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Mobilità, esplode la protesta
L'Inps assicura: «Spettanze arretrate entro il 20 febbraio»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 08/02/05

 

I pagamenti della mobilità tardano ad arrivare e i lavoratori protestano. Ieri mattina un gruppo di dipendenti in mobilità di varie aziende ha dato «l'assalto» alla sede Inps di Casarano: nel mirino i ritardi dei pagamenti dell'ammortizzatore sociale che garantisce un sussidio ai lavoratori licenziati dalle imprese. Se il gruppo di lavoratori in agitazione non era foltissimo (circa 35) sono invece impressionanti i numeri di chi beneficia della mobilità nella sola area di Casarano: 2.250 persone che percepiscono circa 700 euro al mese; le mensilità di dicembre 2004 e gennaio 2005, però, non sono state versate dall'Inps, ragion per cui i lavoratori sono entrati in fermento. Ricevuti dal direttore dell'Inps, Vittorio Liguori, i manifestanti hanno spiegato il proprio disagio. «Come si fa - hanno chiesto - a pagare le bollette, i mutui, il cibo per i figli se non ci viene dato quanto ci spetta? La nostra condizione è già difficile, se ci si toglie la certezza di quello che lo Stato ci dà, viene meno anche la dignità di persone». Toni pacifici e amareggiati, più che bellicosi, a cui ha fatto fronte la risposta del direttore dell'Inps. «Capisco anche dal punto di vista umano il problema - ha detto Liguori alla delegazione di lavoratori - e i ritardi dei mesi di dicembre e gennaio vanno imputati alle disposizioni centrali, che ci impongono di chiudere i pagamenti entro la fine dell'anno. Posso però rassicurare tutti: entro l'11 febbraio verranno liquidati i pagamenti di dicembre e entro il 20 febbraio anche quelle del mese scorso». Lo stesso direttore, inoltre, ha promesso alla delegazione la modifica dei meccanismi interni dell'Inps, in modo da assicurare pagamenti puntuali alla scadenza del mese. Problema risolto, insomma? Forse sì, ma di certo i lavoratori promettono di non fermarsi qui: è in programma la costituzione di un comitato dei lavoratori in mobilità e in cassa integrazione. Il problema (lo si vede dai numeri) è drammatico e l'emergenza potrà solo aggravarsi quando gli ammortizzatori sociali termineranno. Particolarmente grave, poi, è il problema per chi aspetta ancora i primi pagamenti: nel gruppo di lavoratori, ieri mattina, c'era chi sventolava la lettera di licenziamento datata luglio 2004. «Da allora - dice - non ho ancora ricevuto niente». Nel caso dei primi pagamenti, però, ad intervenire deve essere la Regione Puglia, uno degli obiettivi del costituendo coordinamento dei lavoratori in mobilità.