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31 Maggio – Memoria del miracolo di San Giovanni Elemosiniere, patrono di Casarano.

 

Notoriamente, maggio è il mese dedicato alla Madonna, ma per i Casaranesi assume una doppia valenza in quanto, nello stesso mese, si celebra il patrono San Giovanni Elemosiniere. Due gli appuntamenti che caratterizzano il mese; il primo, durante la terza settimana di maggio, in cui si festeggia il patrocinio del Santo sulla città, il secondo commemora il famoso miracolo avvenuto il 31 maggio 1842. E in quest’ultima ricorrenza, si ripete il rito della processione di ringraziamento, con la statua titolare, sulla quale viene applicata la reliquia del fazzoletto impregnato di sudore, fuoriuscito, in circostanze prodigiose, dal viso del Santo. Il decreto del miracolo, redatto il 10 ottobre 1842, narra che, per tutto il mese di maggio di quell’anno, il circondario di Casarano fu colpito da violente e disastrose piogge torrenziali che minacciavano i raccolti e la vita stessa delle popolazioni. Il 31 maggio, Don Giorgio Romano, arciprete della Chiesa Madre, vedendo in quelle calamità atmosferiche, un castigo di Dio, spinto da una forza arcana, come egli testimoniò, fece organizzare una processione di penitenza con la statua di San Giovanni Elemosiniere. Giunti alla periferia del paese, vicino al Calvario monumentale, mentre i neri nuvolosi si addensavano in cielo, all’improvviso il viso del Santo divenne pallido e cominciò a sudare. Una giovane donna, togliendosi il fazzoletto dal capo, corse ad asciugare il viso ma il sudore diveniva sempre più abbondante. Le nuvole cariche di pioggia cominciarono a diradarsi, lasciando spazio al sole. Ma il prodigio non si fermò qui. In chiesa Madre, alcune anziane persone, rimaste li per attendere il ritorno della processione, udirono provenire dalla nicchia del Santo, alcuni colpi di vetro come se vi cadesse della grandine. Il miracolo fu dichiarato autentico, grazie alle testimonianze di persone forestiere e fu disposto di celebrare, ogni 31 maggio, la processione con la statua miracolosa e di sostare sul luogo del miracolo per il canto del Te Deum.

Rispettando, le prescrizioni ecclesiastiche e, soprattutto, per rinnovare le tradizioni dei padri, i Casaranesi, in questa ricorrenza, festeggiano il loro amato Patrono con particolare devozione.

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A cura di     "Casarano nostra"