La carica energetica di tutto ciò, mi fa comunque stare bene e sperare in un roseo futuro, nonostante questa tua riflessione che distorce, consentimelo, quello che inequivocabilmente ho detto l’altra sera.

Buona notte Eugenio e sogni importanti. Veltroni, Letta, Bindi… solo cruda realtà!

Paride De Masi

Tessera CUSP n.11

 

 

29/09/07 Caro Paride, innanzitutto grazie per la cortese risposta, tuttavia non posso essere d’accordo con te, perché ciò che ho scritto non è frutto di mie opinioni, ma la trascrizione di ciò che hai detto tu l’altra sera.

Non posso essere neanche d’accordo quando mi replichi dicendo che non dobbiamo confondere “il fine con il mezzo”; e perchè no, caro Paride? Fine e mezzo sono due obiettivi che devono andare di pari passo. Mi spiego meglio, se io ho l’obiettivo di raggiungere un risultato (fine) il mezzo con cui lo raggiungo è altrettanto importante, perché anche per raggiungere un buon fine, potrei utilizzare fini poco etici se non addirittura illeciti; ovviamente questi mezzi finirebbero per far perdere valore all’obiettivo raggiunto.

La politica spicciola l’hai citata tu l’altra sera, hai detto tu che ti sei dimesso perché non eri riuscito ad ottenere che a Casarano nelle imminenti “primarie” ci fosse un solo candidato.

Dici che a Casarano non si riuscirebbe a fare qualcosa “insieme” perché siamo troppo divisi; in parte è vero, ma non sono divisi i cittadini, sono divisi i nostri rappresentanti politici, il settore economico finanziario, perché questa contrapposizione nasce da interessi da difendere per se o per altri, e per questi motivi si arriva a fare la politica con “p” minuscola, dimenticandosi di fare ciò che è utile per tutti. Casarano ha più volte dimostrato che sa unirsi e stringersi per fare un corpo unico davanti alle cose vere, autentiche.

Ti saluto con una frase di Gandhi: LA FEDE NON VA PROCLAMATA MA VISSUTA E SI TRASMETTE DA SE.

 

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

 

 

29/09/07 Il motivo per il quale, Paride De Masi, abbia fatto tutto questo casino (annuncio di dimissioni, lettera al Sindaco con invito modello Western: “Ti aspetto” , lettera personalizzata ai CUSP, dibattito al cinema Manzoni con tanto di poltrone rosse, occhio di bue e Sindaco a presso) sinceramente, nonostante i chiarimenti, mi sfugge.

Che c’azzecca (come dice Di Pietro) De Masi con le nomine del PD ?

E quindi: o le nomine le fa Lui, o non si fa niente per Casarano ?

 

PS. Se questo nuovo partito di centro-sinistra, che si prefigge di rinnovare la vecchia politica, nasce con queste logiche di spartizione, siamo messi proprio male.

Ero quasi certo che non sarei andato a votare alle primarie del PD, ora sono certo……………… !!!

ledicolantepazzo (Graziano De Paola)

ledicolante.p@tiscali.it

 

 

 

 

 

29/09/07 Egregio Dottor De Masi,

anch’io l’altra sera ho assistito al dibattito tenutosi al Cinema Manzoni.

Mi sono bastati dieci minuti per convincermi che avrei fatto meglio a trascorrere la serata con i miei amici.

Mi hanno molto infastidita le cose che da Lei ho ascoltato, i messaggi espliciti e quelli impliciti - ma non tanto da non essere colti da persone di media intelligenza - il Suo comportamento.

Mi spiego meglio. Anche a mio sommesso avviso in tutta questa vicenda, piuttosto squallida, il calcio – così come la beneficenza - non c’entrano niente.

La minaccia di lasciare la squadra è stata evidentemente l’ultimo tentativo per ottenere un risultato solo ed esclusivamente politico. Un risultato per Lei certamente molto importante, come dimostrato dal Suo forte interesse a che non vi fossero a Casarano due candidature in due diverse liste e, in particolare, a che non vi fosse la candidatura di Remigio Venuti a sostegno di Walter Veltroni.

Egregio Dottore, tale comportamento stride fortemente  con il più volte sottolineato sentimento di amicizia verso Remigio Venuti.

In proposito, avverto l’obbligo di evidenziare come anche il più acerrimo nemico - di fronte all’accusa di ladro e assassino, rivolta al Sindaco da una persona rimasta accuratamente nell’ombra - avrebbe reagito, se non altro per istinto. Tanto non è avvenuto da parte Sua e la Sua calma in quel momento è stata più eloquente e più rivelatrice di tante parole. E’ vero, è una questione di stile.

Ancora, ho avuto modo di leggere la Sua lettera ai tifosi; sono rimasta sbigottita dalle tristi speculazioni familiari da Lei utilizzate per difendere la Sua posizione, cito testualmente: “mia madre piange, mia figlia non mangia più, mio padre, anche se non può, ha chiesto di parlarmi. TUTTI MALATI DI VIRTUS”.

Mi permetto di ricordare che ci sono a Casarano madri che piangono perché i mariti hanno perso il posto di lavoro o rischiano di perderlo e sono disperate perché sanno di non poter assicurare ai loro figli quel minimo di serenità e di opportunità future che io e Lei, grazie a Dio ed ai sacrifici dei nostri genitori, oggi abbiamo.

Volesse il cielo che tutti problemi che vive oggi la nostra città dipendessero dalle sorti della squadra di calcio o dalle condizioni del campo sportivo! Sarei la prima a gioire.

Ancora, sono amareggiata e delusa dai continui tentativi di creare confusione su tutto quello che è successo e di strumentalizzare la beneficienza a tal fine, (vedi replica all’articolo di Eugenio Memmi) soprattutto quando questa anziché essere il fine disinteressato a cui tendere, diventa il mezzo opportuno per raggiungere altri scopi.

Non abbia la presunzione di avere a che fare con degli sprovveduti; siamo capaci di leggere tra le righe, sebbene anche in questa vicenda fosse, fin dall’inizio, tutto piuttosto chiaro.

Non consideri questa mia come la difesa d’ufficio a favore di un amico. La consideri, piuttosto, come un invito alla sobrietà ed al rispetto dei valori dell’amicizia, della solidarietà e della serietà della politica.

Concludo augurandomi per il bene presente e, soprattutto, futuro dei miei cari concittadini che con la stessa facilità possano emergere persone che prima di tutto abbiano valori, sentimenti e preparazione con la lettera maiuscola, la politica con la “P” maiuscola seguirà di conseguenza.        

Ovviamente con stima,

Avv. Antonella Barlabà

abarlaba@inwind.it 

 

 

 

 

01/10/07 Cari amici, in merito alla vicenda che in questi giorni ha visto protagonista da un lato Paride De Masi e dall´ altro Remigio Venuti devo riconoscere di aver commesso un errore di valutazione. L´ errore consiste piu´ o meno nell´essermi affidato a commentare delle opinioni, quali sono state quelle pubblicate su questo sito.
A dire il vero ho pensato addirittura a una manovra di "depistaggio", sapientemente preparata a tavolino. Perche´ ai miei tempi il miliardario a Casarano era sempre visto di traverso e con sospetto e quindi ho creduto che anche per De Masi sarebbero valse le stesse regole, diffidenza assoluta per ogni cosa che fa. Evidentemente non e´ cosi´, vuoi perche´ suo padre possedeva la tessera nr.1 dei CUSP e lui la nr. 11, vuoi perche´ il Casarano se la cava bene, la popolarita´ di De Masi pare solida nonostante la grana che ha (per lo meno negli ambienti legati alla tifoseria).
Dopo aver visto il video dell´ incontro, davanti ai tifosi avvenuto giorni fa al Manzoni, la mia opinione e´ cambiata totalmente.
Mi ha colpito molto la replica del sindaco. Il quale dice in buona sostanza, abbiamo problemi piu´ urgenti da risolvere in questo momento. Ed e´ vero... ma la replica di De Masi non lascia dubbi. Se e´ vero come e´ vero (perche´ Venuti non ha contestato il fatto, e quindi lo conferma perche´ chi tace acconsente) che De Masi si era offerto di rimodernare a proprie spese lo stadio Capozza, allora scusatemi, ma a questo punto io il mio sostegno lo do a De Masi. E lo do, non tanto per la generosita´ vera o presunta dell´ imprenditore De Masi (niente per niente non fa niente nessuno, recita il primo comandamento), quanto per il fatto che di fronte a una precisa offerta di aiuto il comune non ha dato nessuna risposta lasciando tutto com´ era. E questo non va bene.
Sorprende il contrasto tra un Venuti concentrato sui problemi della citta´ e un De Masi decisamente piu´ disteso che offre collaborazione e chiede di discutere dei problemi al fine di cercare insieme una soluzione.
De Masi ha ripetuto piu´ di una volta che i suoi interessi imprenditoriali sono concentrati per la maggior parte fuori dal territorio casaranese. E quindi questo fa di lui una sorta di S. Francesco che si mette al servizio del bene della citta´. Vorrei crederci, ma cosi´ ingenuo proprio non sono. Di piu´ sarei propenso a credere al fatto che forse per lui una Casarano piu´ visibile a livello nazionale e forse (perche´ no?) europeo rappresenterebbe una sorta di biglietto da visita da esibire all´ occorrenza presso i suoi amici e/o ospiti. Emblematico a questo punto e´ il racconto del presidente della camera di commercio di Brindisi che gli chiede che cosa sta succedendo a Casarano. Nel mio piccolo, ho fatto anch´ io esperienze simili quando abitavo al nord e tutti conoscevano Casarano perche´ ogni tanto appariva in schedina (quando il superenalotto ancora non esisteva e il 13 al totocalcio era il sogno segreto di ogni italiano).
Essere presidente di una squadra di calcio di successo o di una squadra di pallamano che quest´ anno ha vinto lo scudetto, dotare Casarano di impianti sportivi di un certo livello in grado di ospitare manifestazioni di una certa importanza ha sicuramente un ritorno d´ immagine da non sottovalutare, per lui come imprenditore, per la sua impresa l´Italgest, ma anche per Casarano e per i casaranesi.
Sinceramente credo che anche il discorso politico che molti hanno contestato mi pare cristallino. Ha ragione nel dire che due candidati per una costituente sono troppi, oltretutto il sindaco dovrebbe spiegarci dove pensa di trovare tempo per quest´ altro incarico, se dovesse essere eletto. Se poi De Masi ha, privatamente o pubblicamente espresso preferenze per l´ uno invece che per l´ altro candidato, beh... alla fine prima di essere quello che e´, e´ un cittadino come lo sono io e come tanti altri.
No, ragazzi, scusate... ma questa volta non mi trovate d´ accordo con voi... non ho mai tifato per alcuna squadra (a dire il vero con me si puo´ parlare di quasi tutto tranne che di sport) ,forse qualcuno mi accusera´ di essere un venduto, pero´ io dico che il match l´ ha vinto De Masi...
Un saluto
William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com

 

 

 

 

02/10/07 Cari amici di TuttoCasarano,
Da dove cominciare? Innanzitutto dal fatto che mi sento offeso da molte delle affermazioni su citate. Posso rispettare il pensiero degli altri, non posso però in alcun modo resistere alla tentazione di dire la mia.
Mi sento offeso perché alcuni redarguiscono De Masi dal pensare di aver a che fare con degli sprovveduti, come se, chi la pensasse diversamente da loro, fossero solo dei poveri stolti. Rispetto per tutti.

Detto ciò,  direi subito che è diritto di ogni cittadino interessarsi alle vicende politiche della nostra città. E' diritto di ogni cittadino esprimere delle considerazioni, è diritto di ogni cittadino avere delle risposte rispettose ed adeguate.  In questo caso il cittadino in questione è Paride De Masi.

Se permettete non un cittadino qualunque, uno che di politica con la "p" maiuscola, ne mastica ampiamente tutti i giorni; non un cittadino qualunque, il presidente nazionale dell'energia alternativa di CONFINDUSTRIA; non un cittadino qualunque, un personaggio impegnato quotidianamente nel sociale per la nostra città; non un cittadino qualunque ma il presidente del gruppo Italgest, l'azienda cittadina più conosciuta in questo momento in Italia.
Quando la risposta è:"non è una questione che la riguarda, lasci fare a noi" bisogna capire chi lo dice e a chi si rivolge.

Se aveste saputo davvero leggere tra le righe, avreste certamente capito che le minacce di dimissioni da patron della Virtus, erano solo lo strumento, la punta dell'iceberg, non l'inizio. Eppure con le sue dimissioni ha sollevato un polverone talmente grande da scuotere l'intera opinione pubblica regionale. E' riuscito nel suo intento? Direi di si, ma qualcuno continua ad analizzare e criticare banalmente lo strumento, la punta dell'iceberg per intenderci.

Detto questo, "i problemi delle madri che piangono perché i mariti hanno perso il posto di lavoro", sono di sicuro interesse, ma sarebbe più opportuno ribadire a ciascuno il ruolo sociale che ricopre, senza fare inutili e confusionari paragoni fuori luogo. Sappiamo che esiste la fame nel mondo, la guerra, l'ignoranza (quella purtroppo ancora tanta..), ma se si partecipa ad una discussione pubblica il cui tema sono le problematiche sportive e politiche, è illogico poi tirar fuori in una discussione del genere problemi sicuramente di rilievo ma discutibili in altre sedi e con i protagonisti della vicenda.

 Si stanno sprecando in questi giorni le parole, i giudizi, le critiche. Io vorrei sottolineare che nemmeno un anno fa su questo sito, i tifosi della Virtus vennero definiti "un tumore da estirpare". Oggi la tifoseria casaranese è impegnata, NON A PAROLE, nel sociale e nella solidarietà e la Virtus Casarano è un contenitore sociale che riaccende la mente delle persone, a tal punto da scatenare costruttivi dibattiti sociali e politici. Per chi pensa che il calcio sia solo un pallone che rotola e non sa leggere tra le righe.
Inoltre sottolineo come lo scorso anno, dopo gli episodi di Sogliano, molti "avvoltoi" incalzarono su queste pagine web duri attacchi alla tifoseria, non una parola sprecata dagli stessi quando bisognerebbe sottolineare le iniziative positive e costruttive,  non una parola di appoggio, solo negativismo distruttivo.

Da cittadino casaranese, mi auguro di cuore che l'interesse dimostrato da De Masi per le vicende politiche locali, non si fermi qui. Sarebbe un importante opportunità di confronto e crescita, la sua esperienza nazionale, la sua esperienza aziendale e personale non possono scadere in un banalissimo "lascia fare a noi..". da cittadino casaranese mi auguro di cuore che i politici, quelli di professione, tengano in grande conto i suggerimenti, non per egemonizzare pensieri, solo ed esclusivamente per CRESCERE!

Da cittadino casaranese, mi auguro che il percorso di crescita civile intrapreso intorno alla Virtus non cessi, anzi si alimenti con vittorie sportive ma soprattutto sociali, con la speranza che chi vuole leggere tra le righe sappia leggere tutto e non strumentalizzare poche parole o pochi gesti.

Paolo MEMMI

paolomemmi@libero.it  

C'è un solo modo di vedere le cose, finchè qualcuno non ci  mostra come guardare con altri occhi.
(Pablo Picasso)
 

 

 

 

 

 

 

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