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Candela

di Maria Campeggio, Parabita 20/12/2005

   campmary@libero.it

 

 

Sono candela

che un misero soffio ha spento,

ondeggiante per poco

ora il rigagnolo di fumo

mi schernisce

come  il miserabile

che ha soffiato.

Luna piena implacabile,

no che non ha sentito lo strappo

impera e continua a guardare.

Se avessi avuto un cuore di metallo

se una palla lo avesse colpito e rimbalzato…

no, avevo un cuore bollente di sangue

e  adesso i  labbri delle ferite

ancora non cuciti.

Il Nulla

ha rubato

il mio Tutto annullandolo;

non  Amore, non  Passione…

Vuoto.

Brucio nella calca soffocante

e grido muta

contando  i giorni del supplizio

e agognante quelli che mi separano dal baratro.