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A PROPOSITO DEL DIFENSORE CIVICO

di Francesco De Vita, Casarano 12/03/05

 devitafrancesco@virgilio.it

 
Apprendo dalla stampa che è stata avanzata la proposta, affinchè il Difensore Civico possa essere eletto dai Cittadini.
Pur considerandola una proposta di larga partecipazione democratica, interpretando alla lettera quanto dispone lo Statuto Comunale della Città di Casarano (che rilevo dal sito ufficiale del comune), è da notare però che, tale potere, spetta esclusivamente al Consiglio Comunale.
 
Ecco quanto dispone l'ART. 48 - L'elezione del Difensore Civico
  1. Il Difensore Civico è eletto dal Consiglio comunale a maggioranza dei due terzi dei componenti, tra i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali di Casarano di provata esperienza, moralità, professionalità, imparzialità, competenza giudirico-amministrativa e che abbiano maturato i 30 anni e non abbiano superato i 65. Se dopo le due prime votazioni non viene raggiunta la maggioranza dei due terzi si procederà a una terza votazione e risulterà eletto il candidato che avrà raggiunto la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
  2. Si applicano al Difensore Civico le cause di ineleggibilità e di incompatibilità previste dalla legge 23 aprile 1981, n. 154 per il Consiglio comunale.
  3. La votazione avviene per scrutinio segreto.
 
A questo punto risulta naturale avanzare un'osservazione sia tecnica che legale:
 
Se l'eventuale consultazione popolare dovrà individuare un numero massimo di nomi,  da sottoporre comunque al Consiglio Comunale che, a sua volta, procederà alla scelta e quindi all'elezione attraverso la "votazione a scrutinio segreto", sostanzialmente non si contravviene al disposto dello Statuto.
 
Se invece, la consultazione deve individuare un solo nome da sottoporre al Consiglio Comunale, il potere elettivo, di fatto, passerebbe dal Consiglio Comunale alla Cittadinanza, privando l'Organo Supremo di un diritto/potere  contemplato dallo Statuto e riservandogli un sostanziale potere di "ratifica" ma che sarà possibile, senza il rischio di invalidare l'atto, previa apposita modifica Statutaria.
 
Certo di aver offerto un momento di riflessione, mi rimetto ad ogni valutazione, considerazione e decisione di coloro i quali, professionalmente, sono più edotti in Diritto Amministrativo.
 
Francesco De Vita