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 OSTAGGIO UCCISO: UCCISO QUATTROCCHI, APPELLO DI STEFIO

Fabrizio Quattrocchi, l'ostaggio italiano ucciso in Iraq BAGHDAD - Fabrizio Quattrocchi, ex panettiere di 36 anni, originario di Catania ma residente a Genova, uno dei quattro italiani presi in ostaggio domenica in Iraq, e' stato ucciso. La conferma e' venuta nella notte dal ministro degli Esteri Franco Frattini, due ore dopo l'annuncio della televisione satellitare del Qatar al Jazira dell'assassinio di un ostaggio italiano.
Comprensibile il dolore in via Lagustena 21, a Genova, dove nell' abitazione della sorella della vittima si e' riunita la famiglia, dal primo momento chiusa in un impenetrabile silenzio. Particolarmente provata e' l'anziana madre della vittima, Agata Raimondo, che e' stata assistita da un sanitario della guardia medica.
Dopo la conferma della morte di Quattrocchi il padre di Salvatore Stefio, Angelo, ha rivolto un appello a tutti gli italiani: 'Chiedo a tutti di scendere in piazza per fermare tutto questo. Io lo sto facendo, tenendo in mano la bandiera italiana'. Per Stefio 'non e' giusto che la gente vada li' a lavorare e invece trova la morte'.
'Hanno spezzato una vita, non hanno incrinato i nostri valori e il nostro impegno per la pace', ha cosi' reagito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E Frattini ha affermato: 'Siamo in Iraq e vogliamo far capire che l'unica strada possibile e' una strada di pace e per fare questo dobbiamo rimanere in Iraq per garantire un minimo di sicurezza: questo e' indispensabile'.
I sequestratori - le Falangi Verdi di Maometto - hanno minacciato di uccidere anche gli altri tre, Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana, se le loro richieste non verranno accettate. I rapitori chiedono le scuse del primo ministro italiano, diffuse dalle catene satellitari arabe, 'per l'oltraggio ai musulmani e all'Islam', il ritiro delle forze italiane dall' Iraq, secondo un calendario preciso, e la liberazione degli imam delle moschee e dei predicatori arrestati in Iraq.
Il leader della Margherita, Francesco Rutelli ha invitato all'unita': ''In questa materia non ci possono essere polemiche tra maggioranza e opposizione'' perche' ''in questa vicenda non si puo' accettare il delirio e il ricatto di queste bande''.

LE ALTRE REAZIONI DAL MONDO POLITICO
Se per il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord Roberto Calderoli ''siamo di fronte a una guerra dichiarata e forse non e' piu' sufficiente una missione di pace'', per il coordinatore di An Ignazio La Russa ''e' il momento di tenere i nervi saldi''.
Il Presidente della Commissione Esteri della Camera Gustavo Selva (An) ha invitato ''tutti i paesi civili'' ad ''unirsi per combattere bande criminali e terroristiche''.
Per l' opposizione e' intervenuto da Stoccolma il segretario dei Ds, Piero Fassino: ''Un assassinio barbaro e atroce, di fronte al quale la coscienza di ognuno si ribella e che conferma la necessita' di una lotta senza quartiere al terrorismo''. Il leader della Margherita ha sottolineato che ''su questa materia non ci possono essere polemiche tra maggioranza e opposizione''.

15/04/2004 05:30
 


fonte ANSA