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No a questo Piano Commerciale

di Eugenio Memmi, Casarano  19/11/2005

 

 

Circa 3.600 metri quadri disponibili per nuovi esercizi commerciali e la possibilità di almeno un altro centro commerciale. Questi i contenuti del piano di sviluppo ed adeguamento della rete distributiva, approvato ieri mattina dal consiglio comunale. La novità più rilevante rimane l'approvazione del piano commerciale, illustrato dal suo progettista, Vincenzo Fazzi, e sul quale l'assessore al ramo Rocco Rizzello (Margherita) ha incassato con soddisfazione voti favorevoli ed apprezzamenti anche da parte dell'opposizione. Sono 1.400 i metri quadri disponibili per esercizi alimentari e 2.200 quelli per negozi che possono aprire i battenti in città, numeri che permetterebbero anche l'insediamento di un centro commerciale di dimensioni medio-grandi, dato che il piano riguarda solo gli esercizi oltre i 250 metri quadri. 

Questo è quanto riportato da Danilo Lupo l’11 novembre sulla Gazzetta del Mezzogiorno; in data 15 novembre abbiamo riportato su questo sito questa tragica notizia: Un colpo di pistola alla tempia nel bagno del suo supermercato. Così si è tolto la vita un commerciante di 36 anni di Tuglie, titolare del discount «Gea» situato a Casaranello.

Io non so dove viva Vincenzo Fazzi che ha redatto questo piano commerciale, sicuramente non a Casarano se ha previsto complessivi 3500 metri disponibili in città per l’apertura di nuovi esercizi commerciali e addirittura di un altro grande centro commerciale. Forse si sarà basato su freddi dati statistici costruiti sul numero di abitanti diviso per qualche fattore X e cacciato dal cilindro questi numeri. Detto ciò mi permetto di sollevare alcune riflessioni.

Casarano oggi non può permettersi la nascita di nuovi insediamenti commerciali poiché credo che la città sia già fin troppo affollata da negozi e centri commerciali che già adesso stentano a pareggiare i conti a fine anno, figuriamoci se ne aprissero di nuovi. Questa settimana purtroppo è nata tragicamente con il suicidio del titolare del supermercato GEA, di cui si dice avesse un notevole disavanzo e che potrebbe essere una delle cause che ha portato il giovane titolare a togliersi la vita. In questo stesso mese, ha chiuso battenti un supermercato posto all’ingresso di Casarano sulla strada per Taurisano. Il mercato coperto di contrada Botte lamenta scarsi ricavi, lo stesso il mercato coperto di via Matino; gli altri esercizi fanno i salti mortali per poter sopravvivere ma in tanti sono costretti a chiudere e questo è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi ha votato questo Piano Commerciale. Non so quali motivazioni hanno convinto tutto il consiglio ad approvare all’unanimità questo Piano ma credo che le conseguenze di questo atto si ripercuoteranno sui commercianti stessi che a fronte praticamente dello stesso volume di vendite in tutta la città, aumentando il numero di esercizi commerciali diminuiranno gli incassi per esercente andando a dividersi su più punti vendita e allora davvero saranno dolori.  Tanto per farvi un’idea, passate dalla centralissima via Dante e osservate quanti negozi sono chiusi.

 

24/11/05 Caro Eugenio,
Siamo alle solite. la mancanza di prospettive di quest'Amministrazione Comunale è parente stretta della mancanza di conoscenza della reale situazione che regna nel paese..
Questo è dovuto ad un solo fatto: chi ci governa ed i nostri rappresentanti in Consiglio Comunale, la maggior parte sono già dei dipendenti pubblici. Questo significa che vivono con delle certezze: la garanzia di uno stipendio a fine mese che, quand'anche non dovesse consentire loro di arrivare a fine mese, avranno solo il pensiero di limitare o modificare le abituidini di spesa.
Se allo stipendio aggiungiamo anche i compensi che percepiscono per l'incarico istituzionale, vorrei capire quale problema vivono.
 
Non vivono mai lo stato d'ansia di chi, lavorando alle dipendenze  private o svolgendo una'attività privata, non ha la certezza dell'entrata ad una data stabilita né tanto meno quella della continuità, per non parlare del disagio di chi è in cassa integrazione o mobilità o peggio ancora di chi è definitivamente disoccupato.
 
Questa situazione di disagio, che riguarda la maggior parte dei cittadini, si sta ripercuotendo negativamente anche sulle attività commerciali provocando le giuste lamentele di cui loro, anche se la stampa ne ha preso atto, o non se ne sono resi conto o non vogliono rendersene conto.
I nostri Amministratori  devono capire che non è il commercio a creare ricchezza, ma le attività produttive, per cui sarà più affficace creare le condizioni di riconversione delle storiche attività produttive e non elargire nuove licenze.
 
Ti meravigli che maggioranza ed opposizione abbiano votato a favore ? L'agiatezza che vivono li rende ciechi e l'unica cosa di cui si preccupano è solo quello di non correre il rischio di essere penalizzati in una prossima campagna elettorale.
Per cui, oggi, elargiscono come benefattori a destra manca opportunità e favori noncuranti che, inesorabilmente incrementeranno la già scatena guerra fra poveri.
Tanto loro quale rischio corrono ? Quand'anche non dov'essere eletti, LORO, il posto non lo perderanno MAI !   
Un cordiale saluto.
Francesco De Vita