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LA VITA... A VOLTE E' CRUDELE

di Eugenio Memmi, Casarano 25/03/04

 

Quanto sto per raccontarvi,  calzerebbe a pennello per quei film che descrivono spaccati di vita assurdi, di persone che vivono ai margini di ricche città dove il degrado sociale è maggiormente presente e sopravvivere è un traguardo da conquistare giorno per giorno. Tutto questo invece si è svolto qui, a Casarano, una storia inverosimile quanto reale purtroppo. A tutela della privacy delle persone coinvolte alcuni dettagli sono stati modificati, nei nomi o nei luoghi, non nella sostanza. La sfortunata protagonista di questa esperienza è una ragazza di Casarano, che ha circa 30 anni, orfana di madre, un bel giorno sorpresa dal padre a rubare in casa, (non sappiamo il perché), viene dallo stesso genitore cacciata da casa. Non sapendo dove andare, la giovane ragazza, si presenta a casa di suoi zii per trovare ospitalità. Viene accolta in casa, ma da subito, viene messo in chiaro che per poter rimanere dovrà contribuire economicamente al sostentamento economico della famiglia, così viene costretta a mendicare di casa in casa e a consegnare il ricavato agli zii. La ragazza è costretta ad elemosinare non solo a Casarano, ma viene portata ogni giorno in un paese diverso. La giovane età, i suoi modi gentili, attirano su di lei simpatia ma suscitano in alcune persone anche diverse domande – come mai una ragazza è costretta a cercare l’elemosina! Stabilisce una certa amicizia con una persona che si dimostra con lei molto cordiale e disposta ad aiutarla sinceramente. Periodicamente si incontrano sempre a causa del suo mendicare, questa persona un bel giorno gli propone di accompagnarla dall’assistente sociale del comune per cercare un lavoro, un sussidio, o comunque una soluzione ad un vita non certamente adatta ad una ragazza come lei. Da quel giorno, la ragazza non si farà più rivedere, probabilmente per paura di ricevere ritorsioni dagli zii. Intanto la ragazza continua a cercare l’elemosina in altri paesi. In un paese vicino a Casarano, la ragazza familiarizza con un nucleo familiare composto da un coppia di persone anziane che hanno una sola figlia. La ragazza li va a trovare spesso, trovando nel suo girovagare un punto di riferimento diverso dal solito ambiente sociale in cui è costretta a vivere. Giorni fa, la persona di Casarano che voleva aiutarla ad uscire da quel degradante stato in cui versava, durante una visita ad un suo parente ricoverato in ospedale, riconosce la ragazza intenta ad assistere un anziano signore. Si avvicina, sorpreso di rivederla dopo diversi anni, le chiede come si trovasse, e il motivo della sua presenza in ospedale. La ragazza risponde che stava assistendo suo marito! Racconta, che questo signore di 81 anni, a cui lei era legata da una semplice amicizia e riconoscenza nata dalla disponibilità d’aiuto offertagli da tutta la famiglia, nel giro di pochi mesi a causa di un cancro, aveva perso moglie e figlia. Un giorno, stufa di sopportare quell’umiliante vita, si presenta a casa di questo anziano, solo come lei, si siede e gli dice che lei di la non se ne sarebbe andata più, voleva stare con lui e abbandonare il suo infelice passato. L’anziano signore dopo un prevedibile iniziale shock, per l’inaspettata proposta, trova tutto sommato vantaggiosa la proposta per entrambi, così nel volgere di qualche mese i due convolano a nozze. La ragazza si occupa del “marito nonnino” e lui si prende cura di lei. Nasce fra i due un tenero rapporto di reciproco aiuto e di rispetto. La ragazza non avrà certo trovato il grande amore, ma in certe situazioni, come quella descritta, vivere, a volte è un traguardo, la felicità… una chimera.


Casarano 26/03/04

Più che la vita ad essere crudele, penso che sia la mente umana a essere pericolosa.
Costringere a mendicare una persona è un gesto vile. Orrendo nel caso di un parente.
Il gesto del furto in casa mi lascia molto perplesso, così come la reazione "estrema" del padre.
Penso sia una storia complicata, ma ho letto con piacere delle persone che hanno voluto tendere la loro mano alla ragazza in evidente difficoltà. Questo modo di fare dovrebbe essere comune a tutti noi.
Sempre.
Ti spedisco queste mie considerazioni come testimonianza dell'importante opera di divulgazione sociale
che da tempo operi con questo sito.

Saluti e buon lavoro
Luigi Manta

manta@cclinf.polito.it