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LA REGIONE NON CONCEDE IL FINANZIAMENTO CHIESTO DAL COMUNE

PER FARE DI PALAZZO D'ELIA LA SEDE DEL POLO TECNOLOGICO DEL PIT 9

di Enzo Schiavano, dal Quotidiano del 06/05/05

 

La Regione Puglia ha definito “non ammissibile” al relativo finanziamento il progetto, presentato dal Comune di Casarano, di recupero e di rifunzionalizzazione di Palazzo D'Elia da destinare a Polo Tecnologico, come previsto dal Piano Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico, e incluso tra gli interventi del “Pit 9”, che dovrebbe sostenere il rilancio economico del Salento. La comunicazione è stata notificata a Palazzo dei Domenicani lo scorso mese di aprile con una nota del settore “Programmazione Nucleo di Valutazione Verifica degli investimenti pubblici” presso la regione. Il Comune rischia di perdere un finanziamento di 3.855.546 euro e, naturalmente, la sede della prestigiosa struttura.

La motivazione dell’ufficio regionale è stata la seguente: "Non essendo possibile ricondurre la proposta alla Convenzione dei comuni ricollegata al Pit 9, soggetto proponente può essere considerato solo il Comune di Casarano che, pertanto, non è legittimato a presentare la richiesta di finanziamento avendo una popolazione dichiarata di 20.358 abitanti, inferiore al limite minimo di 30.000 abitanti previsto per i singoli Comuni dall'Avviso Pubblico per le modalità di presentazione delle domande”. In sostanza, secondo i burocrati della Regione, la proposta doveva essere fatta dai 69 comuni del Pit 9, che insieme superano di gran lunga il criterio minimo previsto dei 30.000 abitanti, e non dal solo Comune di Casarano che manca il suddetto criterio della popolazione.

Palazzo dei Domenicani, però, contesta questa interpretazione dell’avviso pubblico fatta dagli uffici regionali. L’esecutivo, infatti, ritiene che tale provvedimento “risulti ingiustificato e provochi notevoli disagi e ripercussioni sulla realizzazione dei progetti finalizzati al miglioramento del patrimonio immobiliare comunale” e per questi motivi, con la recente delibera n. 89/2005 della giunta municipale, ha deciso di ricorrere al Tar di Lecce, conferendo incarico legale all’avv. Giuseppe Mormandi “affinché intraprenda ogni azione utile a salvaguardia delle ragioni, interessi e diritti dell'Ente nei confronti della Regione Puglia”.

Il Polo Tecnologico di Casarano, così come previsto dal Pit 9, è uno dei tre poli tecnologici che sorgeranno in Puglia, previsti dal Piano regionale della ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. La struttura avrà il compito di supportare la diffusione dell’innovazione nel sistema produttivo locale Ionico-Salentino, considerato prioritario dalla programmazione regionale. La nuova istituzione, opportunamente attrezzata e dotata tecnologicamente, permetterà di soddisfare la domanda d’innovazione delle imprese salentine con particolare riferimento nei settori tessile, abbigliamento e calzaturiero (Tac) e della lavorazione della pietra. Sarà, insomma, un centro di ricerca che avrà un ruolo fondamentale per le aziende.