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MA FITTO A CHE GIOCO STA GIOCANDO CON CASARANO?

di Eugenio Memmi, Casarano 15/06/04

 

 

Se fossi un elettore del centro destra casaranese, oggi, ma sicuramente già diverso tempo, avrei delle serie perplessità da formulare al responsabile regionale di Forza Italia, il dott. Raffele Fitto, in merito alle scelte politiche fatte a Casarano. Ritorno nel mio “ruolo” di osservatore esterno, ma i mille dubbi su quanto perpetrato politicamente dal governatore in città restano grossi come macigni. Mi chiedo, ma quali disegni  ci possono essere dietro tutte queste manovre scellerate operate a Casarano negli ultimi mesi da poterli giustificare?

All’inizio dell’anno, Fitto e i suoi rappresentanti provinciali, constatata una oggettiva situazione problematica nella sezione cittadina di Forza Italia, hanno deciso di rinnovare i quadri dirigenti. Con la mediazione del “generale Palese” prima e del “presidente” poi, abbiamo assistito ad una operazione di facciata  che se dall’esterno dava l’impressione di voler essere qualcosa di costruttivo, in concreto così non è stato. Si è giunti  alle elezioni amministrative con il centro destra diviso su tutto. L’errore più grave? Personalmente credo che sia stato quello di non voler rinnovare seriamente  Forza Italia tant’e vero che un partito del genere non ha saputo esprimere un suo candidato sindaco appoggiando con quel “accordo programmatico” (del cavolo), Leda Schirinzi, candidato sindaco alternativo a Venuti dell’area di centro sinistra. AN a questo punto che doveva fare? Appiattirsi e correre insieme a Coletta, Casto e Colella? Bastianutti, gioco forza è stato costretto a  presentarsi da solo. Tutto queste insensate scelte ha provocato una serie di errori a cascata, così abbiamo assistito al proliferare di candidati sindaco e una serie di liste tutte del centro destra una contro l'altra. In politica ogni minimo errore viene pagato in termini di consenso e di voti e così tante risorse sono diventate un problema e le urne hanno chiaramente bocciato tutto questo. Intanto, Fitto,  godeva della compagnia della intraprendente  candidata pensando a chissà che, illudendo Leda e illudendosi che il loro accordo avrebbe fatto numerosi proseliti fra i casaranesi. Così non è stato, Leda adesso forse si sta amaramente pentendo di quel (per me) innaturale accordo, Fitto chissà che starà pensando. Una fatto mi sembra chiaro, Fitto da buon responsabile regionale di partito, ha volutamente o scelleratamente non pensato a far crescere Forza Italia a Casarano. Secondo me non era importante trovare un candidato sindaco vincente ad ogni costo, ma ad ogni costo Fitto aveva l’obbligo morale e politico di creare un nuovo quadro dirigente locale, puntare all’unione delle forze del centro destra e in questo modo presentarsi alle elezioni.

Venuti, ovviamente ringrazia.

Ma, tutto quanto scritto finora, non mi da comunque una spiegazione logica a quanto fatto e voluto da Fitto a Casarano; non posso pensare che questa strategia politica sia stata veramente pensata (con il cervello) in quanto mi sembra così palesemente suicida, allora quali sono state le vere motivazioni di questa consegna del centro  destra, o meglio di Forza Italia alla sinistra? Uno scambio di doni con D’Alema?