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Senza pietà

di Maria Campeggio, Parabita 14/11/2005

   campmary@libero.it

 

 

A noi

Cristi dalle carni squarciate

che ancora gridano dolore

A noi

che abbiamo inchiodato i quattro legni

delle nostre bare

ricavati dagli alberi dell’ipocrisia

A noi

che cavalcando siamo caduti

e mentre alle nostre spalle un riso di iena

imbrattava l’aria

un ruggito animale usciva

dal nostro petto

A noi

contorti dalla nostra Via Crucis interminabile

pietà non v’era

che ci conducesse presto via

al Calvario

per ucciderci  già uccisi

e dare in pasto agli avvoltoi le carogne

A noi

dai cuori marciti

scuciti

senza nemmeno l’odio a riempirli

e vuoti di tutto

nel vuoto avremmo volato…

senz’ali.