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obama

Vi esorto a cambiare

 
 

Di Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

Casarano, 16/02/2009

 

In un momento così difficile e delicato come quello che sta vivendo Casarano, ormai già da diversi anni, per la crisi del TAC, crisi che ormai ha investito ogni settore dell’economia anche nel resto dell’Italia e del mondo intero; per tentare di uscire dalla crisi, o di limitarne i danni,  c’è bisogno di un grandissimo impegno ed uno sforzo immane. Obama, neo eletto presidente dell’America, consapevole che il suo mandato si scontrerà principalmente con questa spaventosa recessione, ha voluto attorno a se, le persone che avessero la più alta competenza, per costruire una squadra di governo, forte, coesa, forte anche sotto l’aspetto morale, perché in un paese serio, la credibilità, è un elemento distintivo, che viene tenuto in alta considerazione, non come qui in Italia.

Qui in Italia, e quindi anche a Casarano, che siamo lontani dall’America non so quanti Km, ma ci unisce la stessa e profonda crisi, continuiamo, o meglio, continuate, ad avere una visione miope, vecchia, putrefatta, della politica, e non vi accorgete che continuando su questa linea, continueremo a tenere questo paese legato al palo, da una catena, fatta di vetusti atteggiamenti che ci porteranno inesorabilmente a sprofondare sempre più. Occorre prendere consapevolezza di questo, abbandonare le vecchie logiche che abbiamo (avete) usato fino a ieri per reinventare nuove strade da percorrere insieme se vogliamo avere dare un barlume di speranza a questa nostra città.

Cari amici, la politica così com’è impostata, è clamorosamente fallita, a destra, a sinistra, come al centro. Il bipolarismo, tanto sognato, ha partorito un topolino, che non soddisfa nessuno, i grandi partiti sono vincolati e pensano sempre di rapportarsi ai numeri, ai sondaggi, perdendo di vista l’essenza stessa della loro funzione. I grandi partiti, hanno dimenticato di essere delle aggregazioni di persone, che si sono unite per proporre soluzioni per il bene comune, e non per i pochi che dirigono l’apparato. Prova ne è che in tutte queste realtà politiche, esiste un forte scollamento fra la base e il direttivo, direttivi per lo più composti da figure subalterne ai segretari, messe li a posta perché ogni decisione sia apparentemente presa secondo una democratica votazione…. Detto questo, arriviamo alle elezioni, alle liste che verranno fatte; come al solito ne vedremo di tutti i colori, e su 20.000 abitanti, un quarto sarà direttamente impegnato o legato a queste elezioni, senza avere la minima cognizione di che cosa significhi partecipare attivamente ad una tornata elettorale, e soprattutto senza nessuna competenza, se non quella, forse, di avere una famiglia molto conosciuta che sappia racimolare un bel pacchetto di voti, utili da sottrarre alla concorrenza.

Chi ci andrà a perdere in tutto questo scellerato e collaudato gioco al ribasso, sarà come sempre la nostra città che in seno all’assise più importante non avrà le migliori competenze, le persone più motivate, no! Avremo i soliti noti, e noi ci ritroveremo a lamentarci dei soliti problemi.

Un partito serio, oggi come oggi, dovrebbe abbandonare il vecchio e superato teorema dei voti, non si deve guardare alla persona candidata solo in virtù della sua capacità di rastrellare dei voti, NO!, devono essere i partiti che investono sulle persone competenti, di alto spessore morale, che non saprebbero racimolare nemmeno 5 voti, credendo nelle capacità di queste persone, lavorando per loro. Conosco persone che della politica hanno un alta visione, hanno competenze, rigore morale, ma per una questione di timidezza, o soprattutto perché i partiti stessi, o meglio le segrete segreterie, non vogliono queste persone perché hanno obiettivi non personalistici, non hanno l’ambizione del successo o del protagonismo becero autoreferenziale le terranno ben lontane da loro.

Cari partiti di Casarano, la crisi che stiamo vivendo è spaventosa, e lo sarà ancora di più nel’immediato futuro, qui è necessario un radicale cambiamento di rotta, stando tutti uniti, collaborando con tutti, con i partiti cosiddetti minori che hanno dimostrato invece di essere più vivi e attenti di quelli più grandi, fra maggioranza e opposizione se necessario, l’importante, è tenere in mente che noi – ma soprattutto Voi siete responsabili delle sorti di questo paese, le vostre scelte ricadranno sull’intera collettività, il nostro futuro dipende da Voi, perciò vi esorto a cambiare.

 

 

17/02/09 Caro Eugenio, perdonami questo approccio confidenziale visto che ( forse ) non ci conosciamo di persona, ma i tuoi interventi sul sito mi invitano ad esprimerti il mio consenso pur con qualche nota a margine. Quanto tu dici rivela una idealità che ti fa onore e merita grande considerazione; pur tuttavia in "democrazia" i numeri hanno la loro determinante rilevanza e il numero dei voti acquisiti in forma superiore ai contendenti non ammette giustificazioni di sorta. E finchè non c'è prova di loro irregolarità, ogni lamentela resta vana.Ciò detto, mi viene comunque spontanea una riflessione sull' attuale momento storico che il nostro Paese sta vivendo e su quanto deleteria, per le sue sorti, sia una proliferazione delle componenti meno nobili del carattere e dei comportamenti di una parte della "gens" italica che sembra poter deteriorare sempre di piu' quel tessuto virtuoso di cordialità, intelligenza, laboriosità, che ci ha imposto alla stima di tutto il mondo. E'quella parte che, a volte piu' si esibisce, di indole adattabile e mimetica all'occorrenza; governata perennemente da grande capacità machiavellica e buona dose di meschinità. Finisce sempre per salire sul carro del vincitore ( o quello che crede possa esserlo ) comodo e trainante. Cio' la esime dalla fatica, gratifica la sua vanità,esalta le sue indignazioni, spesso tardive ed esibite a convenienza. Docile, abulica e passiva "consumatrice". Si vanagloria della propria "modernità" prostrata ai piedi dei potenti, lasciva e servile, per poi inorgoglirsi nella partecipazione al linciaggio degli stessi caduti in disgrazia. Complice dei politici, in buona parte avidi e indegni; con loro depreda la "Cosa Pubblica" e si associa nelle spartizioni clientelari impettendosi nella ricerca di " scalate sociali" gratificanti. Chiude gli occhi  dinanzi al totale disimpegno di questa Società  nei confronti delle nuove generazioni, abbandonate nel "nullismo" etico e deviate dagli impegni seri e responsabili nello studio e nel lavoro, sfruttate nel consumismo piu' arido e infecondo. Si autoassolve all'interno di "pacifiche"manifestazioni, fiaccolate o processioni di turno. Povera Italia, aveva raggiunto l'apice economico, gongolava orgogliosa fra i "Grandi", oggi rischia il disastro civile e sembra rinunciare all'idea di veder prevalere la forza dei comportamenti positivi, la idealità innata dei suoi giovani, la messa al bando delle volgarità, la sconfitta degli imbecilli ipocriti e opportunisti. Anzi, questi ultimi li esalta, li impone a modello, valorizza le loro azioni regalando loro visibilità e prestigio. Povera Italia dove il "PENSIERO" è stato seppellito dagli Affaristi, e gli uomini che potrebbero resuscitarlo, quelli fuori da accoglienti e inglobanti "salotti" politici,hanno gettato le armi isolandosi chissà dove. E certamente solo dagli intellettuali, magari giovani, liberi e coraggiosi, potrebbe germogliare un "nuovo Pensiero" che risalga i gradini del 900 e ne salvi i migliori contenuti,per una nuova idea di comportamenti e modelli di vita che metta la tecnologia al servizio dell'uomo e non renda l'uomo schiavo di essa. Io credo che solo menti giovani possano riprendere in mano il loro futuro, ma solo la  consapevolezza che l'etica debba prevalere sull'economia ci aprirà un futuro di speranza.  

Con stima,

Mario Casto

europea008@alice.it

 

 

16/02/09 Caro Eugenio, lo sai che ti leggo con molta attenzione e quello che tu dici nell'esortazione che fai sul tuo sito è tutto vero, soltanto che tu non puoi tirarti fuori pensando che siano gli altri a dover cambiare.

Spesso il nostro dire urta con il nostro fare perché ognuno pensa di stare dalla parte della ragione, del giusto e della verità.
Però quante volte abbiamo detto e testimoniato falsamente per parare il culo di qualcuno magari mafioso, prepotente, prevaricatore, intrallazzatore, per paura o per "il quieto vivere"?
Il cambiamento deve avvenire in ognuno di noi per essere testimoni della verità senza paura, "non abbiate paura" esortava Papa Woitila, di quale paura pensi che stesse parlando? Tu saresti capace di rendere una falsa testimonianza ben sapendo che davanti agli occhi di Dio stai facendo una cosa ingiusta?
Credo proprio di no!

Allora esortiamoci a vicenda per essere testimoni e artefici di un cambiamento morale, civile e culturale che ci cambi dentro e dia la forza a ognuno di noi per essere quel cambiamento anche per chi non ha voce per farlo, non ha coraggio per attuarlo, non ha voglia o è morto dentro consumato dai fantasmi plasmati a propria immagine e somiglianza.

Un caro saluto.

Anna Maria De Filippi

tdm_pocasarano@auslle2.it

 

 

 

 

16/02/09 Cara Anna Maria, la mia esortazione era indirizzata al sistema partitico casaranese, poiché io da semplice cittadino, non posso far altro che chiedere, esortare. Da curatore di questo sito, propongo la mia idea e la sottopongo alla riflessione comune, sperando che serva al fine ultimo, che è il bene comune. La mia esortazione è molto concreta, considerala pure un appello, mirato a che i partiti abbandonino le solite logiche dei numeri per valorizzare le competenze di chi ha intenzione di fare politica seriamente. La mia è una richiesta che ha il fine di sostenere queste persone competenti ma escluse dalle competizioni elettorali, o comunque non sostenute compiutamente, perché i partiti, fino ad oggi si sono proposti con ottiche ed obiettivi di basso profilo.

Credo che la mia parte la stia facendo, nel momento in cui non mi allineo al solito modo di intendere la politica, spiegando la mia idea, dando voce al disagio di chi vorrebbe fare ma non è messo nelle condizioni di farlo.

Nel mio piccolo, ho cercato di essere una persona che va oltre i luoghi comuni, di proporre una visione della vita più autentica, e di incarnarla quotidianamente, con i miei pregi e difetti. So bene, che senza una crescita culturale, sociale e politica della società, non si arriverà da nessuna parte perché fino a quando i cittadini non saranno consapevoli dei propri diritti e doveri, resteranno sempre delle persone passive.

TuttoCasarano, in questi otto anni e mezzo di attività, ha cercato sempre di essere un piccolo punto di incontro e di crescita per questa città, convinto che solo in questo modo si potrà sperare in un futuro migliore, certo l’impresa è ardua, perché il grosso del sistema italiano rema contro questo obiettivo perché vuole cittadini, ignoranti, e sottomessi.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

 

16/02/09 Caro Eugenio, cari amici, analizziamo con freddezza logica i motivi che hanno portato Obama alla Casa Bianca. Barack Obama non e´ stato eletto presidente degli Stati Uniti d´America perche´ aveva un bel programma economico. Del suo programma economico ne capiscono gli americani che lo hanno votato tanto quanto ne capisci tu, tanto quanto ne capisco io, tanto quanto ne capiscono gli esperti in materia: niente.

Le prove? Il Congresso ha appena approvato in via definitiva il suo pacchetto di aiuti all´economia per 700 e fischia miliardi di dollari, e ci sono economisti di fama internazionale che gia´ ne contestano l´utilita´. Qualcuno si spinge piu´ in la, e lo definisce addirittura dannoso... questo per tornare in tema attendibilita´ di economisti e scienziati internazionali vari... gli uni dicono che va tutto bene, gli altri dicono che va tutto male, gli uni sono del parere che andrebbero fatte certe cose, gli altri del parere contrario. Siamo abituati, troppo abituati, a pensare che certe dispute riguardino solo la religione e non le scienze esatte quali possono essere la fisica, la chimica, la biologia, la medicina ma anche l´economia.

Ma non voglio perdermi nei meandri di queste riflessioni e per questo torno indietro ai motivi che hanno decretato la vittoria elettorale di Obama. Abbiamo appena finito di dire che gli americani che lo hanno votato non hanno la piu´ pallida idea di quello che sono i suoi programmi. Obama e´ stato eletto, in un certo senso, prima di tutto grazie al fattore C. Sempre piu´ americani, poche settimane prima del voto, si sono svegliati al suono di campanello dell´ufficiale giudiziario che veniva a buttarli per strada perche´ non avevano pagato regolarmente le rate del loro mutuo. Dopodiche´ i media hanno iniziato a diffondere le notizie allarmanti di grosse banche che fallivano. Molte aziende grandi e piccole hanno incominciato a licenziare. In questo quadro gli americani si sono svegliati e hanno capito che il loro presidente non poteva essere un ex veterano del Vietnam, hanno capito che i problemi del prossimo decennio non erano tanto il terrorismo (quello certo, esiste ancora) ma anche e soprattutto l´economia. E Obama, che e´ giovane, ma che non e´ nato ieri lo andava ripetendo da qualche tempo:"La crisi economica e´ la conseguenza della politica economica del presidente Bush, politica appoggiata pienamente dal sen. McCain". Poche parole, chiare e concrete che si sono infilate nella testa degli americani e hanno portato a rendere McCain inpopolare, quasi quanto Bush. Notate bene che McCain, detto Maverick (il ribelle) era un oppositore interno a Bush sulla sua politica estera e affini, ma non su quella economica. Il partito repubblicano lo ha appoggiato proprio perche´ spesso in disaccordo con Bush.

Fissiamo questa idea, i repubblicani d´america non hanno candidato (come fu per il vice di Reagan e di Clinton prima di lui) il vice di Bush, ma un oppositore interno... perche´ sapevano che qualunque uomo dell´amministrazione Bush sarebbe stato trombato senza possibilita´ d´appello...

Gli altri motivi che ne hanno decretato il successo hanno ancora di meno a che fare col suo programma elettorale (in altri tempi chiamate "promesse elettorali").

Obama e´ un nero con una situazione famigliare non proprio rosea, che in gioventu´ ha rischiato di finire su una bruttissima strada e che invece ha lavorato duro per laurearsi ad Harvard e che dopo la laurea invece di allinearsi e fare quello che hanno fatto tutti gli altri suoi colleghi, cioe´ infilarsi in quale mastodontico studio legale newyorkese, ha scelto gli ultimi della scala sociale diventando qualcosa di simile a un prete di campagna, piu´ che a un cardinale della giurisprudenza.

Eccolo l´uomo che gli americani cercavano. Giovane, pieno di energia e di voglia di fare, uno che dal nulla si e´ laureato a Harvard e che dopo invece di pensare ai propri interessi ha deciso di dedicarsi non dico agli ultimi, ma forse di piu´ ai penultimi (e gli americani in questi giorni hanno l´impressione di aver bisogno di assistenti sociali, piu´ che di militari), un uomo che gira l´america infondendo speranza (Hope, uno dei suoi slogan) nel futuro quando tutto sembra essere perduto, un uomo che nella sua vita la speranza l´aveva perduta e poi ritrovata. Eccolo li.

Non so se ve ne siete accorti ma nell´ultimo passaggio ho usato aggettivi che descrivono la personalita´ di Obama, non i suoi programmi. Questa e´ la lezione che ci viene dall´america, non sono i programmi che fanno il presidente, e´ la sua personalita´ insieme alla particolare situazione storica che si sta vivendo. Se invece della crisi economica ci fosse stato (Dio non voglia) un nuovo attentato terroristico in territorio americano, l´america si sarebbe voltata in cerca di un militare e oggi il presidente si chiamerebbe John McCain.

Questo dico a chi ha detto, scritto o pensato di me che io guardo piu´ la persona che le sue idee. Penso che i problemi della nostra citta´ siano sotto gli occhi di tutti, i casaranesi non sono poi cosi´ stupidi come qualcuno pensa. La gente non sa distinguere la strada giusta da quella sbagliata, forse, ma i risultati li sa giudicare. Prendiamoci la briga tutti insieme di guardare attentamente i programmi dei candidati sindaco quando saranno ufficializzati, noteremo che i punti del programma saranno a grandi linee identici, a limite cambieranno le priorita´... l´uno reputera´ piu´ urgente risanare p.zza Diaz, l´altro il bilancio comunale... ma non saranno i programmi, le idee o i sogni a fare il nuovo sindaco. Ma la personalita´.

Non dimentichiamo una cosa, l´amato dr. Ingrosso, veniva chiamato "sindaco buono", ebbene anche buono, come cattivo, arrogante, menefreghista, intelligente, umile e altro descrivono la personalita´ di un uomo. Non i suoi programmi (=promesse) elettorali.

E qui entriamo nel nocciolo della questione. Quale personalita´? Beh... quella che si addice di piu´ ai casaranesi. E visto che ancora le candidature non sono state ufficializzate, non sara´ semplice dire chi. Sarebbe bello certo, trovare l´uomo la cui personalita´ sarebbe un bene per tutti e non per pochi.

Saluti

P.S. Obama e´ un uomo capace... ma non e´ timido... un timido non diventa presidente USA, e nemmeno sindaco di Casarano, a dirla tutta... magari un finto timido si... ma non un timido. I problemi che impediscono a gente capace di presentarsi sono sicuramente altri...
William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com

 

 

 

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