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AZIONE DEMOCRATICA NON CREDE CHE IL PIT 9 PORTERA' DEI BENEFICI

 

di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, Casarano 10/06/05

 

 

“Il Pit 9 è ormai uno strumento vecchio che non può rilanciare, così come è modulato, lo sviluppo economico del basso Salento”. Lo sostiene, con un comunicato stampa diffuso ieri, il movimento politico “Azione Democratica”, schierato nel centro-sinistra. Secondo l’associazione, il Pit 9 sarebbe uno strumento “inefficace, enfatizzato, misterioso” e che richiederebbe un ripensamento da parte della Regione Puglia per garantire la qualità della spesa. All’indomani dell’avvio della fase operativa del Pit 9, annunciato dal Comune di Casarano, ente capofila del grande progetto, quello di “Azione Democratica” è il primo commento politico sull’argomento.

“I circa 20 milioni di euro di spesa annunciati – attacca Ad nella nota, firmata dall’ex assessore Giovanni Coletta – non riguardano il sistema delle imprese ma, come si evince dal prospettato di cofinanziamento dei comuni, si tratta di qualche opera pubblica, forse importante, che non incide strutturalmente sulla situazione economica di questa area. Da questo ne derivano tutti i limiti di uno strumento vecchio per problemi nuovi – osserva Coletta – infatti il Pit, pensato prevalentemente per il Tac, va a scontrarsi con la progressiva scomparsa delle imprese e quindi con l’assenza dei soggetti su cui si doveva intervenire per determinare nuove condizioni di sviluppo”.

“Siamo convinti – prosegue la nota – che il Pit 9 è ormai uno strumento inefficace ad affrontare i problemi di un’area che rasenta ormai il sottosviluppo, e che ha bisogno di nuova industrializzazione in settori diversi da quelli tradizionali. Per questo crediamo che questo strumento, insieme ad altri dell’intervento comunitario, debba essere rimodulato alla luce della nuova realtà, questo compito spetta in primo luogo alla Regione, se veramente  vuole attuare, quello che è stato detto in campagna elettorale e quindi una nuova  qualità e produttività della spessa pubblica. In caso contrario – conclude Ad – c’è il rischio reale che le risorse del PIT siano  inutilizzabili  o, nel migliore dei casi, sperperate senza nessuna ricaduta sul territorio”.