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"L'amore, al pari della preghiera, è una forza e un processo evolutivo. E' curativo. E' creativo." (Z. Gale)

Restituiamo l'epigrafe romana alla città

 

 

 

 

 

 

Di Eugenio Memmi

Casarano, 06/12/09

 

 

L'ipotesi più credibile sulle origini della nostra città anche storicamente meno confutabile, è quella che vuole Casarano fondata da un centurione romano di nome Caesar a cui l'allora imperatore aveva assegnato queste terre per i suoi meriti militari, conseguiti durante le guerre civili del  I secolo a.C.

La certezza storica che Casarano abbia origine in età romana ci viene da due epigrafi rinvenute non molti anni fa. La prima è stata rinvenuta nel 1972 durante i lavori di restauro della chiesa di Santa Maria della Croce, in cui si legge il nome di Vibuleius; (importante famiglia attestata anche nel municipio di Gallipoli)  si deduce così che l'antica Casarano sia stata un casale romano appartenuto poi, in età imperiale, a ricchi possidenti gallipolini.

L'altra, ritrovata da Enrico Valente, su indicazioni fornite da Gino Pisanò, a poche centinaia di metri da Casaranello, dove sorgeva l'antico nucleo originario di Casarano, menziona un bambino di nome  Musicus prematuramente scomparso i cui genitori erano uno ebreo, il padre Laevius  e la madre Cale, greca. Questa lapide funeraria  sta a significare l'esistenza del villaggio già in età Romana con una popolazione multietnica.

Quest’ultima epigrafe oggi è ubicata all’interno di un’abitazione privata in via Tevere, incastonata in un muro esterno dell’abitazione all’interno di un cortile.

Vista l’importanza che questa epigrafe ha per la nostra città, senza ombra di dubbio patrimonio storico comune,  sarebbe bello che questo antico reperto trovasse una nuova collocazione più consona al suo valore e fruibile da tutti.

Mi permetto di suggerire al nostro sindaco e ai suoi collaboratori di incontrare la famiglia che attualmente ha nella sua abitazione questo importante reperto perché possa diventare patrimonio di tutti.

 

 

Se sei d'accordo sottoscrivi l'iniziativa:

 

- Enrico Giuranno

  enrico.giuranno@gmail.com

- Marcello Farina

  marcellofarina@alice.it

- Alberto Nutricati

- Cristian Gerundio

  cristiangerundio@alice.it

- Remo Tomasi

  remo.tomasi@gmail.com

- Matteo Gambettino

- Luciana Margari

  luciana.lm@libero.it  

- Stefano Cortese

  cortesestefano@virgilio.it 

- Gianluca Memmi

  g.memmi@libero.it

- Fernando Rizzello

  fernando_86@libero.it  

- Fernando Mameli

  fernando.mameli@gmail.com

- Federico Lubello

  federicolubello@gmail.com

- Francesco Capezza

  avv.capezzafrancesco@tiscali.it

- Alessandro De Marco

  alex.de.marco@libero.it 

- Davide De Nuzzo

  ddenuzzo@gmail.com

- Gianluca Legittimo
 
lgl77@tiscali.it

- Francesco Memmi

  francescomemmi@yahoo.it

- Maria Teresa Bellante

  mariateresabellante@libero.it 

- Giovanni D'Ambra

  giodam53@gmail.com

- Luigi Marrella

  luigi.marrella@gmail.com

- Giuseppe Cavalera

  giuseppecavalera@gmail.com

- Franca Barlabà

  f.barlaba@virgilio.it

- Claudio Schiavano

  claudio.schiavano@gmail.com

- Rocco Ozza

  rocco.ozza@virgilio.it 

- Marco De Paola

  marcodepaola77@gmail.com

- Fabio D'Aquino

  fabju@tele2.it

- Francesco De Vita

  francescode.vita@libero.it

- Salvatore Schito

  malotu@email.it

- Rita Marini

 ritamaria.marini@hotmail.it

-  Anna Maria Torsello

  annamaria.torsello@libero.it

 

 

30/09/2010 Caro Eugenio, plaudo all'iniziativa per la salvaguardia e la fruizione pubblica dell'epigrafe presente a Casarano. La nostra Città deve sempre più tutelare e valorizzare i suoi piccoli tesori e la sua storia. Con stima

Anna Maria Torsello

annamaria.torsello@libero.it

 

 

31/07/2010 Salviamo almeno questa

Salvatore Schito

malotu@email.it

 

 

29/07/2010 Non salvaguardare e posizionare in luogo adeguato un segno tangibile della storia di Casarano, equivale a vanificare qualsiasi proclama in merito alla promozione del territorio ed alla cultura di una Città ricca di storia ed arte come Casarano.

Francesco De Vita

francescode.vita@libero.it

 

 

24/06/2010 Ciao Eugenio, sottoscrivo anch'io l'iniziativa per restituire l'epigrafe romana a Casarano. Appartiene a tutti noi.

Fabio D'Aquino

fabju@tele2.it

 

 

20/06/2010 Un reperto così prezioso non può essere lasciato lì. Sostengo con  tutto il cuore questa battaglia culturale..

Marco De Paola

marcodepaola77@gmail.com

 

 

10/03/2010 Caro Eugenio.
Aderisco all'iniziativa da te suggerita: recuperare il patrimonio culturale della città, significa riappropriarsi della propria storia e delle proprie origini, sarà poi cura  dell'amministrazione comunale, reperire  un luogo adatto in cui collocare la stele romana in modo da  conservarla nochè renderla fruibile alla collettività.
Claudio Schiavano

claudio.schiavano@gmail.com
 

 

19/12/09 Caro Eugenio, aggiungo il mio nome (per quello che può valere) al tuo appello, che sottoscrivo pienamente. Recuperare quel frammento della memoria collettiva, di tutta la comunità, restituirlo a tutti noi sottraendolo ad un uso esclusivamente privato, è non solo opportuno, ma necessario.

09/12/09 Sottoscrivo l’iniziativa, ma il problema dell’epigrafe del Musicus più che nella proprietà, consiste nella sua modalità di tutela e valorizzazione. Anche davanti ad un dono dell’attuale famiglia proprietaria alla comunità, il dilemma è la collocazione del bene in quanto i due musei esistenti a Casarano non sono l’ambiente adatto, mentre l’esposizione dello stesso in un locale comunale, anche nella stanza del sindaco o comunque nella sede municipale, andrebbe valutata. In particolari condizioni di sicurezza, potrebbe anche essere richiesta la seconda epigrafe, che secondo testimonianze orali è custodita (nei depositi) presso la Soprintendenza archeologica di Taranto. Probabilmente la chiesa di Casaranello, con le dovute precauzioni (vista la presenza di un sistema di allarme), sarebbe l’ambiente più consono e la cornice più suggestiva per entrambe le iscrizioni.   

  Penso che in un auspicabile incontro, gli amministratori debbano presentarsi con le idee ben chiare.

  Colgo dell’occasione gentilmente concessami dall’amico Eugenio per pubblicare altre informazioni sulle due epigrafi.

1)  L’iscrizione è segnalata nel CIL IX, 9 (Corpus Inscriptionum Latinarum) su un supporto in pietra locale murata sulla facciata di una costruzione rustica. L’altezza massima è di mt. 0,57, la larghezza di mt 0,32. Il coronamento consta di un frontoncino semilunato decorato da solcature concentriche. Il povero Musico, morto all’età di 7 anni, fu affidato agli dei Mani dai genitori Leuvius (ebreo) e Cale (greca), ma si ignora l’originaria ubicazione dell’epigrafe, probabilmente nei paraggi. A personale avviso, la presenza di persone straniere indica spesso il ruolo di schiavi che detenevano e quindi sembra verosimile la presenza di una villa romana, come nel caso vicino di Felline, nella cui villa produttrice di anfore e mattoni, si successero alcuni schiavi greci come Dyonisius e Nicephorus.

2)  La presenza della villa è resa ancora più plausibile dal rinvenimento nel 1972, durante i lavori di restauro e consolidamento della chiesa di Casaranello, del frammento di epigrafe in marmo grigiastro con tracce di iscrizione, all’interno di una fossa. Si riconoscono 5 linee ma si comprende ben poco:

[Diis ]/ [Ma]ni(bus)/ [--]ibu[----]/ [---]va[---]/ ( v(ixit) a(nnis) [---]/ H(ic) s(itus) e(st)/ [---

L’unico indizio sull’identità è quell’ “ibu” della seconda linea, che potrebbe integrarsi con il gentilizio [V]ibu[leius] o [L]ibu[rnius]. Il Pagliara propende per la prima ipotesi in quanto la gens Vibuleia, attestata allora a Gallipoli/Alezio, dovette possedere molto prestigio che sembra anche derivare dal materiale costoso del supporto dell’iscrizione.

 A mio avviso dovrebbe essere una iscrizione tardo imperiale e potrebbe essere in relazione all’appartenenza di Casaranello (allora un vicus?) alla massa callipolitana sino all’arrivo dei Normanni nell’XI secolo, testimoniata anche dall’iscrizione nel X secolo del vescovo gallipolino Leone K(ephalas) sull’affresco della Vergine Odegitria nella chiesa di Casaranello.

Epigrafe rinvenuta nella navata sinistra della chiesa di Casaranello (da C. Pagliara,Note di epigrafia salentina III, pp.69-79, in “Annali dell’Università di Lecce, n. 6, 1971-1973)

 

Stefano Cortese

 

10/12/09 Caro Eugenio, accolgo con piacere il tuo invito al recupero della stele romana sulla qualità della quale si è già detto. Il tuo invito ha ancora più valore nel contesto in cui ci troviamo ad operare che sappiamo essere molto difficile.
Io personalmente ho già contribuito con l'aiuto dell'ACAS, e con l'allora presidente dott. A. Fabbiano, al recupero della tela di G. A. Coppola un progetto che tutti quanti noi conosciamo e che aspetta la giusta conclusione.
Colgo l'occasione per ricordare a tutti quanti che il progetto non appartiene a nessuno ed ancora oggi è sotto la responsabilità scientifica dell'Accademia di Belle Arti di Lecce, nella persona della prof.sa Lerede, mentre la sezione divulgativa e promozionale del progetto è proprietà dell' ACAS.
Riguardo alle emergenze archeologiche casaranesi quella della stele è solo una delle tante a
breve pubblicheremo come ArcheoClub Casarano un bollettino con una serie di studi in tal senso.
L'ArcheClub Casarano è aperto a tutti coloro i quali vogliano contribuire al progresso del nostro territorio ed aderiamo senza indugi all'iniziativa che hai promosso.
Alessandro  De Marco

alex.de.marco@libero.it 
ArcheoClub Casarano

 

 

 

09/12/09 L’antica epigrafe romana racconta la storia della città. Un appello per salvarla dall’imminente degrado

 

 

 

 

Piccola Pietra  - Eros Ramazzotti  -

 

 

 

 

               

 

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