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A torto o ragione

di Francesco De Vita, Casarano 18/11//2005

 

 
"Piccole botteghe in crisi per la grande distribuzione"; "Azienda costretta ed emigrare perchè non gli è stato assegnato un lotto sulla zona industriale" "Centro storico vespasiano pubblico" e  "La Carovana antimafia in Città".
 
Anche se tali notizie sono state pubblicate in giorni diversi dalla stampa locale, va notato che tra esse esiste un comun denominatore individuabile, in una carenza di prospettive che in questi anni ha caratterizzato l'Amministrazione Comunale (ricordando a qualche consigliere che intende rivolgere all'Ente un'invito a recepire le sue indicazioni che, per A.C., si intende l'organizzazione tra il Sindaco, la Giunta, le Commissioni nonchè il Consiglio Comunale di cui egli stesso ne fa parte).
 
La questione del piccolo commercio sia nel "Mercato Comunale" e sia nel "Settimanale di Contrada Botte", nonostante i vari disagi dovuti al traffico, alla carenza di parcheggi ed alle precarie condizioni igieniche in cui si sono lasciate svolgere delle attività sotto l'egida dell'Ente Comunale, non è mai stata affrontata con determinazione, ma non sappiamo se per carenza di volontà o di competenza dall'A.C., visto che a sua volta pretende, in quanto ne ha i poteri, che in occasione di manifestazioni, sagre o per il rilascio di licenze a strutture meramente private, il tutto sia fatto a norma di legge e certificato dall'ASL. (a titolo di cronaca si fa notare che due dirigenti ASL, siedono proprio tra i banchi dell'A.C. con ruoli opposti, l'uno come sindaco e l'altra come consigliera di minoranza ma forse non di opposizione).
Sarebbe opportuno anche comprendere perchè l'A.C. si accanisce nella competizione al rialzo, per l'acquisto dell'Araldo, forse per farne favole cinematografiche e non si sia attivata, già a suo tempo e con altrettanto entusiasmo, nell'acquisto dello stabile ex Consorzio Agricolo Provinciale (in cui è in fase di completamento una nuovissima struttura commerciale privata) che, con un progetto di grande respiro, avrebbe consentito la realizzazione di una moderna e funzionale "Struttura Commerciale Comunale" al centro della città. Sicuramente i cittadini, sarebbero stati più contenti di servirsi dai paesani e la struttura avrebbe consentito, anche per i forestieri, opportunità di acquisto anche in altri negozi situati nel centro città. Invece no, siamo succubi degli Iperinvasori provenienti da altri paesi e che, salvo illusioni di apertura,  poco o niente hanno contribuito alla effetiva salvaguardia occupazionale.
 
 
Per la Zona Industriale, il fatto che alcune aziende operanti in settori con potenzialità di sviluppo, siano costrette ad emigrare, è un'altro fenomeno che mette in evidenza, senza poter comprendere, se per carenza di volontà o di competenza, l'inerzia dell'A.C.
Eppure, almeno sulla carta e nei tanti convegni, l'A.C. è il soggetto di riferimento nell' "Area Sistema" e "Pit 9", a tutt'oggi ancora favole, visto che nonostante se ne parli da diversi anni, non si è potuto valutare alcuna efficacia concreta.
Forse sarebbe stata cosa sensata se , all'indomani dell'aumento dello spazio a disposizione della Zona Industriale si fosse fatto, nell'interesse della salvaguardia del lavoro, un piano organizzativo che determinasse, con cognizione e ponderatezza, delle percentuali da  riservare ai vari settori potenzialmente interessati all'assegnazione dei lotti? E se si fosse fatto un plastico di un progetto dell'intera Area PIP, integrato con alcuni servizi necessari per una zona industriale moderna e proiettata nella globalizzazione ed internazionalizzazione, prevedendo anche un parco giochi, un asilo, una chiesetta, qualche postazione commerciale, delle isole ecologiche, un'area eliporto, un centro espositivo del "Prodotto Salento" da insediarsi magari nell'odierna cattedrale nel deserto Cisi Puglia ? e se a questo plastico, si fosse allegata una didascalia delle potenzialità intrinseche alla locazione geografica, dei servizi di trasporto, delle non trascurabili opportunità internazionali per la vicinanza con i Paesi balcanici, e sul tutto si fosse potuto apprezzare l'impegno sia istituzionale che dirigenziale dell'Assessorato alle Attività Produttive magari con la collaborazione concreta del Forum dei Giovani, al quale  aver potuto affidare la pubblicazione via internet e la promozione presso le Associazioni Industriali del Nord, sia Europeo che d'oltralpe, quale ne sarebbe stata ad oggi la realtà della nostra Zona industriale, ma soprattutto della realtà occupazionale ?
 
Se a queste due questioni, va aggiunta anche lo stato di abbandono del Centro Antico, per il quale non si è stati in grado di poter intercettare le opportunità messe a disposizione anche dalla Comunità Europea (Lecce ha utilizzato i piani Prust), sarebbe opportuno capire chi, tra i componenti dell'Amministrazione Comunale, ognuno per il proprio ruolo istituzionale, può esimersi dalle gravi responsabilità circa l'inerzia progettuale che non tiene conto delle reali potenzialità di questa città.
 
In questo contesto sa come una farsa di mera strumentalizzazione pre-elettorale, l'ospitalità della "Carovana antimafia" sponsorizzata da aziende, sindacati, associazioni ed organismi di chiara matrice sinistra e, se pur apprezzabile per il messaggio di sensibilizzazione sul grave fenomeno, avrebbe potuto sortire migliori effetti se questa città, con un'A.C. longeva (sono oltre 10 anni che è governata dal Centro Sinistra il cui baluardo proclamato è la difesa dei lavoratori) si fosse attivata concretamente per la realizzazione di una città moderna, a misura d'uomo ma sopratutto con azioni mirate finalizzate alla reale salvaguardia occupazionale, presupposto importante per dare spazio anche a spensierati momenti culturali e clima ideale per non essere succubi delle associazioni criminali.
 
Se a livello nazionale si critica il Governo di Centro Destra perchè in 5 anni ha fatto, con determinazione, delle cose che se pur nel programma elettorale, ad alcuni non vanno bene, a livello locale la critica riguarda un Governo di Centro-Sinistra, con una minoranza che non fa "Opposzione Istituzionale",  più l'aver non fatto in oltre 10 anni e per volontà di alcuni, ciò che rientrava nei programmi elettorali.
 
A torto o ragione, ho ritenuto opportuno intervenire, ma ognuno è libero di dire la propria purchè lo faccia.
 
Francesco De Vita
"LpI - Progetto Salento "