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La Ravera, il cibo ed il Salento....

Casarano, 14/04/04

mastrogandalf@yahoo.it

 

Qui nella periferia dell'Impero, ho spesso notato che i nostri concittadini si crogiolano (specialmemte nei bar e nelle piazze) in problemi di realpolitik e geopolitica (ma si sa, la droga dopo un pò non da gli stessi effetti....) spesso architettando teoriche e geniali soluzioni ai conflitti mondiali, infatti, parafrasando il povero Cesare Marchi: " Siamo tutti strateghi", o come va di moda dire durante i Mondiali o gli Europei di calcio (nei famosi bar sopra citati): "in Italia siamo tutti commissari tecnici".

Così, mentre tutti parlano di guerre e di ipotetici aspiranti-sindaco e politicanti dalle solite facce, con le solite parole rituali, con i soliti programmi e con la solita ipocrisia, vorrei approfittare del suo simpatico sito per lanciare un goliardico, ma allo stesso tempo serissimo input alla riflessione (non di sola guerra e neosindaci vive il lettore [...ed il sito] ndr) tra i lettori di questa porzione di Salento per tentare di dare un pizzico di pepe nella dialettica locale.

Ciò premesso ecco la "stravagante provocazione": 

Dei peccati capitali o se preferite, i sette vizi che portano alla perdizione, la Gola e la Lussuria sono i più vicini; molto carnali entrambi, e molto umani perché istintivi e legati ad esigenze fondamentali come la funzione riproduttiva (fare sesso) e la sopravvivenza (nutrirsi). Tra sesso e buona cucina, i legami sono profondi; basti pensare ai tanti piatti afrodisiaci ora di gran moda... 

Che tra le prostitute ed i cuochi (ovviamente di livello) vi fosse affinità fin'ora non ne ero molto cosciente. A portarmi a conoscenza di questa intrigante "liason" è stato un articolo di Lidia Ravera (la notissima giornalista e scrittrice, autrice tra gli altri dell'epocale "Porci con le ali") a favore della libertà di prostituzione per donne, uomini e transessuali, pubblicato in uno dei primi numeri di "MICROMEGA" dello scorso anno.

 La Ravera, che reclama per ogni individuo la possibilità di offrire piacere vendendo sesso (e quindi istigando alla Lussuria), si chiede perchè non siano stati chiusi, insieme ai bordelli nel "tragico" settembre del 1958, anche molti ristoranti dove non si cucina per la sopravvivenza, bensì per il solo piacere, istigando così al vizio della Gola, un peccato capitale! Perchè il cuoco, come la prostituta, da parte di sé per far provare piacere. Lavora - dice la Ravera - affinché altri traggano godimento proibito, dal suo impegno. Il cuoco di un ristorante di livello non mangia il suo prodotto, ma lo offre, come la prostituta da il suo corpo, per provocare solo ed esclusivamente piacevolezza.

E' un bella provocazione il pezzo della Ravera che si chiede, facendo riferimento alle recenti polemiche contro la prostituzione, se effettivamente non sarà colpita da mannaia anche la ristorazione, che provoca "vizio e perdizione".... In tal caso, il cordon blue o il ragù coi minchiareddhi (ci venga scusato l'ardito accostamento, visto l'argomento trattato) si potranno gustare solamente nei viali periferici delle nostre città, a notte inoltrata, vicino ad un copertone di auto che brucia, stando attenti alle sirene delle forze dell'ordine pronte ad intervenire perchè il vizio non dilaghi (e chi avvertirà le nostre nonne che i minchiareddhi potrebbero essere considerati "corpi del reato" e dunque sconvenienti da impastare.....). Qualche spirito illuminato potrebbe fare ancora meglio, unendo i due peccati, la Gola e la Lussuria. Che ne pensate di aprire - o riaprire - ristoranti con boudoir ??!!

Con la speranza di aver regalato un sorriso ed uno spunto alla riflessione "insolito", caro Direttore le giunga il mio augurio di un sempre proficuo e stimolante lavoro.

Ad maiora

 Mastro Gandalf