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IL CRACK PARMALAT E LE PROFEZIE DI BEPPE GRILLO

di Eugenio Memmi, 17/01/04

 

 

L’Italia è uno strano paese, un paese con milioni di gente che parla in continuazione, si lamenta di tutto quello che non va, eppure nonostante tutto questo, non sembra che ci siano orecchie che ascoltino, ciò che tutti sanno.

Non credo che esista un solo italiano, partendo dal presidente Ciampi, passando per Berlusconi e finendo a Luigi Carbone di Casarano che non sappiano vizi e virtù di questo paese.

Il crack Parmalat, l’ultima disavventura finanziaria che ha polverizzato i risparmi di tanti onesti cittadini, sembra sia arrivata improvvisamente, calato dal cielo, un solo “pazzo” al secolo Beppe Grillo, aveva previsto tutto questo, assurdo vero? La previsione del buon Beppe Grillo, la prendo come esempio, per fare un paragone con tutte le cose che si sanno o si sapevano e che stranamente non hanno mai portato a delle correzioni, se non a cose fatte.

Il brutto di questo “vogliamoci bene”, è, che le conseguenze le paghiamo tutti noi, sotto le più diverse forme, aumento del debito pubblico, corruzione, disservizi nei più disparati livelli della società, malsanità, act. ect.

Non vi sembra giunto il momento che si inverti  questa situazione? Non penso che i nostri rappresentati politici abbiano veramente la voglia di cambiare rotta, perciò cerchiamo di cambiarla noi. La politica ha mostrato i suoi grossi limiti, e per cambiare rotta, c’è bisogno di una grossa opera di pulizia, soprattutto morale. Quante volte avete partecipato ad un concorso e vi siete accorti che era tutta farsa? Quanta rabbia avete provato, e il posto magari è stato assegnato non al più meritevole, ma ovviamente al più raccomandato.

Gli esempi, sono infiniti, partiamo da Torino, all’ospedale Molinette si impiantavano nei cuori di poveri sfortunati valvole cardiache difettose, comprate per buone, ovviamente con il “giusto” tornaconto del cardiochirurgo consenziente. Altri casi più vicini a noi sono stati accertati a Taranto, altri in Sicilia. Questi fatti mi fanno  sorgere spontanea una riflessione, ciò che emerso è solo la punta di un grosso iceberg di malsanità sommersa, o isolate eccezioni. Mi piacerebbe che le autorità giudiziarie controllassero tutte le strutture sanitarie, poiché si sa che dove ci sono grossi affari, appalti, gare, altissimo è il rischio di cadere nella tentazione di giungere a “bassi compromessi”. Ricordo tanti anni fa una strada costruita in India, dall’Italia, per quei progetti di cooperazione con i paesi del terzo mondo, dove vennero impegnati miliardi di lire per  realizzare una enorme strada, che non serviva praticamente a nulla se non a giustificare i fondi italiani spesi in quella nazione, ovviamente con le dovute spartizioni di tangenti. L’alta velocità è stata bloccata perché sono state scoperte anche qui un grosso giro di tangenti. Bene o male, in questi occulti disegni figurano sempre, grossi manager, legati o nominati dagli ambienti politici, poiché in questo paese, è difficile realizzare qualcosa senza il nulla osta politico. Il cancro della corruzione è quasi nel DNA della politica, e quasi tutti quelli che hanno rapporti con essa ne vengono contagiati, in un tacito accordo del ricevere e del dare.

Vogliamo noi cittadini cercare di spezzare questa spirale che sta rovinando il nostro paese? Vogliamo ridare a questa Italia una nuova identità, più pulita, più onesta, più corretta?

Ognuno di noi, per quello che sa, per l’ambiente di lavoro che frequenta, o per essere venuto a conoscenza può fare solo una cosa per rimediare: DENUNCIARE ALLE AUTORITA’ COMPETENTI, CHI RUBA, CHI FRODA LO STATO, CHI SI ARRICCHISCE ILLECITAMENTE.

 

Inviate una semplice lettera con quanto da voi a conoscenza al:

Comando dei Carabinieri sezione provinciale di Lecce.

Comando Squadra Mobile, Lecce.

Comandante provinciale Guardia di Finanza di Lecce

Al presidente del Tribunale di Lecce.

Alla Procura della Repubblica, presso il tribunale di Lecce.

Alla Questura di Lecce.

 

Inviatele ad ognuna di queste autorità.

Rendiamolo noi più pulito questo paese.


19/01/04 Ci scrive sull'argomento, l'amico Aldo Panico.

Sono in pieno accordo con te e ti sono solidale nel continuo lavoro di esortazione verso quelli che dovrebbero essere normali comportamenti civici ed invece sono rare eccezioni di una regola che vede primeggiare i più viscidi. L'unico appunto che vorrei farti è quello di stare attento ad esortare "azioni nuove con regole vecchie" ovvero attenzione ad esortare denunzie in un sistema garantista in cui le prove spesso sono "interpretabili" e la querela scorre come l'acqua fresca. non siamo tutti uguali nel valutare i rischi e (purtroppo) ognuno di noi non può sottrarsi all'analisi "costi-benefici" delle azioni intraprese. Spesso non si tratta di pigrizia, ma di paura, perché chi ha la necessaria viscidezza per lucrare a danno della comunità, raramente si pone scrupoli a rendere la vita difficile a chi gli si para d'innanzi.


La conclusione che dai alla tua lettera, è  condivisibile; tuttavia se non ricordo male diverse inchieste sono nate da segnalazioni anonime arrivate nelle Questure e comandi vari di tutt'Italia......

Eugenio Memmi

 

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