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PRG: OGGETTO DI DISCORDIA NEL CENTRO SINISTRA

 

di Enzo Schiavano, dal Quotidiano del 07/06/05

 

 

Il Piano Regolatore continua ad essere fonte di divisioni all’interno del centro-sinistra. Ds e Margherita, i due principali gruppi che formano la maggioranza a Palazzo dei Domenicani, sarebbero ormai d’accordo sulla linea da adottare per definire l’ultimo atto prima dell’invio a Bari del Piano, dopo ben 5 anni dall’adozione. Diessini e diellini, infatti, voteranno le 244 osservazioni dei cittadini rimanenti in un unico atto, in contrasto con la posizione assunta dall’Udeur, la terza forza della coalizione, che proponeva un’analisi più dettagliata delle osservazioni.

Il Prg è oggetto di contrasto anche tra la maggioranza e “Azione Democratica”, movimento politico di centro-sinistra. L’associazione presieduta da Patrizia Carlino ha affisso sui muri della città un manifesto sull’argomento, dal titolo “Prg: altra occasione mancata per Casarano”, chiedendo alle forze di centro-sinistra se non sarebbe ora di aprire un confronto con la città, “sui limiti” della loro esperienza amministrativa. Il manifesto di Ad, dopo aver passato in rassegna le varie fasi dell’iter burocratico, ribadisce la propria posizione sull’intera vicenda, in particolare sulle “centinaia di concessioni edilizie rilasciate ai limiti della legalità, alcune di queste il giorno prima dell’adozione del Piano, compromettendone quindi le sue previsioni”.

Ad ritiene, tra l’altro, che “gli indici sul fabbisogno non corrispondono più alla realtà, in quanto – si legge nel manifesto – su un fabbisogno preventivato di circa 521.130 mc. al 2012, con le concessioni rilasciate prima dell’adozione e con quelle rilasciate dopo che sono decadute le norme di salvaguardia, si può stimare, con ragionevole approssimazione, per difetto, che sono stati realizzati circa 250.000 mc., molti di questi volumi al di fuori delle previsioni del Piano. A questo si aggiungono – prosegue il movimento – i 20.000 mc. se, per assurdo, dovessero essere accolte le osservazioni dei cittadini”.

Secondo l’analisi di “Azione Democratica” sarebbe evidente che il Prg adottato sia “ormai cosa diversa dalla situazione urbanistica reale della città”, decretando il “fallimento di una amministrazione comunale priva di cultura urbanistica, incapace di essere all’altezza dei problemi della città, la quale viene penalizzata e mortificata da giochi di potere e da interessi sul Prg nemmeno tanto nascosti”. Per Ad, “l’unica alternativa possibile al Prg è quella di iniziare un nuovo iter, sulla base della nuova legge urbanistica regionale, rivisitando la nuova situazione e adeguandone le previsioni”.