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Lettera aperta ai tifosi del Casarano, al presidente De Masi e al sindaco di Casarano


Di Eugenio Memmi

Casarano, 23/01/2007

 

Cosa vuol dire oggi essere tifosi di una squadra di calcio?

Cari amici tifosi del Casarano, egregio presidente De Masi, egregio sindaco di Casarano, per l’amore che sento verso la mia città, la Virtus Casarano, vi esorto a leggere quanto ho da dirvi.

Oggi, grazie alla presenza di un presidente attento come Paride De Masi, credo sia possibile iniziare un percorso di crescita sociale e sportivo che coinvolga tutti. Questo ambizioso obiettivo non credo sia facilmente raggiungibile, ma va comunque perseguito, altrimenti perderemmo una grandissima opportunità. Non so da dove iniziare la mia riflessione, perché tanti sono i fattori da tenere bene a mente, ma tutti comunque riconducibili ad una domanda, ma un tifoso che entra allo stadio, smette di essere una persona per diventare altro? Allo stadio è permesso fare tutto? E soprattutto, smettiamo di essere persone ragionevoli per allinearci all’imbecillità? Cosa significa essere Ultras?

Caro presidente, e caro sindaco, io mi pongo queste domande vedendo e ascoltando i comportamenti ed i cori della domenica, e siccome credo che Voi, più del sottoscritto ci teniate ad avere dei sostenitori corretti e di conseguenza dei cittadini con la C maiuscola, vi esorto a programmare in tempi brevissimi, un incontro con i cittadini–tifosi della nostra amata Virtus Casarano. Lei caro presidente, bene ha fatto, dichiarando da subito che desidera avere affianco a se una tifoseria corretta, calda verso la propria squadra, ma civile e rispettosa. La minaccia di lasciare la società qualora i tifosi non rispettassero queste sue indicazioni, sta avendo lusinghieri riscontri, perché domenica scorsa a Sogliano ho visto tanti tifosi più anziani cercare di placare gli animi dei più irrequieti, ma occorre fare un passo avanti nella direzione che ha intrapreso, non può pensare di raggiungere lo scopo che si è prefissato nel giro di pochi mesi.

Pensi un po’ a quei giovani tifosi, che nemmeno hanno visto il Casarano in C1, o quella la storica partita contro il Lecce, o il Bari, lo spareggio con il Monopoli a Brindisi, cresciuti in questi anni di presenza allo stadio sentendo ripetere domenica dopo domenica cori di antiche rivalità, se non di odio, verso il nostro capoluogo di provincia, che colpa ne hanno? Sono figli di uno tifo che ha perso ogni nobiltà, perché hanno avuto cattivi maestri che nessuno ha saputo correggere.

Molti Ultrà del Casarano, hanno la convinzione di essere una tifoseria nobile, perché la Virtus ha disputato vent’anni di C1 e perciò autorizzati a guardare dall’alto in basso ogni altra tifoseria di questi cosiddetti campionati minori. Ma io vorrei ricordare loro, che vent’anni di C1 li abbiamo avuti grazie alle grandi possibilità economiche del presidente Filograna, altrimenti saremmo rimasti a giocare in promozione come abbiamo fatto per tanti anni, non è certo la categoria che nobilita le persone o le città. Ma queste parole, se le dico io, non le ascolta nessuno, se le dice lei signor presidente, le sue parole acquistano maggior peso. Perciò si assuma la bella e grande responsabilità di far crescere sportivamente e civilmente la nostra tifoseria, questo è un scopo che andrebbe al di la di vincere uno o due campionati, anche perché i presidenti vanno e vengono, ma i tifosi restano e se lei riuscirà a far comprendere a tutti noi che una partita di pallone, alla fine resta una partita di pallone, credo che lei avrà l’eterna riconoscenza di una intera città. L’amore per la propria squadra non giustifica nessun comportamento violento, sia verbale che fisico, qui ognuno deve fermarsi un attimo e riflettere sul proprio comportamento, senza fare le solite riflessioni giustificatorie, hanno incominciato prima loro… avevano la maglia giallo-rossa…. ect. ect. dobbiamo metterci in testa che si va allo stadio solo per incitare la propria squadra, il tifo è il modo di esprimere la propria gioia, il proprio attaccamento, ci si può sbizzarrire come si vuole, facendo le più belle coreografie del mondo, ma sempre rispettando gli altri. Noi potremo vincere o perdere, ma se sugli spalti sapremo dare solo spettacolo positivo, tutti ci rispetteranno e ci ammireranno, questa si che è nobiltà.

 

Caro Eugenio, rispondo  forse un po' in ritardo a ciò che tu hai risposto alla mia precedente e mail.

Innanzitutto non volevo assolutamente farti i conti in tasca nè tantomeno "rimproverarti" di aver scritto questa ormai famosa lettera per interessi personali e neanche tacciarti di mania di protagonismo (di nessuna di queste trovo traccia nella mia mail). Il mio iniziale "spero tu sia contento di questo polverone che hai sollevato.. era il tuo scopo no?" voleva solo essere una riflessione sul fatto che avevi raggiunto l'obiettivo che ti eri prefisso e cioè quello di portare all'attenzione della città una situazione che hai reputato fosse un problema da segnalare. Che poi io non sia d'accordo con alcune tue affermazioni non vuol dire che non si possa discutere in maniera serena, anzi credo che tutte le risposte pervenute alla tua lettera diano atto di aver a che fare con persone mature. Senza dilungarmi troppo vengo subito alle affermazioni da me fatte e che tu hai sottolineato:

Non ho scritto se la reazione è giusta o non giusta, nè lo farò, in quanto non mi permetterei mai di giudicare una persona senza conoscere il perchè di una sua reazione. Forse se fossi stato anch'io o la mia auto tra i bersagli della sassaiola allora avrei dato un giudizio in merito, ma non essendo fortunatamente stato colpito da nulla mi esonero dal giudizio.

Non ho mai scritto che tifare Lecce è proibito, ho soltanto tenuto a precisare (visto che tu l'hai segnalato nella lettera) che se noi ci siamo abbandonati a qualche coro anti Lecce loro lo hanno fatto durante tutta la gara ben consci della rivalità presente tra le tifoserie casaranesi e leccesi. Anzi anche qui voglio dire che qualsiasi casaranese che ben conosce la storia di questa rivalità non si sognerebbe mai di chiedere ai tifosi di rinunciare a qualche coro anti Lecce. Io stesso nel forum dei Cusp diversi mesi fa ho sottolineato che i cori anti Lecce erano un po' troppi, ma non mi sono mai sognato di chiedere ai nostri tifosi di dimenticare un'infamia subita da chi si dichiarava amico. Ecco perchè ho scritto che alcune tue affermazioni potevano risultare superficiali. E comunque come non è proibito tifare Lecce non credo sia proibito dichiararsi apertamente anti leccesi. La storia caro Eugenio è fatta per ricordare non per dimenticare e i tifosi casaranesi non dimenticano! 

Voglio anche, e poi chiudo, farti presente che la mia risposta è scaturita soprattutto dai commenti inopportuni di gente che nulla ha a che fare col calcio o con noi tifosi, che addita l'intera tifoseria casaranese come violenta e i giovani casaranesi come gente che ogni domenica spegne il cervello e va allo stadio sperando di fare a botte... siamo stati definiti un tifo malato di cancro da persone che come conoscenza massima del nostro ambiente hanno solo le letture dei quotidiani locali (spesso anche loro pronti a sottolineare con titoloni anche il minimo respiro della tifoseria casaranese). Io da tifoso pronto insieme a tutti gli altri a far cambiare determinate mentalità mi sono sentito offeso da determinate parole atte a sottolineare il marcio e mai il buono che sino ad ora è stato fatto (e questo dimostra la scarsa conoscenza del nostro tifo organizzato da parte di parecchi cittadini). Spero di averti fatto capire che la mia risposta e anche la risposta di altri tifosi e del direttivo dei CUSP non era un attacco alla tua persona, bensì una presa di distanza da certe facili dichiarazioni che dimostrano una scarsa se non nulla conoscenza dei fatti.

Un abbraccio a te e a tutti quelli che amano Casarano ed il Casarano!

Ivan Lupo

ivanlupo@yahoo.it

 

Caro Ivan, questa antica ostilità verso il Lecce, non credi che abbia ormai segnato il tuo tempo, continuare a rimuginare su fatti dello “scorso secolo” mi sembra anacronistico, ma comunque rispettabilissimo. Però ostentare questa nostra ostilità ovunque si vada… “noi non siamo dei leccesi.. siamo solo casaranesi..” non credi che offenda tutto il Salento? Che vogliamo fare, creiamo il principato di Casarano? Vedi caro Ivan, forse sono io ad essere sbagliato, io sono rimasto a quando nello stadio Capozza c’era ancora nella gradinata l’orologio di Perruccio e la domenica me ne andavo con una batteria di macchina (molto pesante per i miei pochi anni) a far squillare le trombe che mi portavo dietro. Dal sabato sera alla domenica, con delle forbici ritagliavo tutti i giornali che potevo in piccoli quadratini, da lanciare all’ingresso della squadra in campo, questo era il mio modo di esprimere il mio amore per il Casarano e così è proseguito fino quando una domenica pomeriggio, nel nuovo stadio, durante un incontro, non vidi ricoprire di sputi un massaggiatore della squadra avversaria costretto a passare sotto la Curva Nord, era una persona anziana. Quel fatto mi indignò tantissimo, e per alcuni anni mi sono rifiutato di andare allo stadio.

 

 

27/01/07 Caro Eugenio,

apprezzo una persona come te. Non ti conosco personalmente ma mi sento molto vicino alle tue parole. Nel nostro paese c'è quel piccolo numero di IDIOTI che  si fa naturalmente notare di piu' del maggior numero di veri appassionati che ogni domenica seguono la squadra. Mi è tornata la voglia di frequentare lo stadio, vorrei farlo con la mia famiglia ma per colpa di qualche STUPIDO ancora non e' possibile.

Mi rivolgo ai cosiddetti "capi Ultrà":

ma il vostro ruolo è solo quello di urlare nel megafono e ordinare lo sventolio dei gagliardetti in curva? Dove siete quando invece di seguire la partita alcuni di voi seguono con la bocca un grosso bicchiere di birra rivolgendo le spalle al campo e per un niente diventano delle persone senza senno!? 

Ci vorrebbe un po' di indifferenza verso queste persone, isolarle all'interno dello stadio proprio come si dovrebbe fare con le tifoserie avversarie in caso di provocazioni!

Scusate lo sfogo ma non vorrei che poche persone rovinassero un grande progetto sportivo e di solidarieta'!

Forza Casarano ma urlato con la coscienza di uno che la Domenica va allo stadio per divertirsi e non per ubriacarsi!

Francesco Schiavano

schiavano@hotmail.com

 

Caro Francesco, per fortuna gli idioti che si ubriacano sono veramente pochi, mentre sono in tanti ancora a pensare al tifo come a qualcosa che va molto oltre la semplice partita di calcio, caricandola di troppi significati che spesso poi finiscono con il generare episodi spiacevoli e diseducanti per i più giovani che hanno il diritto di seguire la propria squadra ma che inglobati all’interno di un gruppo, proprio perché più piccoli assorbono una mentalità da tifoso che proprio sportiva non è. Ma…. Io spero che dopo questo incendio, dalle ceneri possa rinascere il progetto che aveva in mente il nostro presidente; una nuova tifoseria, più matura, più corretta, più sportiva. Sottolineo ancora una volta che non si può pretendere un cambiamento del genere in due mesi, ma costruito domenica dopo domenica, certamente occorre lavorarci intensamente perché nessuno ha la bacchetta magica.

Eugenio Memmi

 

 

27/01/07 Eugenio Memmi ..... saro' un po meno diplomatico di altri con te , io ritengo .....( è solo il mio parere personale) che tu insieme ad altre persone di Casarano e alla stampa locale    SIETE IN PARTE RESPONSABILI DELLE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE!!!!!!  e ti spiego perchè .... sempre secondo me : 

Premetto che CONDANNO ogni forma di violenza gratuita o evitabile ...... e ammetto che qualcuno di NOI TIFOSI della Virtus ha sbagliato ..... ha sbagliato a reagire .. e a non pensare che gia' eravamo su un filo che poi si è inevitabilmente rotto ....... Quindi voglio con questo dire ... che una fetta di colpa E' DEI TIFOSI ...... ma ci sono altre fette da distribuire .... AD OGNUNO LA SUA !!!!!!!!!

 

Vedi Eugenio ... io ti ho visto domenica ...... eri accanto a me ..... E NON RIESCO PROPRIO A CAPIRE CHE COSA HAI POTUTO VEDERE !!!!!!!!! e dove sono i tuoi filmati? .....e le tue foto che ritraggono la guerriglia scatenata da QUESTA infame tifoseria? ..... ma come posso mai pensare che una persona attenta ...... oserei dire quasi un giornalista ( magari forse lo sei ... ma io non lo so )....... sta li a pochi metri da tali SCONVOLGENTI fatti e non li documenta?  ..... Poi ti metti dietro la tua comoda tastiera e scrivi quanto di piu' facile e scontato si possa scrivere sui tifosi .. quando succede qualcosa,....... senza analizzare la realta' .... e senza pensare cosa mai avrebbero potuto pensare le persone che leggevano quanto da te scritto , ne è prova  la reazione di persone che MAI HO VISTO ALLO STADIO , tipo quella del tribunale dei diritti del malato ...... Chiaro leggi l'articolo di Eugenio ...  e corri con l'immagginazione verso scene apocalittiche .... poi ritorni sulla terra.... e indignata  aggiungi con un altro articolo FALSITA' a quelle gia' scritte !!!!!!!!!!!!

 

Sappiamo tutti .... o almeno chi era presente ... che sia i giornali che il commissario di campo  hanno scritto delle FALSITA' ........ e tu sai da dove hanno preso tali informazioni NON VERITIERE? .... nessuno di loro poteva vedere .... ma hanno scritto ,.... e sei sicuro che non hanno preso spunto anche dal tuo articolo?

 

Perdonatemi ... MA NON SI FA COSI' !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Bisogna ragionare prima di scrivere ...... e soprattutto ..... quando si narrano fatti gravi ....... bisogna essere assolutamente certi che corrispondono a verita'  .!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Di te mi hanno detto bene .... e per questo io non c'è l'ho con te ..... SOLO CHE COME NOI ADESSO CERCHIAMO DI CAPIRE DOVE ABBIAMO SBAGLIATO ......... vorrei lo facessero tutti .... te compreso.....

poi se permetti .... l'articolo successivo dove incitavi il Presidente a non mollare .... TE LO POTEVI RISPARMIARE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Noi veniamo spesso tacciati di ignoranza ....... ma penso ... che la persona piu' IGNORANTE ... è quella che parla di cose che non sa .... che non conosce ... che non ha visto ... e qui' non mi riferisco a te ... che almeno eri a Sogliano !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Senza rancore ...... saluti

Fernando Mameli

mamelifernando@tiscali.it   

 

Ti ringrazio delle precise affermazioni, che in parte accetto;  come te non sono una persona che cerca di fuggire dalle proprie responsabilità, perciò riguardo ai fatti di Sogliano ti riporto quanto ho scritto sulla partita di domenica scorsa:

“ Il fatto degno di nota che ha caratterizzato l’incontro è stata l’inciviltà di una buona fetta dei rispettivi tifosi di entrambe le squadre, impegnati per buona parte dell’incontro in reciproche offese, insulti, gestacci, “giustamente”  culminati a fine gara con una sana sassaiola che avrebbe potuto procurare seri guai se le grosse pietre scambiate invece di rompere i vetri di qualche macchina fossero arrivate sulla testa di qualcuno”.  Non credo di aver descritto fatti apocalittici, ho descritto i fatti che credo hai visto anche tu.

La lettera aperta che ne è seguita era una riflessione generale sul comportamento di una buona fetta di tifosi casaranesi ma riscontrabili in ogni stadio d’Italia. La forza nello scrivere questa lettera aperta l’ho trovata nelle premesse del nostro presidente che ha chiesto a tutti noi un nuovo modo di manifestare il proprio attaccamento alla squadra, più corretto e sportivo. Sai qual è la mia colpa… non aver avuto l’intelligenza di scriverla prima questa lettera aperta, forse oggi non ci troveremmo a rimpiangere i nostri errori. Tuttavia da una parte si deve iniziare, e così credo che la cosa più saggia da fare  sia rimboccarsi le maniche e imboccare una nuova strada altrimenti tutto questo non sarà servito a nulla e questo credo sia ancora peggio.

P.S. Non sono un giornalista, sono una persona che desidera una Casarano migliore, che da quasi sette anni cerca di dare voce a questa città.

Eugenio Memmi

 

 

25/01/07 Carissimo Eugenio,
ho letto attentamente la lettera che hai redatto e la discussione che ne è derivata.
Credo che la tua riflessione sia certamente molto più generale e non si fermi solo alla realtà casaranese. A tal proposito voglio prendere in considerazione e portare a tutti l'esempio del tifo inglese, i famigerati hoolligans che, grazie ad una serie di norme antiviolenza, sono tenuti a bada senza alcun tipo di recinzione e le partite negli stadi inglesi sono seguite anche e soprattutto dalle famiglie.
Io sono un grande appassionato della NOSTRA SQUADRA di calcio, e sottolineo nostra perchè appartiene a tutta la città, è un patrimonio così come la sua tifoseria nota un pò in tutti Italia vuoi per il grande calore, vuoi talvota per qualche gesto sconsiderato.
Sono daccordo sul fatto che ci sia bisogno di riflettere tutt'insieme, ci tengo però a precisare che l'interlocutori, cioè noi tifosi così tanto additati da più parti, non sono affatto persone sprovvedute e anzi abbastanza intelligenti per capire bene anche laddove sconfina il dialogo costruttivo nel giudizio già sentenziato senza processo.
E da più parti su questo sito negli interventi che mi hanno preceduto,  ho riscontrato che molte persone pur non conoscendo affatto la realtà della nostra tifoseria se non per qualche articolo letto sui giornali, hanno preso la parola per esprimere concetti su cose CHE NON CONOSCONO ASSOLUTAMENTE.
La nostra tifoseria intanto è numerosissima e pertanto è anche composta da gente di svariate estrazioni sociali a dalle più diverse formazioni culturali, pertanto la discussione dovrebbe partire da un'analisi approfondita e da una riflessione intestina alla tifoseria stessa. La stragrande maggioranza della tifoseria riconosce e condivide il progetto di solidarietà intrapreso insieme alla società e soprattutto riconosce che lo stadio è un fantastico contenitore sociale, un po' come succedeva per le arene romane ed i teatri dell'antica Grecia. Quale momento migliore per partecipare tutt'insieme attivamente ogni domenica per costruire già da lì una Casarano migliore?
Perciò a denti stretti e sperando di non urtare la sensibilità di nessuno mi vien da chiedere: perchè gente che allo stadio non ci è mai venuta oggi sputa sentenze dall'alto di un piedistallo? Se stanno a cuore le dinamiche civiche della città, lo stadio non può essere tralasciato, è un momento fondamentale di crescita collettiva.
Dove eravate voi che oggi esprimete ribrezzo per quanto accaduto e offrite la vostra disponibilità per instaurare dialoghi e confronti di crescita?
Se tutto questo fosse stato fatto prima forse oggi già saremmo in una situazione diversa, perchè la prevenzione è la miglior cura ad ogni "tumore" .. come alcuni di voi l'hanno ingiustificatamente chiamato.
Essere considerato un "tumore" per questa città, ed in qualità di tifoso mi tiro dentro senza alcun problema, mi fa pensare a tutti quei veri tumori che interessano nelle viscere la nostra città, partendo proprio dalle strumentalizzazioni politiche di ogni evento.
Noi, è questo è certo, a tifare non ci guadagniamo nulla. E' una passione più grande di noi, un'amore gridato al cielo ed in ogni parte d'Italia nei confronti della nostra città! Ripartiamo da questo.
Vorrei ringraziare il presidente De Masi per quanto fatto fin'ora, una persona di grande spessore culturale certamente saprà regalare un nuovo sorriso di speranza alla nostra città.
Condannare non serve a nulla!
Vorrei ringraziare anche Eugenio perchè è sempre stato presente attivamente nei problemi legati alla squadra di calcio, soprattutto negli anni bui, ed anche se talvolta le idee non coincidono perfettamente, di sicuro sempre meglio parlarne piuttosto che chiudersi nel "silenzio degli ignoranti".
Ai cusp1980, specie al direttivo vanno invece i miei complimenti, in pochi mesi ci sono stati tantissimi progressi in curva, certamente si è anche sbagliato, ma come sottolineato proprio da Eugenio Memmi, la calma e la virtù dei forti.. col tempo si migliorerà ancora!
Mi auguro di cuore che questo clima di tensione si distenda, magari con un comunicato del presidente De Masi, sempre pronto a dare nuova linfa specie nei momenti di grande difficoltà.

 

Paolo Memmi

paolomemmi@libero.it 

 

E SIAMO ALLE SOLITE...
La replica del Direttivo CUSP1980 alla lettera aperta del Sig. Tuttocasarano.it
 

Carissimo Eugenio, come ogni buon inizio settimana, dopo una domenica "BESTIALE", ci troviamo di fronte ai soliti processi da parte di questo o quel presunto giornalista che scrive su siti e/o giornali. Lo scopo dell'informazione dovrebbe essere quello di dare notizie veritiere e chi le scrive dovrebbe essere imparziale ed informato. Ci teniamo a precisare o a sottolineare che, nella tua lettera aperta al sindaco ed al presidente, hai commesso alcuni errori valutativi quando dici che è colpa dei più anziani che non hanno saputo ben educare i giovani. Da quando esiste il movimento ultra' a Casarano c'è sempre stato chi nel bene e nel male ha cercato di portare un minimo di mentalità e il ringraziamento è stato quello di essere apostrofati come tossici della domenica e alcolizzati......! Ti rammentiamo che in mezzo a questa "gentaglia" (così da te definita) ci sono le più svariate categorie di persone che da anni seguono il Casarano in casa ed in trasferta e non stanno certo a guardare chi hanno di fianco la domenica. Insomma, per farla breve, visto che hai detto che stai valutando l'ipotesi di non venire più allo stadio, facci cosa molto gradita di mettere in atto questa tua idea!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il Direttivo CUSP 1980

P.S. se la prossima volta ad essere rotta sarà la tua autovettura che fai, farai ancora una lettera aperta all'autore del gesto?! BACIONI!

 

 

24/01/07 ore 10,30

Carissimi dirigenti del CUSP, la mia lettera aperta credo che parlasse chiaro, ma comunque se non mi sono spiegato, ribadisco il concetto che mi ha spinto a scriverla; tale lettera non aveva un preciso riferimento alla partita di domenica scorsa, se non marginale, il mio intento era quello di portare all’attenzione di tutti, l’esigenza di rivedere un attimo nella sua globalità, l’essere tifoso allo stadio. Secondo voi va tutto bene? O siete troppo orgogliosi o accecati dal vostro sviscerato amore per la Virtus da non vedere le cose da correggere? Ma questo sviscerato amore accecante per la Virtus, non credete che sia il primo elemento che va un tantino messo in discussione? Io vorrei che di questo si potesse discutere tutti insieme, presidente, sindaco, tifosi, associazioni, e arrivare tutti insieme a intraprendere un dialogo, un confronto costruttivo condiviso.

Eugenio Memmi

24/01/07Caro Eugenio Memmi,

sono Gianni De Nuzzo esponente del CUSP1980, ieri sera ti abbiamo inviato un messaggio di come la pensa il nostro direttivo, questa volta parlo a titolo personale.

Ti ricordo che noi siamo stati e saremo sempre presenti, e che nè a me e nè al nostro gruppo piace la violenza  e non ci piace essere definiti gente incivile come tu caro Eugenio hai fatto.

 Ti ricordo anche che negli anni passati sono accaduti parecchi episodi di violenza ancora piu' gravi di quelli accaduti domenica a "Sogliano" ma nessuno a osato dire niente, perchè avevamo un presidente non facoltoso come  Paride De Masi.

Penso che ora parecchie persone, vogliono mettersi in mostra per accattivarsi la simpatia del nostro amato Presidente.

Concludo dicendoti che essere Ultra' non vuol dire essere un delinguente o un drogato o quantomeno un alcolizzato come ci etichettano di solito, ma Ultra' vuol dire Amare, Tifare, e Seguire anche nei momenti peggiori la propria squadra.

Negli anni passati abbiamo fatto sicuramente degli sbagli, ma abbiamo fatto tante altre cose buone che nessuno ci ha mai ammirato, perchè in quei momenti non c'era l'entusiasmo che cè oggi.

 

Caro Gianni, nessuno contesta ciò che di buono ha fatto il CUSP in questi anni, il vostro attaccamento alla squadra, soprattutto nei momenti più difficili e mortificanti vi fa onore, e questo la gente lo riconosce. Purtroppo in mezzo a tanti bravi ragazzi che tifano correttamente, ci sono molte mele marce, che non avete saputo neutralizzare, e chiusi un po fra di voi, vi siete autoconvinti che tutto andava bene così, avete coltivato quell’attitudine alla facile offesa, ai rancori, che hanno fatto crescere nelle nuove generazioni modelli di tifo troppo esasperati.

Eugenio Memmi

 

 

Caro Eugenio,
Mi sono ritrovato a leggere questa lettera per puro caso, e devo dire che sono rimasto molto colpito da essa, tanto da sentire il dovere di esporre la  mia opinione. Io sono uno di quelli che delle partite contro il Lecce e  contro il Bari ne ha sentito solo parlare, quindi mi sento chiamato in causa direttamente.

Detto questo, devo ammonire i suoi ragionamenti, perchè entrando allo stadio io, come tutti i miei amici, non facciamo altro che incitare il Casarano, i suoi giocatori e i suoi Dirigenti (la maiuscola è d'obbligo). Entrati allo stadio, non ci trasformiamo in  "imbecilli" come
lei ha apostrofato i nostri supportes, semplicemente viene fuori il cuore delle persone che amano la città dove sono nati e cresciuti. Questa è la nobiltà del tifoso, ed è questa che vedo ogni domenica in qualunque stadio si vada a tifare.
Io sono del parere, (e credo che questo sia condiviso da qualunque uomo sulla terra che si definisce tifoso) che l'amore per la propria squadra del cuore sia l'unica forma di amore eterno...Non tradirai mai la tua squadra (al contrario di quanto si possa fare con una moglie o una fidanzata) e quanto da lei scritto mi rammarica molto, in quanto sentir dire cattiverie su un qualcosa che vale molto di più di una moglie, non è proprio carino, soprattutto se a dirle è gente che, da quanto ho capito all'articolo, non conosce il calcio, la nostra curva, e le persone che la compongo...

Mi dispiace dirlo, ma credo che quest'articolo sia solo una scusa per darsi un tono, e fare dell'ipocrisia spicciola...il nostro Presidente è una persona che ha gli attributi sotto, e non ha certo bisogno delle sue "belle parole" per capire e sapere cosa fare. La prego di astenersi da altri articoli del genere in quanto nessuno ha bisogno di qualcuno che sprechi parole nel vuoto.
Sapendo già che questa non verrà pubblicata le dò i miei più cordiali
saluti.
Alessio Pasanisi

pasa_88_@hotmail.it 

 

Caro Alessio, anch’io sono rimasto colpito dalla tua lettera, perchè non avevo mai sentito affermare che l’amore per una squadra di calcio è superiore a quello della donna che si ama… E’ vero, l’amore spesso non è eterno, ma quante volte una persona crescendo cambia squadra? Io da piccolo ero Juventino, poi da grande ho cambiato squadra, così han fatto tutti, certo l’amore per il Casarano è eterno, ma  eterno è anche l’amore per i propri genitori, per i propri figli, come l’amore che si spera di trovare in una donna; ma non possiamo certo mettere sullo stesso piano una squadra, sia pure il Casarano e una persona a noi infinitamente cara.

Credi che mi dia tono? Che sia un bell’ipocrita? Io cerco di fare del mio meglio per far crescere questa città, sento la responsabilità del mio piccolo angolino, in questo immenso spazio virtuale, sono le 23:51 e sto davanti al computer per confrontarmi con te nella speranza che da una semplice conversazione possa nascere qualcosa di positivo, di costruttivo, perché questa società è già tanto triste ed io la vorrei bella, solare, accogliente, propositiva. Le mie “belle parole” non sono ipocrite, sono parole che vengono dal profondo del mio cuore, perché amo la vita, proprio come tu dici di amare la Virtus, solo che per me la Virtus viene dopo le persone che amo. Per quanto riguarda i cori, li canto anch’io, ma solo quelli che incitano la nostra squadra, gli altri, no! Ma tu dici che allo stadio questi cori non ci sono…. Dove vado io ci sono… e non sono sordo nè psicopatico da inventarmeli.

Eugenio Memmi

Ciao EUGENIO,
io non ho molta voce in capitolo perche' trovandomi in Svizzera credo di soffrire come tanti casaranesi che sono sul posto, per condividere gli amori della nostra amata VIRTUS.
Basta un poco per sollevare un polverone di misura a dir poco colossale, ma il concetto per molti non e' chiaro.
In tutte le tifoserie ci sono quelle persone che la pensano in modo opposto dalla maggioranza, non tanto per proprio conto ma perche' hanno voglia di mettersi in evidenzia per poco.
Non si puo' "correggere" queste persone perche' il loro DNA e' stato alterato da quei problemi che nella propria vita non riescono a risolvere e di conseguenza trovano sfogo andando a disturbare i pomeriggi domenicali, ad altre persone che trovano una partita di calcio un vero e proprio momento di svago da passare.
Le riflessioni ti fanno capire che dinanzi a noi ci sono degli "elementi" non pericolosi, ma semplicemente delle persone a cui credo , la societa' non ha potuto dare molto.
Ne sono convinto di questo.
Ci possono essere mille progetti di solidarieta' o un milione, per queste persone non cambia nulla, sono sempre li al solito posto con la solita mentalita', pertanto se si deve alzare un polverone solo per loro, ebbene ci siete riusciti.
Basta con le provocazioni e, si inizii a prendere delle decisioni importanti: non serve, (come dice il presidente De Masi,<<Con una situazione di questo tipo non voglio più avere a che fare.  La mia squadra non deve vincere solo sul campo (..) si vince in campo e fuori>>),alterare gli animi di moltissime persone che non c'entrano, solo per colpa di questi PSEUDO-tifosi, se c'e' il bisogno di allontanarli.....che lo si faccia nel breve tempo possibile, in questo modo tutte queste discussioni, in futuro non ci saranno piu' di sicuro.
Si possono adottare diverse misure di sicurezza ma ci vuole l'impegno di tutti e questo non mi sembra IMPOSSIBILE.
SE ABBIAMO UNA SOCIETA' ABBASTANZA FORTE IN TUTTI I FRONTI, (come tutti quanti dicono), PERCHE' TUTTO QUESTO SUCCEDE?
Perche' giocare fuori casa in stadi in cui la sicurezza e la capienza non e' all'altezza?
Perche' giocare fuori casa avendo al seguito piu' di 1000 tifosi senza avere la certezza della presenza delle forze dell'ordine?
Se ABBIAMO una societa' ben coperta, come detto poc'anzi, perche' succede tutto cio'?
DOVE CE IL POTERE SI COMANDA e noi NON credo che siamo cosi potenti da poter affrontare le cose come solo il presidente vuole: sara' possibile ma viviamo in un'era dove domina il DANARO e senza di esso non si VA AVANTI.

Pertanto a buon intenditore poche parole.

Grazie Max

stefano.massimo@gmail.com

 

 

Grazie a te caro amico, sei stato illuminante.

Eugenio Memmi

 

 

 

24/01/07 Eugenio caro,

le tue osservazioni, lasciamelo dire, non fanno una grinza. Siamo agli stessi luoghi comuni. La lettera dovrebbe essere indirizzata a tutti i maggiori esponenti del mondo del calcio, perché è di interesse per tutti.

Quelli che tu poni in evidenza, sono problemi e situazioni da tempo sotto la lente di ingrandimento da parte dei mass media e dell’opinione pubblica, che non riguardano e non possono riguardare la sola Virtus Casarano ed i suoi tifosi..

Singolare poi, non ti sembra, che i fatti censurati si sono verificati in occasioni di importanti vittorie della Virtus, dove credo e mi sembra alquanto logico che non ci sia spazio per i nervosismi e gli isterismi, se non alla felicità, all’entusiasmo per un’altra importante vittoria.

I tifosi del Casarano, non hanno alcuna volontà e voglia di essere parte attiva in questi episodi, ed in questo stanno lavorando molto, anche se nessuno ha dato e da il giusto risalto a questa voglia di essere oggi, più che mai, corretti. Invece no, si guarda l’episodio, gonfiandolo abilmente ed a dismisura. Si crea nervosismo, si esalta il problema. Si, certamente, si tratta di atti deprecabili, ma bisogna guardare in profondità. Qui ci sono tutte le attenuanti del caso, senza voler giustificare nessuno. Insomma, bisogna essere più profondi nelle analisi.

Come da altri sottolineato, sovente si gioca in campetti da oratorio, non in grado di accogliere più di 100-200 spettatori, dove assenti sono le benché minime condizioni di sicurezza, e pensare che l’anno scorso alcune partite al “Capozza” sono state messe a rischio da una fantomatica Commissione, che non ha mai, probabilmente, conosciuto il campetto di Sogliano Cavour. Allora siamo al discorso dei due pesi e due misure. Si perché al Capozza si deve controllare tutto, pure l’aria che si respira. Perché lì le vicende del calcio hanno risonanza, i provvedimenti suscitano clamore. Un po’ come avviene per i magistrati, più attenti alle vicende che potrebbero portare sui giornali che non a colpire il colpevole dell’utilizzo dell’assegno rubato. Qui, non si tocca mica, con tutto il rispetto, l’Atletico Nardò o il Monteiasi.

Certamente mettere a gomito ed a braccetto due tifoserie, non sempre sono baci e abbracci.

Per dirla breve, qui si vuole a tutti i costi screditare, colpevolizzare una tifoseria, una società, che stanno facendo le cose in grande e sono attente anche a questi fenomeni, che vogliono al più presto isolare, seppure non sia per niente facile quando si gioca, come detto, in campi da oratorio, inidonei ad ospitare tifoserie con numeri importanti.  

Allora perché esasperare sempre e tutto......

 

Altre considerazioni sarebbero da fare per l’applicazione della sanzione dello svolgimento delle gare a porte chiuse, che la Commissione Regionale della FIGC oramai applica con facilità estrema. Questo tipo di sanzione, dovrebbe essere l’extrema  ratio, invece per la FIGC   Puglia è una sanzione di routine.Basti pensare che un paio di settimane fa’, in Salernitana – Cavese (serie C/1) ci sono stati dieci poliziotti feriti, di cui uno, ancora oggi, in gravi condizioni, per le intemperanza dei tifosi di casa, che volevano fare ingresso nello stadio senza pagare il biglietto (FIGURIAMOCI SE GLI STESSI TIFOSI FOSSERO STATI MESSI IN CONTATTO CON L’ALTRA TIFOSERIA, CON LA QUALE C’E’ GRANDE RIVALITà, ALTRO CHE AUTO ROTTE!!!, MA QUI SI PARLA DI STADI, PASSI IL TERMINE, CON I CONTRO-----), eppure nessuna squalifica del campo è stata applicata. Invece, qui da noi basta sfiorare chicchessia con una bottiglia di borghetto (in plastica) per vedere la partita dal terrazzo. Allora qui abbiamo davanti il giustiziere della notte.... ci sono due pesi e due misure

 

Giuseppe Gigante

giuseppegigante1972@libero.it

 

Caro Giuseppe, la mia lettera come hai ben detto, va oltre il singolo episodio, non è mia intenzione esasperare né ingigantire alcun problema, ho cercato solo di porre all’attenzione di tutti un comportamento abbastanza diffuso che non si è mai cercato veramente di affrontare, in un confronto costruttivo, con lo scopo di far fare se possibile un passo in avanti nell’essere tifoso. Questa mia riflessione oggi è possibile solamente perché il presidente De Masi mi sembra molto propenso anche lui a far crescere sportivamente tutto l’ambiente, non solo in termini di risultati calcistici. La crescita che intendo io  è però figlia di un confronto in cui ognuno si mette in gioco, a carte scoperte, certo che da un sereno dialogo si può arrivare ad un risultato finale condiviso da parte di tutti.

Eugenio Memmi

Caro Eugenio Memmi,
spero tu sia contento di questo polverone che hai sollevato.. era il tuo scopo no?
Permettimi però di esprimere in todo le mie opinioni personali sulla questione in quanto come tifoso (e non facinoroso) del Casarano mi sento anch'io tirato in ballo.
Le tue (e sottolineo tue) considerazioni personali sul comportamento della tifoseria casaranese dimostrano una conoscenza dei fatti e delle situazioni a dir poco superficiale.
Perchè sottolineare la reazione di qualche casaranese a Sogliano (non sta a me dire se giusta o non giusta) e i cori e gli sfottò che da entrambe le parti si sono avuti (e da che mondo e mondo il bello di incontrare una tifoseria è anche quella di sfottersi un po', soprattutto dopo una vittoria) e non sottolineare invece che ai nostri cori i cari soglianesi hanno risposto col lancio di un fumogeno all'esterno dello stadio dove defluiva pacificamente il corteo dei nostri tifosi, o la fitta sassaiola di cui siamo stati oggetto che ha danneggiato diverse auto e anche qualche persona?
Perchè non sottolineare che i loro cori sono sempre stati pro Lecce e che addirittura all'uscita c'era gente con sciarpe e maglie del Lecce anzichè evidenziare i nostri cori anti Lecce (pochissimi tra l'altro)?
Perchè non sottolineare che le due tifoserie erano in settori attigui divisi da una recinzione a dir poco ridicola e con un servizio d'ordine infimo ma nonostante tutto non si è assolutamente entrati in contatto e, anzi (come tu hai scritto) molti di noi hanno fatto desistere i pochi dal farlo.
Perchè non sottolineare che per l'intero arco della gara nel nostro settore sono arrivati petardi e noi abbiamo risposto solo con applausi e fischi di scherno?
E potrei scriverne tante altre di situazioni che, a chi ha commentato la tua lettera aperta senza essere presente, giungeranno nuove.
 
Ti dirò di più.. la tifoseria casaranese ha sposato in pieno e di cuore il progetto del Presidente De Masi soprattutto perchè ha capito la bontà dell'iniziativa, ma anche perchè finalmente ha visto affacciarsi sulla scena calcistica un presidente con la P maiuscola con ambizioni e progetti che giacevano dimenticati nel cuore di tutti noi tifosi. Vuoi che proprio noi ci tiriamo la zappa sui piedi dopo tanti anni di sofferenze e di bocconi amari inghiottiti, consci anche del fatto che il nostro declino come squadra si è avuto con l'abbandono del mitico Mesciu Ucciu? Non siamo così masochisti credimi...
 
Sicuramente in quest'anno qualche reazione sconsiderata da parte nostra si è avuta (mi riferisco in particolare alla bottiglia lanciata in campo a Racale), non siamo angeli. Ma stai pur sicuro, e questo lo voglio evidenziare anche per tutti gli autori dei commenti, che la stragrande maggioranza dei tifosi ha condannato SEMPRE determinati gesti cercando i colpevoli e facendo anche collette tra di noi per dare, almeno in parte, il suo contributo alle multe arrivate alla società, proprio per dimostrare che NOI TIFOSI DEL CASARANO rifiutiamo certe antiche mentalità!!!!
Ai signori che hanno scritto prima di me vorrei solo dire che NOI SIAMO ANDATI A SOGLIANO PACIFICAMENTE E PACIFICAMENTE NE STAVAMO USCENDO (abbiamo pure vinto che altro potevamo chiedere!). Il resto chiedetelo pure ai soglianesi datosi che noi non riusciamo a trovare una spiegazione alla sassaiola di cui siamo stati solo e soltanto VITTIME!
 
Spero con questa mia di aver chiarito almeno in parte alcune sensazioni della tifoseria. Senza rancore

Ivan Lupo

ivanlupo@yahoo.it

 

 

Caro Ivan, pensi davvero che il mio scopo fosse solo sollevare tutte queste polemiche? Per quale fine? Economico? Da questo sito non ricavo un solo euro, neanche un centesimo, non che sputi ai soldi; sono come tutti. Mania di protagonismo? Niente di tutto questo, solo l’amore per la mia città mi spinge a portare avanti ciò in cui credo, amore per la verità, il rispetto verso noi stessi e di ciò che ci circonda. Da qui potrai comprendere perché magari questa volta ho scritto di calcio, mentre all’inizio del mese ho scritto qualcosa a cui tenevo particolarmente, ma che aveva a che fare con la politica. Questo secondo me è essere cittadini, attenti a ciò che ci circonda, provando a sollevare nella collettività l’interesse e la riflessione verso questo o quel fatto. Vedi caro Ivan, nella nostra città, nella nostra società, accadono tanti fatti che dopo mezz’ora di disgusto ci scivolano addosso perchè siamo ormai assuefatti a tutto. Io provo ogni tanto a mettere un puntino e a chiedermi se si può fare qualcosa oppure subire passivamente tutto.

Ora, tu mi hai fatto alcuni appunti, io te ne faccio altrettanti

tu affermi:

Perchè sottolineare la reazione di qualche casaranese a Sogliano (non sta a me dire se giusta o non giusta)…. Mi spieghi perché non puoi dire se una reazione è giusta o sbagliata, da qualunque parte provenga?

Affermi ancora: Perchè non sottolineare che i loro cori sono sempre stati pro Lecce e che addirittura all'uscita c'era gente con sciarpe e maglie del Lecce anzichè evidenziare i nostri cori anti Lecce (pochissimi tra l'altro)? Risp. Tifare Lecce è proibito? Avere una sciarpa giallo-rossa deve per forza scatenare in molti tifosi casaranesi la stessa rabbia che prova un toro quando vede lo sventolio del colore rosso?

Comunque, come giustamente sottolinei ci sono  tante buone iniziative fatte dai nostri supporter, lodevoli, ma allora dico io, perché non continuiamo verso questa strada e abbandoniamo un vecchio modello di essere tifoso, tutto cuore e muscoli, per un altro fatto di cuore, fantasia e gioia.

 

Eugenio Memmi

 

Caro Eugenio, Direttivo del CUSP, e tutti i tifosi della Virtus, Penso che qui sta nascendo una caso, che a mio parere è bene sedare, perché potrebbe portare solo rancori. Innanzitutto vorrei partire col 'smorzare' i toni assunti da Eugenio, forse troppo duri nei confronti di una tifoseria calda e appassionata come quella Casaranese. Sentirsi definire un <<cancro>>  da quella associazione lì, è una vera e proprio offesa. Da 25 anni i CUSP lottano per un solo ideale, spendono soldi su soldi per l'amore della propria città. Negli anni oscuri della premiata ditta Eugenio Filograna-Fulvio
Alfarano erano loro ad andare ad Ariano Irpino, Eboli, Rutigliano e tutti questi paesini lì, erano loro a caricarsi 500km per andare a portare in alto il nome di Casarano e tornarsene spesso e volentieri con una sconfitta, non voi. Quindi definirli come un TUMORE, bè mi sembra fin troppo esagerato. Per non parlare della questione del Lecce. Allora, qui dobbiamo prendere coscienza tutti. Nessuno può dimenticare le infamate da parte dei sostenitori giallo rossi, nessuno PUO', ma soprattutto nessuno DEVE! Certo ora come ora a separarci sono tante, troppe categorie, e per questo bisogna
evitare di creare paragoni, evitare di cantare canzoni contro Lecce o i leccesi, perché creano solo disordini, e poi diciamolo NON ci azzeccano molto. Passi lo stendardo, passi il coro SIAMO SOLO CASARANESI, ma evitiamo tutti gli altri cori,che hanno stancato un po', e a dirvelo è uno che odia, e ha sempre odiato Lecce, che possiede la maglietta "Lecce MERDA" ecc.ecc. I CUSP hanno
indubbiamente esagerato ad invitare Eugenio a starsi a casa, perché non mi sembra corretto, nei confronti di una persona, che come NOI ha sempre seguito il Casarano in ogni categoria. Tornando sui fatti di Sogliano, bè cari ragazzi, caro Presidente, se voi vi trovaste la vostra auto con il parabrezza frantumato,quale potrà essere mai la vostra reazione? Escludendo che voi siate Santi chiaramente! Immedesimatevi in quelle persone, e ditevi <<Io cosa avrei fatto?>>. In quelle occasioni è la rabbia a vigilare, e nessuno può cercare di sedarla. E voi mi direte e al bar che è successo? Se un pazzo scatenato viene con un coltello di 50cm, e un altro ti rompe il vetro della
tua macchina con un bicchere di rum, tu cosa vuoi fare? Rispondere "Grazie 1000"? E' logico che chi si è trovato in quella situazione reagisca in un certo modo. Il problema di fondo, è questa categoria di MERDA! Perchè a Squinzano, Nardò, San Donato, Racale, Erchie non son successi casini?
Semplicemente perché gli stadi erano adeguati, perché c'era un servizio d'ordine di tutto rispetto, e perchè gli altri ci hanno lasciato perdere. Ed è questo che chiediamo a tutti:LASCIATECI PERDERE!!!
Eugenio nella sua lettera ha scritto, che non è una categoria a nobilitare una tifoseria. Rispondo a Eugenio dicendogli che nel calcio invece è così. Certo, è logico, che se non ci fosse stato il cavaliere Filograna, noi non saremmo mai stati in C1, ma è pur vero che in 20 anni, una tifoseria accumula esperienza e blasone. Vogliamo paragonare la tifoseria nostra a qualunque altra della nostra provincia? NO! E questo perché? Perchè solo noi abbiamo masticato il calcio che conta, e solo la nostra tifoseria ha fatto quel che ha fatto. E i numeri sono dalla nostra parte! 3000 spettatori (in promozione gratis) non te li fa nemmeno il Lecce a mio parere. Non voglio creare
rancori in nessuno, e concludo con un forte:AVANTI VIRTUS!

Andrea Romano

Andreaeeoo@hotmail.it
www.bloggers.it/forzacasarano

 

Caro Andrea, be ti devo ringraziare per la pacatezza con cui ti sei espresso, hai riportato un po’ di serenità in questa pagina abbastanza rovente, argomentando giustamente le tue riflessioni che credo possono servire a molti tifosi. Sul fatto della nobiltà, abbiamo due differenti opinioni, ma perché forse si confonde il significato di nobiltà con blasone che sono due cose differenti secondo me. Grazie ancora.

Posso aggiungere due ultime righe… be molti di voi saranno arrabbiati con me, sicuramente anche giustamente, ma provate ad immaginare la giornata che io ho trascorso.

Essere al centro di tante critiche, di pseudo velate minacce, sentirsi abbastanza soli davanti ad un problema così grosso, esplosivo direi, non facile. A pomeriggio mi sonocoricato un po’ perché mi sentivo schiacciato dal peso di tutto questo “casino”, ma sono riuscito a stare solo mezz’ora a letto perché non ce la facevo a stare neanche la. Qualcuno mi potrebbe dire.. potevi farti i cazzi tuoi e tutto questo non sarebbe successo… Amo, la mia città, questo mondo sbagliato, ma è l’unico che abbiamo ed io lo sogno migliore

Eugenio Memmi

 

 

 

TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO ONLUS

Distretto  Federativo  di  Casarano

            24/01/07 In riferimento alla lettera di Eugenio Memmi del 23.01.2007 e la relativa replica del Direttivo CUSP 1980, questo Movimento di Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato sente il dovere morale di sollecitare il Presidente de Masi e il Sindaco Venuti a non sottovalutare l'aspetto socio culturale dello sport e, del calcio in modo particolare, come viene vissuto nella nostra Città.

            L'invito di Memmi che auspica un calcio cittadino quale sport rispettoso del vivere civile, rispettoso dei rapporti interpersonali, delle squadre rivali e non nemiche, delle diverse opinioni, della cultura calcistica nostra e di quella degli altri, di un calcio casaranese che non può e non deve rimanere arroccato nel passato, semmai deve rappresentare la memoria storica  di un vissuto che oggi è cambiato e che deve stare al passo con il presente come parte integrante della nostra società civile, ci sembra giusto e va sostenuto con uno sforzo comune.

            E questa esigenza è avvalorata dalla replica dei CUSP: una risposta violenta e gratuita, la loro, che dimostra ancora una volta come i giovani, ma anche i meno giovani, continuano ad essere accecati da rancori e rivalità odiose ingiustificabili, dove violenza richiama violenza e la vendetta è l'unica minaccia come risposta.

            Signori Presidente e Sindaco di Casarano, avete il dovere morale e civile di intervenire autorevolmente per debellare un tifo malato di cancro e trovare soluzioni condivise, anche con il mondo del volontariato e della società civile per mettere nella condizione tutti i cittadini a essere veri cittadini.

Fare il cittadino è il modo migliore di esserlo!

            Questo Movimento, per esempio, ha dovuto affrontare dure battaglie sul fronte delle resistenze di alcuni amministratori casaranesi miopi e gretti, che negavano l'esistenza del fenomeno del bullismo nelle scuole, eppure noi l'avevamo detto in tempi non sospetti!

            A distanza di un anno il bullismo, GUARDA CASO, è esploso in tutta Italia come una malattia infettiva! In questo caso possiamo dire di essere stati pionieri e questa volta ci prendiamo il merito di dire: pionieri in tutta Italia!!!

            E ancor prima lanciammo l'SOS sul dilagare del MOBBING!!! Dopo un anno divenne oggetto di studio e di formazione anche giudiziaria in Italia e in tutta la Provincia di Lecce.

            Non vorremmo ritrovarci, domani, a dover dire che la violenza degenerata della tifoseria casaranese era una tegola annunciata. Qualora dovesse succedere, sarà soprattutto responsabilità Vostra, dell'Assessore allo Sport e di tutta l'Amministrazione Comunale.

            Questo Movimento resta a disposizione per qualsiasi confronto democratico e partecipato.     Con  l'occasione porgiamo Cordiali saluti.

                                                                                                  Anna Maria De Filippi

                                                                                               Coordinatrice Territoriale

24/01/07 Ho trovato nella lettera di Eugenio Memmi, indirizzata al Presidente De Masi e al Sindaco Venuti, una pacata e condivisibile riflessione su come si intende il calcio e il suo tifo.

Ho letto la replica del Direttivo CUSP 1980 e, anche se si può essere d’accordo o in disaccordo, una cosa è certa: la replica è stata molto reticente. Il Direttivo, se la prende con Eugenio e non dice nulla sulle dichiarazioni, ancora più chiare e precise, del Presidente del Casarano ( Gazzetta del Mezzogiorno 23.01.07 ) : <<Con una situazione di questo tipo non voglio più avere a che fare.  La mia squadra non deve vincere solo sul campo (..) si vince in campo e fuori. Ci sono pochissimi sconsiderati che vanno individuati, altrimenti per quei pochi patiranno tutti gli altri. Non è una cosa che mi va a genio ma alla fine sarò costretto a prendere decisioni poco piacevoli>> e ancora << …saranno stati provocati ma ad una provocazione non si risponde, se si vuole far parte di un progetto di crescita>> e in fine << …dovrebbero essere gli stessi tifosi ad isolare quei tifosi violenti che fanno succedere o reagiscono con violenza alla provocazione>>. Anche su questo mi piacerebbe sentire una replica del Direttivo CUSP 1980.

PS. Se il Direttivo CUSP 1980 dovesse prendere le distanze dalle dichiarazioni del Presidente De Masi, a questo punto, dovrebbe rivolgergli lo stesso invito rivolto a Eugenio !!!

 ledicolanteozzap

ledicolante.p@tiscali.it

23/01/07 Condivido quanto espresso da Eugenio, nelle considerazioni sul tifo e tifoseria! Mi ritrovo in ogni suo appunto, nella speranza che la crescita di Casarano corrisponda a quella di noi tutti casaranesi tifosi e non; spero solo che non sia direttamente proporzionale alla involuzione dello sviluppo e della realtà economica di Casarano...

 

F.Casciaro

francesco-casciaro@libero.it

 

 

23/01/07 Caro Eugenio, ben fatto il servizio di cui all'oggetto. Anche io ero presente a Sogliano, anche io ho intravisto da lontano in quanto ero già fuori il campo sportivo, l'inizio della rappresaglia. Io credo che occorre iniziare un polverone a tutti i livelli, in che modo?
1) Occorre inviare alla FIGC lega dilettanti regionale di Bari una valanga di mail, o addirittura lettere simili alle mail in cui si evidenzia che i campi sportivi ove milita la Virtus Casarano, sono inadeguati ad ospitare un migliaio di persone ed oltre;
2) Ove non è possibile schierare le tifoserie in modo contrapposto, la Lega deve obbligare la società della squadra ospitante a scegliere altro campo sportivo idoneo;
3) Tra l'altro tali piccoli centri non hanno mai visto un così affollamento nei loro campi sportivi, per cui si finisce sempre in tafferugli specie se la Virtus Casarano ne esce vittoriosa;
Infatti a Copertino contro il San Donato o a Racale tutto è filato liscio, le tifoserie erano su versanti opposti ed ostruiti tutti i passaggi da ambo le parti dai carabinieri, mentre in tutti gli altri paesi questo non avviene e gli scontri sono inevitabili.
Fatti portavoce e promotore con i rappresentanti degli Ultras, altrimenti va finire che ogni domenica fuori casa ci comminano 10000 euro di multa, ormai siamo nell'occhio del ciclone che la tifoseria di Casarano è violenta.
Occorre evitare di giocare su campetti da oratorio.

almageo@libero.it

 

 

23/01/07 Caro Eugenio,
scrivi delle cose giustissime. Quando scrissi "Tutti allenatori, tutti presidenti" molte critiche mi giunsero per aver tradito l'onore anti-leccese dei casaranesi. Anch'io come te credo che ci sia bisogno di una inversione di rotta in tal senso. Non possiamo più accettare questa infinita rivalità contro il Lecce e i leccesi. Non ci sono giustificazioni. Rifiutare questa contrapposizione non significa non non amare la propria città, o la Virtus, ma può solo significare una vera cultura del calcio, e dello sport in generale.
A mio modo di vedere la tua lettera dovrebbe essere accolta in primo luogo dagli esponenti delle tifoserie casaranesi. Sono loro che, se lo volessero davvero, potrebbero avere una grande influenza su tutti i tifosi perchè, in fondo, sono loro che "guidano" gemellaggi e simpatie con altre tifoserie. Sono loro che, in primo luogo, dovrebbero dire: "basta".
Quello a cui son portato a pensare però, è che purtroppo questa inversione di rotta non è ancora voluta dai molti. Anzi, le grandi promesse e le grandi aspettative che si stanno creando attorno al futuro del nostro calcio, temo che stia risvegliando quella vena anti-leccese che, per tutti questi anni, era rimasta dormiente.
Saluti,

23/01/07 Carissimo Eugenio,
permettimi di firmare la tua lettera aperta.
Ciò che dici è sacrosanto, ma non credo che basti un appello del presidente.
Non sono un tifoso, non amo nessuna squadra nè tanto meno il calcio, ma è aberrante che di uno sport si faccia il mezzo di sfogo delle proprie frustrazioni, perchè chi commette azioni violente per una partita di calcio è solo un frustrato, uno scontento, una persona che dalla vita non ottiene
nulla. E lo dico anche riferito a persone che sono a me vicine, gli amici, se così si possono chiamare, perchè mi vergogno di avere amici che vanno allo stadio per insultare le altre tifoserie, che tirano sassi o sfasciano vetrine.
Tutto cambierà quando saranno le persone a cambiare, ma trovo sia molto difficile cambiare persone che già nascono in certi ambienti violenti, soprattutto quando queste persone hanno 18-20 anni, nel pieno della giovinezza, proprio quando dovrebbero usare le proprie energie per scopi ben diversi e nobili.
Ti ringrazio,
Davide Barletta

dbarletta@hotmail.it
 

 

 

 

 
 

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