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LA PROPOSTA DI MAURO PLANTERA

 Casarano 03/06/04

mauro@plantera.it

 

Ogni Azienda,dovrebbe avere il 10 % del personale impegnato nella ricerca

e lo studio di elementi in grado di dare un sostanzioso supporto all’attività produttiva,in particolar modo si dovrebbe costantemente aggiornare quella banca dati che è il motore principale di un azienda e soprattutto nel comparto progettuale svolgere  analisi approfondite in grado di offrire  nuove soluzioni con lanci nel mercato di idee originali, che siano in simbiosi con i materiali approvigionabili nel nostro territorio e che non siano reperibili negli altri paesi, elaborarli e renderli concorrenziali.

Le nostre aziende invece, sono solo delle incubatrici di lavoro, escludendo in modo prioritario qualsiasi ricerca verso nuovi prodotti o meccanismi di produzione in grado di modificare anche per poco le nostre abitudini di lavorare.

Siamo molto comodi, a noi piace svolgere il nostro lavoro e non di più, i viaggi,gli investimenti, le ricerche, la tecnologia, la cooperazione, sembrano far parte dello spreco;

ed ecco che come per magia ci ritroviamo a pensare di andare altrove, dove si lavora di più, dove c’é più benessere, dove si vive meglio; sottovalutando che è proprio qui che si vive meglio ma manca una cosa fondamentale, la sinergia.

E’ colpa del governo? E’ colpa della nostra posizione geografica? E’ colpa della nostra amministrazione comunale?

NO, purtroppo la colpa è solo nostra!

Ora Eugenio, la tua proposta è eccellente, ma bisogna anche capire qual’è stato il motivo che ti ha spinto a fare una proposta del genere; innanzitutto :

-          le nostre proposte servirebbero a chi?

-          Un azienda in crisi, è in grado di accettare proposte che arrivano da noi?

-          Se dovessero accettare qualche proposta, sarebbero in grado di retribuire equamente l’ideatore?

-          Come mai, grosse aziende, potrebbero attingere alle nostre idee se fino ad oggi siamo stati ignorati?

-          Siamo sicuri che se l’idea fosse valida, non verrebbe copiata istantaneamente da altre aziende che si trovano altrove?

Per questo, Eugenio, esistono gia’ ragazzi in grado di buttare sui tavoli dei grandi imprenditori, bozze, ricerche, proposte, idee, e qualsiasi altra cosa possa migliorare la produttività di un’azienda; il problema rimarrà l’imprenditore, se non cambierà mentalità, decidendo di investire nella ricerca, nel design,e soprattutto nella gente valida (senza andare a MILANO da tizio o a RIMINI da caio) dovremmo inventarci un diversivo.

Riguardo la proposta Eugenio, voglio ascoltarti e fare una prova Vedrai che sara’ copiata da altri che non sono del sud, e verra’ ignorata dalle aziende che abbiamo

qui da noi.

                             ESEMPIO DI PROPOSTA PER IL  CALZATURIERO

Scarpa: Made in Salento

Lancio pubblicitario : La scarpa che produce beneficio a chi la indossa, per i poteri derivati da studi approfonditi sull’olio prodotto nel salento, migliora la circolazione mantenedo una temperatura costante grazie ad un tipo di gelatina estratta dallo scarto degli alberi d’ulivo.

Realizzazione : pellame prodotto nel salento; sottopiede a doppio strato ermetico con cuscinetto contenente la gelatina d’olio; design classico – sportivo; traspirabilità tipo Geox.

Sviluppo nei settori : agricoltura – allevamento – industria delle calzature – servizi

 

Logicamente tutto dovrebbe essere studiato nei minimi dettagli.

Siti di interesse : www.artigiano.it - www.plastak.it - www.gelatine.org - www.pugliaisland.it/docs/it/art_rub/olive.htm

 

                                                           MAURO PLANTERA