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PARABITA: CONSEGNA DEGLI APOLLO D’ARGENTO
Di Maria Campeggio, Parabita 31/01/2006

   campmary@libero.it

Recentemente presso l’atrio del Palazzo Comunale di Parabita,  si è tenuta la cerimonia di premiazione di  tre giovani parabitani che si sono distinti nel campo  della ricerca e dell’arte. La manifestazione rientra  nell’ambito

di altre iniziative denominate Incontri d’Archivio e organizzate dall’Archivio Storico Parabitano, a cura del suo Presidente Prof. Aldo D’Antico. D’altronde sono  anni ormai che l’Archivio Storico si fa promotore sul territorio di vari incontri dedicati alla cultura intesa nel senso più ampio del termine.

In questa occasione sono stati consegnati gli Apollo d’Argento. Trattasi di fusioni in argento che riproducono una moneta che si fa risalire all’88 a. C., e ritrovata grazie agli scavi archeologici effettuati  nell’antica Bavota, ritenuta il primo insediamento dei Parabitani e i cui resti si trovano un po’ più a nord dell’attuale dislocazione geografica di Parabita.

La moneta reca su un lato lo stemma civico della città, ma al posto dell’ Angelo troviamo un uccello; dall’altro lato invece  è incisa la testa di Apollo, che l’arte romana rappresentava più di ogni altro dio, perché considerato modello di perfezione fisica e ispiratore delle arti, nonché, agli inizi, dio della medicina.

Coincidenza ha voluto che fosse consegnato a chi si occupa proprio di arte e di ricerca e  dalle  mani di altrettante prestigiose  figure che operano in questi campi.

Alessandra Ferramosca, una dei tre premiati,  svolge le sue ricerche presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali presso l’Università di Lecce col Prof. Vincenzo Zara, convocato dall’Archivio per la consegna del premio  alla sua collaboratrice parabitana.

Altrettanto è avvenuto per Biagio Fersini, scenografo e regista diplomatosi presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, premiato dal noto regista  Edoardo Winspeare.

E infine l’Archivio Storico ha voluto premiare Antonio Romano, ricercatore e docente presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Torino; la targa a lui dedicata con l’Apollo d’argento gli è stata consegnata dal Prof. Giovan Battista Mancarella, docente, anch’egli come Zara, dell’Università di Lecce.

Sono intervenuti il Sindaco di Parabita, dott. Adriano Merico, e l’Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione, Salvatore Capone.

A fine serata il Sindaco ha omaggiato Zara, Winspeare e Mancarella con la consegna di un calco che riproduce una delle due Veneri, ritrovate durante un’esplorazione  in una grotta preistorica presso il territorio dell’attuale Parabita.  Si tratta di due statuine di dimensioni diverse che rappresentano la donna in stato di gravidanza e appartenenti all’era del  Paleolitico Superiore. Sono dette le “Veneri” e da esse ha preso il nome la grotta in cui sono state rinvenute.

La serata in cui si  è voluta   riconoscere l’intelligenza   di persone che con il loro impegno fanno onore alla città di Parabita, è stata anche organizzata, come ha sottolineato Aldo D’Antico,  perché il sapere e la conoscenza non vengano schiacciati dalle omologazioni cui ci“costringono” i mass-media e perché si valorizzi sempre più il patrimonio storico e culturale per il quale Parabita recentemente da paese è stata “eletta” dal Presidente della Repubblica Ciampi, città.