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UN VOTO DI CIVILTA' QUELLO SUL REFERENDUM PER LA PROCREAZIONE ASSISTITA PER LA CONSIGLIERA ALLE PARI OPPORTUNITA'

 

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29/05/05

 

 

Quello dei referendum del 12 e 13 giugno è «un voto di civiltà». Questo l’intervento della consigliera delegata alle pari opportunità, Antonella Barlabà, che a nome dei Democratici di Sinistra, invita tutti i cittadini «a votare e a votare sì ai quattro quesiti referendari». Per la consigliera diessina, infatti, «votare non è un fatto di coscienza, la coscienza non si regolamenta con le leggi, ma di civiltà e rispetto per i diritti di tutti». Per la Barlabà «astenersi significa decidere di non sapere e delegare ad altri decisioni fondamentali per la salute delle donne e dei malati, cioè di cittadini che spesso non hanno voce». E se votare è un dovere, secondo la consigliera, votare sì è opportuno in questo caso. «La legge 40 sulla fecondazione assistita - argomenta - rappresenta un grave passo indietro per l’Italia. Rimette in discussione conquiste del movimento per i diritti civili come la depenalizzazione dell’aborto. Impedisce l’uso di tecniche sperimentate da anni che hanno consentito a migliaia di coppie sterili di avere figli. Obbliga i medici italiani a pratiche che mettono in pericolo la salute delle loro pazienti. Impedisce alle donne di scegliere liberamente. Taglia fuori l’Italia da ricerche che promettono la cura per malattie che colpiscono milioni di persone. Impedisce alle coppie portatrici di gravi malattie di avere figli sani in quanto non sono ammessi test genetici (la cosiddetta diagnosi preimpianto) necessari per rilevare eventuali malformazioni o malattie ereditarie e prevenire così la scelta sofferente dell’aborto». L’esponente diessina, quindi, conclude con un «invito accorato» rivolto a tutti i cittadini e in particolare alle donne: «informarsi, informare e votare quattro volte sì».