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"Questione morale", un principio irrinunciabile nel "buon governo" dell'Italia

di Eugenio Memmi, Casarano  30/08/2005

 

 

In qust’ultimo periodo si è parlato molto di “questione morale”, un principio che sembrerebbe se non assente, perlomeno latitante nella politica italiana. E’ “strano” che su questo aspetto sia scaturito un dibattito acceso e molto duro, sottolineo strano perché “la questione morale” dovrebbe essere scontata o almeno così dovrebbe essere fra i nostri rappresentati eletti nel Palazzo romano che guida la nazione. In questo dibattito nato dall’ennesimo cattivo esempio del legame economia-politca-affari intorno al tentativo di scalata alla BNL da parte di UNIPOL, l’assicurazione di “area rossa”, ci dimostra ancora una volta quanto questo paese abbia bisogno di un risanamento morale.

E’ nata così la richiesta di un decalogo etico - comportamentale che potrebbe far sembrare il centro sinistra bisognoso di nuovi dieci comandamenti adattati a Montecitorio per far capire al “popolo eletto” cosa è morale e cosa no. Francamente interpreto questa vicenda come un segnale sconsolante. Non che ci fosse bisogno di questa ennesima buffonata per capire il livello etico e morale dell’attuale politica, ma sbandierarlo ai quattro venti mi sembra un autogol. Che cosa dovremmo pensare noi semplici cittadini? Tuttavia, trovo un piccolo aspetto positivo in questa debacle politica del centro sinistra masochista, intravedendo un barlume di sincerità fra i tanti camaleonti che hanno calcato le pagine dei giornali chiedendo più rigore morale. Eppure questo schieramento ha fra i suoi rappresentanti un certo Di Pietro che della questione morale ne ha fatto una scelta di vita politica nonostante ciò mi sembra che sia considerato il pazzo profeta che predica nel deserto, tanto non lo ascolta nessuno. Non mi illudo più di tanto che questo tentativo di cambiamento possa incontrare un vasto interesse ma è stato per certi versi positivo che se ne sia parlato. Ed il centro destra che fa? Per loro esiste un “problema morale” o ne sono immuni? Figurarsi se si può solamente immaginare l’approccio ad una simile questione quando il loro leader è coinvolto in innumerevoli conflitti d’interesse, quando si è riusciti a legiferare tante leggi porcheria ad personam in questa scandalosa legislatura. Me lo auguro di cuore che si apra davvero una riflessione seria su questo valore, che se vogliamo rappresenta le fondamenta di un qualsiasi discorso si voglia intraprendere, politico, economico, sociale. Ci può essere crescita di una nazione, di un popolo, se la corruzione inquina il libero mercato? Se la meritocrazia all’interno di un qualsiasi concorso è un requisito di poco conto? Se le leggi vengono fatte per favorire i furbi e gli amici dei potenti? Credo di no!

Credo che non esista una nazione perfetta, ma pensiamo per un attimo perché alcune nazioni, Germania, Francia, Inghilterra, America, sono riuscite a diventare delle “grandi nazioni” senza dimenticare quasi tutti i paesi anglosassoni o la stessa Svizzera a un tiro di schioppo dai nostri confini; molto dipende sicuramente dal rigore morale con cui questi paesi sono governati, che porta di conseguenza ad un buon governo. Un buon governo è interessato principalmente a fare gli interessi della collettività e non di pochi, nemmeno di quelli più potenti. Pensiamo all’America, le tasse sono pagate da tutti, l’evasore non è considerato un furbo come qui in da noi ma un ladro e perseguito severamente, fosse anche il presidente. In Inghilterra se non ricordo male un ministro fu costretto alle dimissioni perché usò l’auto di servizio per accompagnare il figlio a scuola. Il buon governo non fa assumere il più raccomandato ma il più preparato. Il Buon governo ha interesse che in un libero mercato le aziende crescano poichè esse sono il volano dell'economia. La questione morale non è quindi un aspetto di poco conto ma un principio irrinunciabile se vogliamo uscire dal pantano in cui ci troviamo, è l’unica strada da percorrere se vogliamo dare un futuro migliore a questo paese.

 

 

31/08/05 Non considero il curatore di questo sito un alieno o un sognatore in un mondo in cui l'immondizia ci sommerge oltre il collo a chiuderci la bocca in una sorta di rassegnazione, assai pericolosa, ad un futuro sociale unicamente negativo per noi ed i nostri figli. Perché la questione morale in una società è davvero importante, è l’essenza del vivere civile.  L'evasione fiscale, per esempio, è una delle principali piaghe dell’Italia. Sradicata quella, tante altre, come la disoccupazione, verrebbero meno. Chi non dichiara i propri redditi è senza dubbio persona disonesta, ma più disonesto è chi permette tale " furberìa ". E’ possibile che nessuno degli eletti della Repubblica Italiana, a tutt’oggi, sia riuscito a portare avanti, con serietà, un’azione efficace al fine di azzerare o quanto meno ridurre al minimo il problema?  A me vien da pensare, piuttosto, che non c’è la volontà politica, da destra a sinistra, per risolvere la questione morale; vien da pensare, e ciò mi affligge e mi preoccupa enormemente, che manca una forte volontà sociale. Perché, in fondo, siamo noi cittadini, con il nostro voto, a sceglere  l’inerzia. Nella cabina elettorale, a quanto pare, a buona parte degli Italiani non rimane che indicare una sola via,  quasi conveniente: quella di accettare la filosofia partitica perversa del “ti dò affinchè tu mi dia” che ha finito per rovinare una società. Come dice un famoso proverbio: “chi inquina prima o poi beve l’acqua”. Dispiace solo che a berla sono anche quei pochi rimasti in piedi ancora con le proprie gambe; e per loro ha un sapore amaro, molto amaro.

Giorgio Greco