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LA PROPOSTA DI GIUSEPPE NUCCIO

 Casarano 30/10/04

giuseppenuccio2@virgilio.it

 

La giusta premessa è che non ho mai svolto direttamente alcuna attività di impresa ma, visto che è richiesto il parere dei comuni cittadini, spero che le mie idee non siano proprio da buttare. A dire il vero, questo piano di sviluppo è stato già proposto in altre sedi che, nonostante fossero istituzionali, sicuramente generavano un interesse alla lettura molto inferiore a questa rubrica. Ci provo!

Fondamentale nella politica di ricostruzione dell' economia casaranese, costituisce senza ombra di dubbio la promozione dell' attività di impresa. Lo sviluppo stesso di un nuovo tessuto economico, sicuramente più stimolante e giovane rispetto ad una valida, ma datata, metodologia imprenditoriale, rappresenta uno dei punti cardine della nuova politica gestionale.

Secondo un approfondito studio dello Share of voice (rapporto tra lo stanziamento pubblicitario di un'impresa e gli stanziamenti pubblicitari complessivi di tutte le aziende che operano in quel settore particolare) del settore tessile e calzaturiero, mercati capisaldi dell'economia locale, è evidente che nel territorio casaranese è inesistente la politica della promozione del marchio. L'imprenditoria, in questo caso, lavora in stretto legame con aziende partner, queste ultime vere commissionarie di tutta la produzione casaranese. In tale situazione, da un certo punto di vista comoda ,per l'evidente riduzione dei costi di produzione, crea un elevata instabilità economica in quanto nelle continue e potenziali crisi di mercato, le stesse società partner proprio per mantenere invariati i margini di profitto vanno a diminuire la richiesta di prodotto dalle aziende italiane per dirottarla verso quelle extracomunitarie, meno qualitative ma più economiche.

Secondo le più moderne metodologie di marketing, in stretta cooperazione tra l'imprenditoria locale, è innegabile la necessità di creare una struttura consortile. Tale istituto  svolgerebbe un'operazione di Missionary selling: una vera e propria azione di vendita che ha lo scopo di rendere coscienti i potenziali clienti dell'esistenza di un prodotto.

Una tale e colossale struttura di promozione del prodotto locale sarà svolta su due livelli, uno endogeno e l’altro esogeno all'attività imprenditoriale.

Il primo livello, quello endogeno, sarà effettuato mediante la promozione di un'attività consortile tra imprese a produzione omogenea; questo permetterà la concreta creazione di una comune certificazione qualitativa nonchè l'introduzione di un marchio accomunante e di riferimento per lo stesso acquirente.

Il secondo livello, quello esogeno, sarà effettuato mediante la realizzazione di una comune rete telematica idonea a promuovere, per mezzo delle più moderne tecnologie, i marchi casaranesi.

  1. Una concreta politica di sviluppo deve  promuovere proprio le piccole attività commerciali che creano ricchezza, diversificazione del prodotto ed altissima qualità. Questo rilancio economico deve essere effettuato non solo mediante una politica di sviluppo e promozione della piccola e media attività commerciale, ma mediante l'apertura di strutture in grado di formare, aiutare burocraticamente ed indirizzare mediante attente analisi di mercato, il cittadino che vuole investire nel suo paese.

  2. Altro passo fondamentale è costituito dalla creazione delle infrastrutture. La millantata volontà dell'integrale recupero del centro storico, promossa da politici e politicanti solo alla ricerca di voti e preferenze elettorali, è un fondamentale punto di partenza per la programmazione politico territoriale.

    Le esperienze già mosse in altri paesi danno piena ragione a questo programma che vede gli antichi borghi ritornare, carichi della loro storia, la vera rinascita di una piccola imprenditoria commerciale brulicante di iniziativa.

  3. L'agricoltura casaranese è un patrimonio economico, sociale e culturale unico nel territorio. Oggi, certamente, la realtà delle campagne è fortemente cambiata rispetto al passato, ma non è cambiato il ruolo che l'agricoltura può assicurare al paese in termini di competitività economica, sicurezza alimentare, qualità della vita, sviluppo sostenibile.

    In tal senso è importantissimo promuovere con forza il sostegno al settore nella sfida che oggi è posta dalla competizione globale, coniugando i valori della tradizione e dell'identità propria dell'agroalimentare casaranese con una profonda modernizzazione del concetto di impresa agricola e di organizzazione economica ed istituzionale. Favorire lo sviluppo economico delle imprese delle famiglie agricole, conciliare lo sviluppo di filiere produttive nell'interesse locale e mediante patti territoriali con le zone limitrofe, costituisce senza alcun dubbio la carta vincente per saldare maggiormente il rapporto tra consumatori e produttori.

  4. Una politica indirizzata al totale isolamento di quelli che sono i nuovi sviluppi e le nuove ricerche tecnologiche, si è dimostrata totalmente fallimentare. Un moto innovativo, quindi, non può che prende seriamente in considerazione i nuovi sistemi produttivi, le tecnologie sviluppate nei materiali e l’impiego che queste possono avere nelle radicate strutture industriali presenti nel territorio.

    Il mio progetto vede la promozione di due importantissimi pilastri per il raggiungimento dell’obbiettivo prefissato.

    Il primo è, in collaborazione con tutta l’imprenditoria produttiva territoriale e con le scuole di formazione, l’acquisizione di fondi da investire nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie dei materiali.

    Il secondo, ma per questo non meno importante, vede la stipula di un accordo con Asso Canapa (ente nazionale autorizzato per la produzione di fibre di canapa) per la creazione, nel territorio casaranese, di nuovi centri per produzione e lavorazione di fibre di canapa.

    I due punti precedentemente illustrati non potranno, quindi, che convergere, portando successivamente allo studio e all’applicazione delle fibre di canapa nei sistemi produttivi casaranesi.

  5. Per l'assoluta assenza di qualsivoglia programmazione territoriale, Casarano è rimasta tagliata fuori dalla enorme macchina turistica salientina. È necessario portare la città in un’ equa posizione di sfruttamento dei flussi economico turistici, attualmente ad esclusivo appannaggio delle zone costiere. Questo può essere fatto solo mediante un generale accordo territoriale per la realizzazione di “corridoi turistici” nell'entroterra salentino che non costituiscano l'alternativa alla zona costiera, ma ne integrino l'offerta, mediante strutture recettizie in grado di far conoscere al visitatore non solo le impareggiabili bellezze architettoniche (anche queste in pieno degrado), ma soprattutto la tradizione agricola e masserizia salentina che nei secoli ha reso grande la nostra terra.

P/s Forse è un pò utopistico, pazienza!

Un caro saluto a chiunque abbia avuto la coraggio di giungere alla fine.

                                                                                                                                                                Dott.Giuseppe Augusto Nuccio

 

 

 

30/10/04 Ci scrive Pino Montedoro

Ho letto con molto interesse la proposta del Dott. nuccio e bisogna dare atto che comun que qualcuno cerca di  dire la sua, avanza proposte, cerca di dare un imput.
Io faccio parte del settore calzaturiero e la realta' e questa:
ci sono 4.500 persone in condizioni di precarieta', tra cassintegrazione e mobilita'.
La maggior parte di queste persone, prima dello scoppio della crisi, aveva contratto un mutuo per l'acquisto della casa. Molte famiglie sono monoreddito
Il buon senso e soprattutto la drammaticita' della situazione hanno portato il Ministro del lavoro Maroni, a prorogare per un altro anno la mobilita':
Di quei 4.500 che citavo prima, la meta' si ritrova in questa situazione e  per un altro anno potra' "mangiare",  GRAZIE A QUESTA PROROGA !!!!tanto per essere drammatici.
 
Siccome queste persone si ritroveranno a dover vivere di stenti entro il gennaio del 2006 e considerando che quanto esposto dal Dott. Nuccio, se fattibile, richiederebbe un paio di lustri se non  mezzo secolo,  mi domando. Cosa possiamo fare per poter trattenere tutti quegli imprenditori che stanno investendo all'estero, soprattutto nella vicina Albania ? perche' il vero problema e' questo !! ........gli imprenditori scappano via.
Il costo della modopopera e' diventato insostenibile in Italia , no ci sono piu' aiuti statali alle imprese del mezzogiorno, paghiamo  a caro prezzo la politica di questo governo !!!!
 
Il noccilo della questione e' che dobbiamo pensare a cosa fare "domani" per fronteggiare questa situazione; una volta fatto questo si puo' dare vita a tutte le proposte interessanti e fattibili che volete !
 
Le teorie e le belle parole non potranno dare da mangiare a tutta questa gente !!!
 
POLITICI........SE CI SIETE BATTETE UN COLPO......!!!!!!

 

02/11/04 Risponde il dott. Giuseppe Nuccio

Caro sig. Montedoro

come avevo giustamente premesso, non sono un imprenditore; questo implica necessariamente che ogni mia proposta non può che essere pura teoria.

Quello che scrive è giustissimo. Presto avremo 4500 casaranesi che conosceranno la fame e credo, purtroppo, che ne seguiranno altri.

Una tale situazione di eccezionale gravità può essere riconducibile ad una serie innumerevole di fattori che, per ragione di sintesi e di competenza, non sono qui ad elencare.

Che gli  imprenditori scappino dal mezzogiorno costituisce un dato di fatto ma, giusto per non essere troppo generici nell' esposizione dei fatti, questa fuga non è dovuta al mero costo della manodopera (è indispensabile che il lavoratore percepisca il giusto salario in contropartita del lavoro che apporta), ma al costante aumento dei c.d. Costi Fissi di Gestione.

Fatto il punto della situazione che, come è evidente, non è molto discorde dal suo, credo che non si possa più battere i pugni sul tavolo e chiedere l'intervento del politico di turno. Un tale comportamento ha  portato Casarano in questa profonda crisi ed il suo perpetrarsi non farà altro che continuare a distruggere la nostra economia. Forse il mio atteggiamento potrà anche sembrare campanilistico, ma credo che  i casaranesi non siano certo da meno dei cittadini veneti o lombardi ma, al limite, peccano di una mancata organizzazione che non tarderà a giungere.  

Sinceramente spero di non sbagliarmi nel dire che ho un' estrema fiducia nelle qualità e nelle capacità che la cittadinanza casaranese può esprimere;  la storia di Casarano ha colto i suoi massimi successi nei periodi più bui, non abbiamo il diritto di dimenticarlo.

Un cordiale e sentito saluto

    G.A.N.