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UN PICCOLO DUBBIO DI LEGITTIMITA' SUL PRG

di Eugenio Memmi & C., 10/02/04

 

 

Un carissimo amico, mi ha scritto per farmi notare un “piccolo neo”, presente nell’iter che sta vedendo partorire questo tanto atteso Prg e che voglio condividere con voi. Il mio amico mi scrive dicendo:

- rimango sbalordito dalla arroganza politica, soprattutto se esternata con tanta tracotanza come traspare dalle parole che ti riporto di seguito.

 

Tutto nasce da una lettura dell’articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, aventi oggetto la discussione delle osservazioni al PRG, di qualche consigliere della attuale maggioranza:

«Tutte le osservazione pervenute sono legittime - precisa Schiavano - ma l'amministrazione ha accettato anche quelle giunte in notevole ritardo rispetto al termine fissato: non avrebbe dovuto pubblicizzare questa sua decisione per evitare discriminazioni? Inoltre non è ancora chiaro da dove saranno decurtate quelle cubature che oggi vengono autorizzate con l'accoglimento delle osservazioni».

 

Risposta di Turco: «Il Consiglio è sovrano e ogni consigliere è libero di decidere se accogliere o meno le osservazioni pervenute dopo il termine, che non era perentorio».

 

Ma quando mai !!!!! Le osservazioni sono state accolte fuori dai termini di legge e non come qualcuno afferma “i termini non erano perentori!!!!!

 

Ci sono quindi cittadini di serie A, ovvero quelli per cui non esistono regole, regolamenti e Leggi e cittadini di serie B, ovvero quelli che si attengono senza fiatare anche al costo di essere danneggiati.

Bene io non credo che nel regolamento o nelle norme che accompagnano l’adozione del PRG ci possano essere dei termini diciamo pure discrezionali e se non bastasse si guardi nella legge Regionale o nella legge urbanistica nazionale e a tal proposito riporto l’art. 16 della Legge Regionale (PUGLIA) n. 56 del 1980 : 

ARTICOLO 16

(Piano Regolatore Generale Comunale: formazione ed approvazione)

Tutti i Comuni della Regione hanno l' obbligo di formare il Piano Regolatore Generale.

Il Consiglio Comunale delibera preliminarmente gli obiettivi ed i criteri di impostazionedel PRG, nonche' i modi ed i tempi della sua formazione.

Il PRG e' adottato dal Consiglio Comunale, su proposta della giunta municipale.

Il PRG adottato e' depositato, entro 15 giorni, presso la segreteria del comune per 30giorni successivi durante i quali chiunque puo' prenderne visione e puo' nei successivi 30 giorni proporre osservazioni a tutela del pubblico interesse e/ o coerenti agli obiettivi ed ai criteri di impostazione del PRG.  

Dell' avvenuto deposito e' data notizia mediante i quotidiani a maggior diffusione locale e manifesti affissi nei luoghi pubblici ed all'albo pretorio del comune.

Il Consiglio Comunale, entro i successivi 60 giorni, esamina le osservazioni proposte nei termini di cui al quarto comma e controdeduce motivatamente a ciascuna di esse.

Il Sindaco, entro 15 giorni dalla scadenza del termine precedente, rimette all' Assessorato regionale all' Urbanistica tutti gli atti tecnici e amministrativi del PRG.

L' Assessore invia il PRG, unitamente alla relazione del competente ufficio regionale, al Comitato Urbanistico Regionale che esprime in merito motivato parere; successivamente l' Assessore trasmette alla Giunta Regionale il PRG unitamente alla relazione all' ufficio regionale ed al parere del CUR; la Giunta Regionale, su proposta dell' Assessore all' Urbanistica, dopo aver motivato eventuali decisioni difformi rispetto al parere del CUR, ed alle

indicazioni del PRG, delibera l' approvazione o il rinvio del PRG.

Il procedimento di cui al comma precedente deve concludersi entro 120 giorni a partire dalla data in cui l' Assessorato Regionale all'Urbanistica riceve gli atti tecnici ed amministrativi del PRG.

Come si evince dalla normativa non potevano essere accolte osservazioni al PRG giunte dopo il 60° dalla pubblicazione, questo non perché quelle giunte dopo tale data non erano pertinenti o non giuste, ma non accoglibili,  in quanto presentate dopo il limite imposto per legge. 

Soffermiamoci su questo punto facendo un accostamento. 

Se un Ente bandisce una gara lo fa nel rispetto delle leggi previste e fissa dei termini ovvero, se la presentazione delle offerte deve avvenire entro le ore xxxxx del giorno yyyyy vuol dire che quelle giunte il giorno dopo sono nulle, altrimenti uno aspetta di vedere quelle del giorno prima e presenta il giorno dopo una offerta su misura conoscendo già le altre. 

Nel caso in cui venisse aggiudicata la gara alla ditta che ha presentato l’offerta il giorno dopo e pacifico per tutti che, primo è stato commesso un reato, secondo tutto l’iter viene inficiato, in quanto l’atto non può essere annullato in parte ma nella sua totalità.  

Ma senza andare sempre a pensar male, da buon meridionale, vorrei si pensasse solo a quanta gente che rivolgendosi a qualche tecnico rispettoso delle leggi si sarà sentita dire: Guardi i tempi per la presentazione delle osservazioni è scaduto non possiamo più presentare nulla.  

Non è quindi normale che in una cittadina civile si possano commettere con tanta sfrontatezza degli abusi nei confronti di povera gente che non ha conoscenze e/o amicizie. 

Come direbbe Lubrano la domanda nasce spontanea: ma quante prescrizioni e termini previsti dall’art. 16 sono stati rispettati ?

 

E’ chiaro a tutti che accettando fuori dai termini previsti le osservazioni di alcuni cittadini si è arrecato, intenzionalmente in quanto gli amministratori conoscevano i termini,  un danno ingiusto nei confronti di quei cittadini che hanno rispettato il limite di legge.

 

 

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