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Approvato il Piano regolatore generale

«Giornata storica». La parola passa alla Regione ma c'è già chi annuncia un ricorso al Tar

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 23/11//2005

 

 

Cinque ore per chiudere un iter durato undici anni e mezzo. Tanto è servito al consiglio comunale ieri mattina per approvare definitivamente il piano regolatore generale, completo delle controdeduzioni alle osservazioni dei cittadini e confezionare finalmente il «pacco» che ora arriverà a Bari nell'ufficio urbanistica della Regione Puglia. Comunque la si giudichi, la delibera di ieri è storica per Casarano e non a caso l'assemblea di ieri è stata una delle più infuocate che la storia cittadina ricordi. Nettamente contrarie le opposizioni: i partiti del centrodestra (Forza Italia, An e Udc) hanno abbandonato l'aula per protesta, le «civiche» (Casarano Amica e 20 di Libertà) hanno votato contro e annunciato un ricorso al Tar. A ranghi serrati la maggioranza di centrosinistra: tutti presenti i consiglieri e tutti a favore, tranne Paolo Zompì, approdato al centrosinistra dopo cinque anni di dura opposizione, che si è astenuto. È stata una battaglia campale, comunque, quella tra maggioranza e minoranza, con uno scontro di posizioni aspro di cui daremo conto anche successivamente. La polemica è partita dalla continuità del Piano approvato ieri con quello predisposto da William Ingrosso: continuità inesistente per i consiglieri di opposizione (tra cui la vedova di Ingrosso, Leda Schirinzi) e ancora presente secondo la maggioranza. «Quel Prg - dice la Schirinzi - scelse un modo assolutamente coraggioso di ripensare la città, con un più razionale utilizzo del territorio, maggiori servizi, aree verdi, spazi pubblici. Poi ci si è impelagati in una palude nella quale ognuno ha potuto sguazzare per i propri interessi ed è stato operato un vero e proprio scempio urbanistico». Concetti, questi, ripresi anche nel duro intervento di Francesco Capezza (Casarano Amica) che ha preannunciato anche un ricorso al Tar contro la delibera di ieri e quella di adozione del 2000. Durissimo anche l'affondo del capogruppo di Forza Italia Giampiero Marrella, che per l'occasione ha coniato il neologismo «pecorizzata» riferito alla Margherita che si sarebbe accodata, pur non convinta, alle scelte dei Ds. Qualche distinguo, in realtà, si è registrato anche tra le fila della maggioranza, come nel caso di Paolo Zompì, che ha motivato la propria astensione spiegando che sarà Bari e l'ufficio regionale a distribuire ragioni o torti e attaccando l'ex governatore Raffaele Fitto (pur senza nominarlo) «e i suoi miseri scudieri in città», mentre Amedeo Sabato (Udeur) ha spiegato di non condividere alcune scelte del Prg, ma di votare a favore per preservare la città da ulteriori scempi urbanistici. Rinviare il punto e portare il Prg ad una revisione era invece la ricetta di Attilio De Marco (20 di Libertà), che ha parlato di un iter amministrativo condizionato da logiche clientelari, mentre l'inattualità del Prg, stravolto dalle 207 concessioni edilizie rilasciate tra il settembre 2003 (data della scadenza delle norme di salvaguardia) e l'ottobre del 2005, è stato il cuore dell'opposizione di Francesco Ferrari (Udc). È stato infine un intervento «matematico» quello di Claudio Bastianutti, tornato per la prima volta nell'assise cittadina dopo la tragedia della scorsa estate: sbagliati i calcoli del Prg, secondo il consigliere di An, che ha anche presentato osservazioni in questo senso senza ricevere alcuna risposta. La maggioranza non è rimasta in silenzio, con Antonio Maggio (Margherita) che ha sottolineato la correttezza della procedura utilizzata esaminando le osservazioni in blocco e Mario Turco (Ds) che ha rilevato modernità e importanza del Piano approvato, auspicando però che i rilievi dell'opposizione possano essere recepiti nella fase successiva di gestione. La replica finale, però, è toccata al sindaco Remigio Venuti. «Abbiamo avuto la gravissima colpa - dice - di non aver adottato il Piano prima di oggi, anche a causa dei tentativi di condizionamento che ho denunciato e che confermo. Continuiamo però ad avere uno strumento migliorabile ma utile alla città: se tardiamo ancora, rischia di scomparire un Piano a cui anche la Regione Puglia dà il valore di un'esperienza pilota». Alle 14, dopo quasi cinque ore di discussione, iniziano le votazioni: qualche minuto dopo Casarano ha il suo sospirato Prg.