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QUASI UN DISCO ROTTO

di Giovanni Coletta, Casarano 07/06/05

 

 

Caro Eugenio, La prima reazione alla tua replica all’articolo “ senza peccati originali”, è stata quella  di fastidio e  d’insofferenza, non ne possiamo più della ripetizione di prediche inconcludenti, quasi un disco rotto che gira su un vecchio grammofono, anche per questo stavo per dare sfogo al mio caratteraccio , mandandoti al quel paese, poi per la stima che ho nei tuoi confronti, ho preferito, come da tua citazione, “agire da uomo di pensiero”. Proviamo quindi a ragionare di nuovo.

Credo che nel mio articolo  sia stato abbastanza chiaro , anche se l’oggetto non era quello, sulle motivazioni di fondo, di alcuni comportamenti nelle ultime elezioni amministrative. Proviamo a ripeterle: in quei comportamenti c’era il tentativo generoso, probabilmente “poco lineare” e con il senno di poi forse autolesionista, ma proprio per questo generoso, di liberare Casarano da un gruppo di potere, mediocre, che si rigenera da anni quasi per inerzia  e che tanti guasti ha provocato e provoca alla città, quindi una specie di “guerra di liberazione”, attraverso anche l’uso di “armi improprie”, ma a volte il fine giustifica i mezzi. Pertanto  nessuna ricerca del potere ad ogni costo, ma il tentativo, ripeto, di rimescolare le carte, di rompere l’agghiacciante staticità di questa città, violando anche qualche tabù: quello della “coerenza” e dell’”appartenenza”. Siamo stufi pertanto di continui ed impropri esami. Quelli come te, che considero intellettualmente onesti, invece di ergersi in cattedra, dovrebbero cominciare a fare qualche autocritica ed iniziare a domandarsi se, questo stato di cose,  non sia anche il risultato di un  errato senso della coerenza e dell’appartenenza che, permette ai furbi , di perpetuare, questo si, la loro bramosia di potere. Per altri che non perdono occasione per rivendicare la loro “purezza”, sarebbe opportuno chiedersi se questo non è un comodo alibi, per non prendere posizione, per vivere opportunisticamente , anche se ai margini, di questo  tipo di potere, anche questi, poi, pretendono, di dare lezioni di coerenza. 

Noi la nostra coerenza e appartenenza l’abbiamo dimostrata con la nostra storia personale, anche recente, questo però senza prosciutti sugli occhi e soprattutto con quel senso di libertà , che crediamo sia l’unica condizione, veramente importante, per manifestare un senso alto del fare politica e di esprimere le proprie convinzioni. 

In ogni caso non  intendiamo più ritornare su questioni che riteniamo ormai obsolete, resta la nostra disponibilità al confronto, anche critico, sulle questioni della politica e della crescita di questa città.   E’ comunque, ci sembra ora, di buttare via quel vecchio disco. Con immutata stima.

                                                                                                     Giovanni Coletta

 

Caro Giovanni, è evidente che parliamo due lingue diverse, neanche al sottoscritto piace ascoltare i dischi rotti ma sei stato tu a riproporre nella tua lettera il solito brano con la solita “benedizione”.

Non credo di essere una persona che resta alla finestra soltanto a criticare,  credo nel mio piccolo di essere una persona “attiva” e di dare il mio contributo a questa città tramite questo sito da cinque anni. "Più concretamente" l’ho fatto l’anno scorso appoggiando l’originale progetto che sosteneva la candidatura a sindaco di Leda Schirinzi, senza prosciutti, infatti, nel momento in cui non ho più riscontrato il rispetto del progetto iniziale ho abbandonato il campo. Ognuno può leggere le scelte fatte allora come vuole, siamo in un paese democratico.

Rispetto la tua posizione e cordialmente ti saluto.

Eugenio Memmi

 

Aggiungo un ultima considerazione sulla mia esperienza politica "attiva" fatta negli ultimi 15 anni, ho una concezione sconcertante e negativa, di tutti i partiti e associazioni, si predica partecipazione, coerenza, rispetto della persona, ma si professa tutto l'opposto. Una delusione cocente, a catena.

Mancano le condizioni essenziali per fare politica, il rispetto della persona.

 

Senza falsi pudori o subdoli disegni personali permettetemi una personale considerazione, ho conosciuto una sola persona in questo "paese" che ha la cultura, umana e politica una spanna su tutti, che è e potrebbe essere un'enorme ricchezza ancora di più per questa città: Danilo Lupo, ma in tanti sono troppo miopi e chiusi su se stessi per poterlo capire.