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Cittadini di una nazione vittima della partitocrazia, dell’egoismo, dell’indifferenza.

 

di Eugenio Memmi

Casarano, 24/03/2008

 

La drammatica situazione dei rifiuti in Campania, ci impone una serie di riflessioni, che ritengo una nazione civile quale dovrebbe essere l’Italia, dovrebbe fare.

Il perdurare di una condizione ambientale indescrivibile, dalla difficile soluzione, a prescindere dalle cause che l’hanno provocata, fa giungere il grido di aiuto che si leva da quel territorio, che non può non essere ascoltato. La gente, i semplici cittadini, devono essere aiutati immediatamente, non si può fare filosofia davanti ad una emergenza di questo tipo, perché ogni giorno che passa, il problema diventa sempre più grande. Prendendo atto che la Campania in questo momento da sola non può risolvere questo ginepraio, è dovere di tutta l’Italia soccorrere un territorio in difficoltà. E’ un dovere etico, morale e civico, l’Italia se è una nazione unita, deve dimostrarlo con i fatti. In questo momento Napoli, e il suo territorio hanno bisogno della solidarietà di tutti gli italiani!

Che senso ha andare in Iraq, in Afghanistan, per partecipare in missioni di pace, se poi non riusciamo ad essere solidali fra di noi? Come possiamo essere solidali con le popolazioni oppresse del Tibet se non ci accorgiamo che una parte del nostro territorio è soffocata dai rifiuti?

Mi appello alle coscienze di tutti, politici, credenti, laici, anarchici, non ci può essere crescita di un popolo se non comprendiamo il dovere della solidarietà nazionale. Qualche regione ha risposto all’appello di aiuto, e subito sono sorti comitati contro lo smaltimento dei rifiuti provenienti dalla Campania; ma io mi domando, siamo ciechi? Siamo sordi? O non ci rendiamo conto di quale dramma il popolo napoletano stia vivendo? Ci siamo abituati ormai a stare chiusi nel nostro piccolo “orticello”, pensiamo di essere autosufficienti in tutto e di non avere bisogno di niente e di nessuno, e quindi, non vogliamo rotture di scatole, se qualcuno ha qualche problema, che se lo risolva da solo….!!! Questo è il classico ragionamento di chi ha la memoria corta, di chi non fa tesoro delle esperienze passate, perché lo sappiamo bene, e lo sperimentiamo ogni giorno nella nostra vita, che nessuno può vivere da solo, tutti siamo chiamati a turno, ad aiutare e ad essere aiutati. Pensate per un attimo, se durante la seconda Guerra Mondiale, l’Italia non fosse stata aiutata dagli americani, quanti di noi non avrebbero fatto la stessa fine di milioni di ebrei, russi, polacchi, ect. e oggi, in che paese vivremmo? La mia proposta, che è quella già ascoltata in TV o letta sui giornali, è che ogni regione, in rapporto alle proprie capacità, si carichi l’onere di smaltire una quota parte dei rifiuti napoletani, in attesa che la situazione ritorni alla normalità. Ovviamente, i responsabili istituzionali, politici, giudiziari, amministrativi, che hanno determinato questo indescrivibile degrado, vanno perseguiti secondo le norme di legge, possibilmente con la certezza di una giusta pena, scontata fino in fondo, senza condoni, senza depenalizzazioni, senza attenuanti, perché quel territorio avvelenato con ogni nefandezza perpetrata in questi anni, reclama giustizia.

25/03/08 Carissimi amici di Tuttocasarano, non si può non concordare con l'appello alla solidarietà nazionale rivolto da Eugenio alla coscienze di tutti. E' sacrosanto il contenuto  dell'articolo. Napoli oggi è l'evidente emergenza nazionale e di fronte all'emergenza non si può rimanere inermi.
Devo però ricordare che anche nel nostro territorio esistono  situazioni di pericolo ambientale per la salute dovute a discariche abusive in cui si ammassa ogni genere di rifiuti. Veri e propri focolai
tumorali che mietono vittime in silenzio. Le discariche autorizzate  delle quali si servono i comuni danno segnali di indisponibilità in quanto piene zeppe, per cui anche nel nostro Salento in qualsiasi momento potrebbe scattare l'emergenza.  Come smaltire altri rifiuti se  già i nostri sono un problema? Purtroppo una societa consumistica produce una quantità di rifiuti sproporzionata; esiste, pertanto, un problema di produzione. La Campania, non dimentichiamo, è la regione più densamente popolata d'Italia, se non d'Europa. Si devono prendere urgenti ed impopolari iniziative in merito. Multe salatissime ai comuni che non effettuano la raccolta differenziata e quindi multe salatissime ai cittadini che non effettuano la raccolta differenziata.
Molto dipende dalla educazione alla divisione dei rifiuti e da chi deve far rispettare che ciò avvenga.

Giorgio Greco

greco.giorg@tiscali.it 

 

 

25/03/08 Caro Eugenio, non sono molto d'accordo con la tua analisi. Per un motivo molto semplice. Non e' la prima volta che la Campania si trova di fronte a questo tipo di situazione. Ed abituare la gente all'idea che tanto qualcuno prima o poi farà qualcosa è, a mio parere, quanto di piu' sbagliato si possa fare.
Dubito che la Campania sia la prima regione d'Italia quanto a produzione di rifiuti, per cui se altre regioni riescono a far fronte all'enorme compito di smaltire i loro rifiuti senza ricevere aiuti da chicchessia, allora ce la può fare anche la Campania.
Di piu', credo che questa potrebbe essere per loro l'occasione per cambiare qualcosa nel loro atteggiamento. Non piu', "tando a me cche mma fotte?", ma bensì "diamoci da fare prima di ritrovarci nella merda fino al collo"...

Settimane fa ho sentito gente, intervistata per la TV, che diceva:"Noi siamo disposti a fare la raccolta differenziata". Il che vuol dire che fintanto non hai l'acqua alla gola, e vedi che nessuno corre ad aiutarti, non imparerai mai a nuotare...

Saluti, sperando che prossimamente non toccherà a noi...

William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com

 

 

 

25/03/08 Caro Eugenio, la mia regione, Emilia Romagna, la mia città, Modena hanno contribuito, magari anche altri comuni e altre regioni lo facessero, ma purtroppo sembra che la strumentazione politica e la disinformazione che sono state fatte vadano ben oltre la capacità di dare un aiuto concreto, e questo è davvero penoso!
Matteo

cotugnomatteo@libero.it

 

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