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Scoperto un errore negli affreschi di Casaranello: San Giorgio non c'è proprio
E' San Nicola il santo misterioso

di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 22/02/04

 

 

Gli affreschi presenti nell'abside della chiesa di Casaranello hanno finalmente una chiara identità. La piccola chiesa di Santa Maria della Croce, infatti, nonostante sia ormai da anni al centro dell'interesse degli studiosi per il suo inestimabile valore artistico, contiene al suo interno una serie di testimonianze la cui importanza, sebbene sia offuscata da quella delle rappresentazioni musive, risulta essere di primo piano soprattutto sotto l'aspetto storico-culturale. Ed è proprio tra queste manifestazioni «minori», spesso trascurate dagli stessi esperti, che si nasconderebbe un «grossolano errore di identificazione».
I santi del dittico posto a decorazione della parete sinistra dell'abside, conosciuti come «affreschi di Giorgio e Demetrio», in realtà sarebbero san Nicola, e non san Giorgio come un errore di interpretazione aveva fatto pensare, e san Demetrio. Giorgio e Demetrio, infatti, altro non sono se non i committenti dei due affreschi e non i santi raffigurati.
A fare la scoperta, sulla base di «labili tracce di iscrizioni esegetiche», è stato il giovane ricercatore Stefano Cortese di Melissano, appartenente al gruppo di ricerca della cooperativa Lytos. Stefano, che nonostante la giovane età vanta all'attivo diverse pubblicazioni ed interessanti scoperte in campo archeologico, sarebbe riuscito ad interpretare i caratteri greci visibili, sia pure con molta difficoltà, accanto ai due santi.
L'affresco bizantino, i cui elementi iconografici confermerebbero l'ipotesi interpretativa di Stefano, è databile, presumibilmente, al secolo XII, l'età delle crociate.
Un'ulteriore scoperta del giovane studioso è relativa ad un affresco «mozzato» presente sulla parete destra dell'abside. «Si tratta - dice Stefano - di un modello bizantino noto come Cristo "Nymphos", cioè Sposo della Chiesa e non, come vorrebbero alcuni, del battesimo di Cristo o del Cristo risorto». A conferma di ciò ci sarebbero, anche qui, precisi riferimenti iconografici, come la scala, il pellicano e la croce presenti nell'affresco.
Si tratta di due delle tante scoperte ad opera del gruppo di ricerca Lytos che, a breve, saranno oggetto di pubblicazione. Tra l'altro non va sottovalutata la portata di queste scoperte che, se confermate, comporteranno l'aggiornamento di tutti gli studi relativi agli affreschi della Chiesa.