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LA PROPOSTA DI LUCIANO MITA

 Casarano 25/06/04

luciano@blueprint.it

 

Mando il mio primo messaggio a questo utile, valido, ottimo portale.
Complimenti a staff e dirigenti.
Scelgo il forum sull'economia, non perchè lo ritenga il piu' importante, ma sicuramente il piu' urgente ed il piu' preoccupante in questo pezzo travagliato di Casaranese, e del nostro sud più in generale.
La possibilità di avere un minimo di sicurezza economica ormai, sembra essere un miraggio.
Quando viene meno la certezza di soddisfare i bisogni primari, tutte le altre, seppur belle, stimolanti, utili, discussioni sui fatti del mondo e della vita, sembrano piu' vuote.
Chi e' colpito da cio' si rattrista subito, è preoccupato, non riesce a vivere serenamente, i suoi giudizi su tutto sono condizionati, la qualità della vita si riduce per lui ed anche per chi sta intorno.
Sembra come colui che all'improvviso ha perduto ogni forza.
I suoi pensieri sono rivolti ad un solo problema: Il sostentamento della propria famiglia.
La gioia, il sorriso, la voglia di fare è fortemente scossa.
Giorno dopo giorno, specialmente dopo i primi risultati negativi ad un primo tentativo di soluzione, la paura avanza, l'ansia cresce.
Sarà anche difficile trovare una soluzione, Vi assicuro che mi è molto piu' facile capire lo stato d'animo della gente.
A tutti coloro che vivono questi momenti, và la mia solidarietà, il mio pensiero, il mio incoraggiamento, il mio piu' sentito agurio.
Credo che per poter dare un contributo per la soluzione di questo tremendo periodo, bisogna partire da più lontano, non si puo' infatti dare una cura se prima non si è fatta una attenta diagnosi.
L'economia di Casarano, finora si è principalmente basata sullo sviluppo di alcune attività manifatturiere, che "reclutavano" mano d'opera dalle campagne.
Il lavoro nei campi dei nostri nonni prima e dei nostri padri dopo era duro.
Il lavoro in fabbrica benchè anche esso difficile, risultava meno gravoso. In piu' dava paghe migliori, continuita' anche nei periodi di pioggia, ed un minimo di assistenza previdenziale.
Sebbene gli stipendi erano bassi, erano comunque migliori delle "giornate" agricole o del lavoro a cottimo.
La mano d'opera era abbondante, si accontentava, il lavoro a quelle condizioni portava utili nelle aziende, le aziende crescevano.
Alcune aziende sono cresciute meno, altre hanno raggiunto livelli molto alti.
Le aziende che investivano in dimensione, crescevano continuamente, dando altro lavoro e crescendo ancora di piu'.
Tutto questo è stato molto utile al paese, alla nostra gente, ai nostri figli.
A tutte quelle aziende che, approfittando della loro competitività, hanno investito, seppure solo sotto l'aspetto dimensionale, penso debba andare tutta la nostra gratidutine.
Grazie a loro, i nostri genitori hanno potuto costruirsi una seppur modesta casa, hanno potuto mandare i loro figli a scuola, hanno potuto vedere di giorno in giorno un futuro migliore.
Ma la crescita dimensionale non era tutto.
Da sola non bastava a vincere sulla competizione internazionale che da li' a poco sarebbe impetuosamente arrivata.
Se ci siano state miopie da parte dei nostri pur impegnati e dedicati imprenditori, non sta a me dirlo.
Puo' darsi che sia cosi'.
Ma alle volte si puo' anche concludere, dopo una analisi sul futuro, che una dimensione molto grande rende piu' competitiva e meno aggredibile l'azienda.
Poteva essere una conclusione plausibile.
Cosi' purtroppo non è stato.
Le nostre aziende soffrono perche' accanto alla crescita dimensionale, non c'è stata la crescita della qualita' dei prodotti, dei processi di produzione, della distribuzione, del marchio e degli assetti finanziari.
Prima questi aspetti, non erano necessari per progredire.
La competitivita' che aveva il nostro Salento, era più che sufficiente.
E' un indubbio ritardo che dobbiamo colmare.
Per farlo abbiamo bisogno che :
Gli imprenditori sappiano guardare dentro l'azienda, fare una analisi attenta del mercato, devono saper fare INNOVAZIONE (parola troppo spesso usata, ma che e' vuota se non si sà indicare COSA INNOVARE ), su prodotti e processi di produzione, per poi basare su di essi una attenta politica di distribuzione e di marchio.
I sindacati devono aiutare le aziende in questo processo di rinnovamento, è inutile ogni litigio e discussione che non porta soluzioni concrete ai lavoratori.
Essi devono pensare a chi il lavoro lo deve difendere e a chi il lavoro l'ha già perso.
Le banche devono fare non solo il bilancio aziendale ma anche quello SOCIALE, perche' esse non vivono di interesse ma di SVILUPPO.
Le amministrazioni pubbliche e gli enti locali devono monitorare, le scarse agevolazioni concesse dall'Europa, dal Governo , dalle Regioni , alle Provincie,
organizzare convegni per comunicare con tempestivita' il tutto alle imprese, fare una attivita' quasi "di consulenza" su ogni possibilita' che viene offerta, inoltre, stimolare la crescita della cultura d'impresa di IMPRENDITORI, SINDACATI e LAVORATORI, della nostra terra, organizzando seminari, scambi culturali con aziende situate in altri posti, corsi formativi ecc.

Il nostro paese e' attaccato da una spietata competizione internazionale, solo una maggiore efficienza e preparazione a tutti i livelli, può tornarci utile.

Ci vorra' del tempo, ma possiamo farcela.
Conosco personalmente le condizioni e le capacita' dei nostri competitors.

Noi siamo più creativi.
Dobbiamo usare la creatività in ogni cosa che facciamo.
 
 Auguri al nostro bellissimo SALENTO

 

 

25/06/04 Grazie Luciano

di Mauro Plantera

mauro@plantera.it
Pochi, anzi nessuno del mondo imprenditoriale o dell’amministrazione del nostro paese avrebbe mai avuto la consapevolezza di scrivere in un sito internet come TuttoCasarano, affacciandosi alla nostra realtà, che riguarda un po’ tutti, Luciano Mita lo ha fatto, dimostrando cosa vuol dire cooperare, dialogare, proporre, scambiare idee e pareri sulla crisi che ci stà attanagliando sempre di più e che noi stiamo facendo finta di non vivere, anzi ci siamo già abbandonati.
Non ho parole riguardo quello che ha scritto Luciano, al quale va da parte mia un profondo ringraziamento per aver contribuito ad attivare un dialogo anche con imprenditori che hanno bisogno di una spinta per esprimere i loro pareri su come uscirsene da quest’incubo chiamato CRISI.
Stimavo già Luciano, quando ho avuto il piacere di conoscerlo, ed ora, figuriamoci !
Chi di noi non vorrebbe avere una vita serena, chi di noi non vorrebbe vedere nel volto dei propri figli quella felicità che avevano quando erano piccoli e ti guardavano sorridendo, dimostrando tutto il loro affetto verso di noi, inconsapevoli di tutto quello che il mondo crudele gli aveva riservato.
Poche Aziende vorrebbero vedere i loro dipendenti sul lastrico, ma vi posso garantire che la maggior parte vogliono vedere nel loro volto quella felicità, perché solo con quella si può vivere meglio, si riesce a migliorare sempre di più, si riesce ad essere uniti anche nei momenti più burrascosi e tristi, quale altro motivo per non essere d’accordo su questo. Coloro che si arricchiscono alle spalle degli altri, sfruttando il loro lavoro, il loro IO; hanno vita breve e mancanza di stima da parte di tutti, e questo per loro è una sconfitta.
Oggi purtroppo stiamo vivendo giorni di ansia, ma sono convinto che se riusciremo a dialogare e a fare sentire la nostra voce nel mondo dimostrando i nostri valori di Salentinità, avremmo tutte le carte in regola per gridare ai quattro venti “ SIAMO UNA TERRA DI LAVORATORI FELICI “.
Un augurio a tutti voi e………………….Grazie Luciano.