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POLITICA IN FERVENTE MOVIMENTO

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 13/02/05

 

Giorni di fuoco in vista delle regionali: mentre Azione Democratica si schiera con Vendola, marcando così la distanza da «Casarano Amica», ieri Saverio Congedo era in città al fianco della commissaria Matilde Macchitella, mentre oggi pomeriggio alle 17.30 è in programma la festa del tesseramento dei Ds e domani tocca al candidato presidente del centrosinistra Nichi Vendola, che incontrerà i cittadini alle 15 presso l’auditorium comunale.

Azione Democratica? «Né con Fitto, né con Venuti»; se Leda Schirinzi e Francesco Capezza appoggiano Raffaele Fitto, l’associazione presieduta da Mina Schito chiarisce di «non condividere quelle scelte politiche» e che con Casarano Amica «non c’è alcuna affinità e percorso politico comuni». È il divorzio definitivo tra le due anime dell’«area Schirinzi»: alla sua nascita Azione Democratica dichiarò di riconoscersi nella figura della dirigente sanitaria, ora però la distanza appare incolmabile. Solo «un accordo programmatico, contingente e non strategico» era stato stretto con Forza Italia nelle ultime comunali, per la Schito che considera «ovvio il nostro appoggio al candidato regionale del centro-sinistra». Il dissenso con la Schirinzi non si traduce però in un consenso a Venuti. «Questa decisione – dice la Schito – non attenua la nostra critica al centro-sinistra di Casarano, che nella sua pratica di governo si dimostra incapace di essere all’altezza dei problemi della città». Sull’altro fronte Congedo, candidato alla riconferma come consigliere regionale per An, si schiera al fianco di Matilde Macchitella, e per farlo ricorre ad una metafora. «Negli ultimi periodi – dice Congedo – in Alleanza Nazionale a Casarano si respirava un’aria stantia, consumata e irrespirabile; era pertanto indispensabile porre fine a questa situazione aprendo porte e finestre del partito perché entrasse aria fresca e salubre». L’elezione della Macchitella e la sua successiva nomina a commissario è «l’avvio del nuovo corso», secondo Congedo, che porta «aria fresca e luce nuova», mentre il ricorso di Emanuele Legittimo viene bollato come «un tentativo troppo burocratese e per certi versi insensato di sbarrare porte e finestre al necessario cambiamento».