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GUERRA ALL'OMBRA DEL CAMPANILE

Scoppia il caso Udeur. Il capogruppo Amedeo Sabato si astiene e polemizza con Zompì

 

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29/05/05

 

 

All’una di notte va a fuoco il Campanile. Succede quando, durante la dichiarazione di voto, il capogruppo dell’Udeur Amedeo Sabato si astiene sul bilancio, uno degli atti più importanti della vita amministrativa, chiedendo alla maggioranza «un segnale di attenzione» per il suo partito (che ha per simbolo un campanile). «Non sono contrario al bilancio - dice - l’assessore ha fatto un ottimo lavoro ascoltando tutte le associazioni e i soggetti, ma non ha dato la stessa opportunità all’Udeur, che aveva una serie di proposte. Se non ci si permette di onorare il mandato ricevuto dagli elettori, il rapporto con la maggioranza diviene sterile e inutile». Interviene l’altro consigliere eletto nelle liste di Mastella, il presidente del consiglio Paolo Zompì, che afferma il suo voto favorevole «per lealtà verso la maggioranza» e invita il suo capogruppo a ripensarci. «Qualche carenza, di forma o di sostanza - dice - può esserci, ma presumo che possa essere corretta nel procedere amministrativo». Ma quando Sabato chiede di intervenire «per fatto personale», Zompì non gli dà la parola. «Non è possibile farlo durante la dichiarazione di voto», afferma. Apriti cielo: le tensioni tra i due esponenti politici, che covavano sotto la cenere già all’indomani delle comunali e che si sono via via acuite dalla composizione della giunta (da cui l’Udeur è rimasta fuori) alle ultime regionali, esplodono. L’incidente consiliare si chiude lì, ma subito dopo partono le dichiarazioni di fuoco. «Non mi è stata data la possibilità di parlare - dice Sabato - contravvenendo a tutti i regolamenti. La verità è che il consiglio viene condotto in modo bulgaro: forse chi lo dirige dovrebbe dimostrare più rispetto umano specie quando è transitato in un partito che lo ha accolto salvandolo dal capestro». E’ gelida la replica di Zompì. «Ringraziamo per il salvataggio dal capestro - dice - ma se qualcuno pensava che ciò che io ho realizzato in termini di voti potesse servire solo per il risultato acquisito, dopo di che il sottoscritto poteva essere messo da parte, temo che sia stato tratto in errore». Zompì assicura di ricevere di continuo complimenti per la conduzione del Consiglio e ribalta l’accusa «bulgara» proprio su Sabato e sulla dirigenza cittadina dell’Udeur. «Bulgaro è il capogruppo - attacca - ci sono state tante possibilità di incontrarsi e parlare per discutere non solo del bilancio ma anche di altre situazioni: eppure nè lui nè altri ha ritenuto di invitarmi per decidere la linea del partito che abbiamo contribuito entrambi a supportare». A questo punto per Zompì la parola deve passare agli organi superiori. «La segreteria provinciale dell’Udeur - dice - convochi un incontro cittadino con la partecipazione di iscritti e simpatizzanti per chiarire la situazione». Lo scontro all’ombra del Campanile, insomma, è appena iniziato e il rischio è che faccia sentire i suoi effetti sull’intera maggioranza di centrosinistra.