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Claudio Bastianutti contesta all'Amministrazione l'eccessivo ricorso a professionisti esterni

«Basta parcelle d'oro»

 

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 02/06/05

 

 

«Parcelle d'oro ai professionisti nelle opere pubbliche dell'amministrazione». Questa la dura accusa di Claudio Bastianutti, che riprende un suo vecchio cavallo di battaglia ma stavolta con una delibera alla mano che l'esponente di An considera «l'ennesima riprova di un modo di operare ormai consolidato, come dimostra il bilancio di previsione appena approvato dal consiglio comunale». Bastianutti cita una recente delibera che ha per oggetto i lavori di ristrutturazione dell'Asilo Nido e della Scuola Materna di via Agnesi. I lavori sono stati eseguiti e consegnati nel gennaio dello scorso anno, ma la somma inizialmente stanziata dall'amministrazione (300 milioni di vecchie lire) si è rivelata insufficiente. Il consigliere di An, citando la relazione tecnica del responsabile dei lavori pubblici, spiega però che le maggiori spese derivano dalla parcella dei professionisti che hanno curato la progettazione e la direzione dei lavori. «Il costo dei lavori - dice - è stato di 118.841 euro, circa 230 milioni di vecchie lire, praticamente pari a quanto previsto inizialmente. A crescere sono state le parcelle dei professionisti, passati da una previsione iniziale di 37.332 euro a 49.060 euro». Una variazione che porta il consigliere di An a una domanda e ad una raccomandazione: «possibile - chiede - che all'interno degli uffici comunali non ci fossero le capacità per svolgere questo lavoro? E comunque occorrerebbe prestare molta più attenzione nella liquidazione di queste parcelle». Più che il singolo caso, a Bastianutti preme però sottolineare la prassi che il Comune adotta con le opere pubbliche, a suo parere contraria alla legge. «Nel bilancio di previsione sono previste opere per 12 milioni di euro - dice - un terzo dei quali va in parcelle ai professionisti: per nessuna opera si parla di utilizzare i dirigente degli uffici, né di adeguare le parcelle al massimo previsto dalla normativa, ovvero il 13 per cento del costo dell'opera. Due soluzioni che potrebbero però far risparmiare ben due milioni di euro».