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Un Polo tecnologico a palazzo D'Elia
Sarà uno dei tre centri previsti in Puglia dal Piano regionale per la ricerca I lavori di sistemazione prevedono un investimento di due milioni 300mila

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29/01/05

 

 

Da dimora nobiliare del 1500 a «clinica della tecnologia» del ventunesimo secolo. Il futuro di Palazzo D'Elia, uno dei gioielli architettonici di Casarano, è scritto nel Progetto integrato territoriale 9 sul tessile - abbigliamento - calzaturiero. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha dato il via libera alla richiesta di finanziamento alla Regione Puglia per la ristrutturazione dello storico palazzo del sedicesimo secolo che ospiterà una delle più importanti previsioni del Pit: il Polo tecnologico, uno dei tre centri previsti in Puglia dal piano regionale per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Secondo il progetto presentato dal Comune per il bando regionale in scadenza il 31 gennaio, il restauro del palazzo costerà 2.300.000 euro, ma il Polo tecnologico, come previsto all'interno del Pit, sarà gestito da una società mista con un investimento pubblico - privato di quasi quattro milioni di euro (3.855.546 euro, per la precisione) e la partecipazione di enti pubblici, come l'Università di Lecce, e privati come il consorzio Copac, che opera nel settore economico del Tac. A cosa servirà, nella pratica, il Polo tecnologico? La «ragione sociale» della struttura sarà quella di canale di comunicazione tra le imprese del territorio del Pit 9 e gli enti di ricerca e sviluppo tecnologico. Sono previsti, quindi, seminari periodici rivolti ai manager per aggiornarli sulle più moderne invenzioni sia in fatto di materiali che di processi di produzione e di commercializzazione, ma anche visite dirette di esperti nelle ditte interessate per analizzarne il modello organizzativo e produttivo e poi suggerire miglioramenti. Una specie di «medico dell'innovazione», quindi, che effettuerà anche «visite a domicilio», ma che funzionerà anche nel senso inverso. L'altra importante funzione del Polo tecnologico, infatti, sarà quello di trasmettere a università e enti di ricerca le richieste delle aziende: l'intenzione è quella di aiutare la teoria ad essere vicina alla pratica, dando risposte alle domande di innovazione che, in un momento di crisi strutturale del Tac può essere la chiave vincente per battere la concorrenza internazionale. Nelle previsioni del Pit il Polo tecnologico nascerà all'interno del Cisi, nella zona industriale casaranese, ma una volta costituito sarà libero di traslocare; e l'intenzione del Comune è quella di ospitarlo nel «salotto buono» della città: Palazzo D'Elia