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UNA SOLA LACRIMA

di Marcello Papaleo, Casarano 11 giugno 2002 ore 14.52

 papaleomarcello@libero.it

 

Credo che stringendo stringendo non andrò mai incontro al sole,

le braccia ossute di signorina morte, oh vecchia signora…

ormai non ricordo più! All’angolo di ogni strada, al buio,

vorrei parlare di te sotto il più bel lampione di questa città ricca di pioggia.

Mio padre, grand’uomo  che è sempre stato, m’ha portato

la prima volta da una vecchia obesa che fece per me un intruglio di erbe,

fragole, succhi gastrici e quant’altro signori miei, signor poliziotto…la prego di capire…

 

Rotola lontano da me questa vitalità, ed un respiro d’amorosi sensi

che non mi lascia da quando t’ho vista,

la prima volta non è stata che una qualsiasi giornata,

piovosa e comune ma…ricca di ogni golosità…

e sei la più bella che porta indosso le mie lacrime, ma non posso dirlo!

Padre! Vieni a portami un sorso d’acqua,

qui è tutto rabbioso, un signore in nero m’ha negato una gioia e lei…

 

Mia signorina complicità, perderei gli occhi pur di averti con me!

Ed altro che piovose città e solari persone, che in fondo non sai neppure se sono quel che credi,

Io, rabbioso, solare e stupido,

dipingerei santi e crocifissi purpurei sulla strada

che porta all’acquiescenza ed è, ma non posso dirlo,

la cosa più difficile da fare ma…

Sei la più bella che portò indosso un vestito di lacrime.