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LA COORDINATRICE DI FORZA ITALIA

CRITICA IL RISULTATO DEI LAVORI CHE SI STANNO DELINEANDO

IN PIAZZA DIAZ

di Enzo Schiavano, dal Quotidiano del 13/05/05

 

“Ribattezziamo piazza Diaz e chiamiamola piazza della Vergogna”. E’ durissimo il giudizio di Forza Italia sul risultato dei lavori della piazza centrale della città. Il coordinamento comunale del maggior partito dell’opposizione non ha aspettato nemmeno la chiusura del cantiere e, rompendo gli indugi, ha deciso di intervenire in modo molto pesante nel dibattito con un documento che farà sicuramente discutere e che, con un volantinaggio, sarà distribuito da oggi ai cittadini. Con un foglio “artigianale” ricorda la storia dell’appalto; attacca l’esecutivo; deplora il comportamento dell’ex “Comitato per la protezione dei basoli”; dispensa suggerimenti ormai inutili.

“Con i lavori appaltati ad agosto 2004 – si legge nel documento – e con l’impresa aggiudicataria che invece di consegnare i lavori, sotto Natale, chiedeva la rescissione del contratto, si è arrivati, a ridosso della festa patronale, con un appalto che non si sa sulla scorta di quali criteri sia stato riassegnato , che si sta completando tirato per i denti e, soprattutto, con risultati che vanno al di la di ogni immaginabile decoro. Ci rifiutiamo di pensare – prosegue il volantino – che le indiscusse professionalità che dirigono la Soprintendenza ai Monumenti della Puglia abbiano potuto approvare tale scempio”.

“Pertanto – sostiene la segreteria di Fi – ci sentiamo di supporre che quanto si sta realizzando nella piazza centrale di Casarano sia il frutto di imperizia ed approssimazione imputabili solo a chi direttamente avalla quanto realizzato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti coloro che ogni giorno attraversano la piazza e sconsolati si sforzano di capire il senso di quanto si sta realizzando”. Forza Italia non si limita tuttavia a disapprovare l’intervento, ma suggerisce, anche se è ormai inutile, la linea che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto seguire.

“In un intervento di recupero dei basoli – continua il documento – buona norma avrebbe imposto che vi fosse un preventivo rilievo fotografico per memorizzarne l’orditura, ed una preventiva numerazione delle pietre che avrebbe permesso una altrettanto precisa ricollocazione delle stesse. Si dovevano recuperare i basoli ed invece una grossa percentuale di questi sono stati tagliati, frammentati e posizionati nell’inutile tentativo di ricostituire una maglia che orami non esiste più. Si doveva lasciare inalterato il disegno preesistente, ma tutto sembra già irrimediabilmente compromesso a causa della compromessa planarità della superficie e per la discutibile scelta di posare i basoli con il cemento che evidenzia già la formazione di zone concave di accumulo dell’acqua”.