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BILANCIO PREVENTIVO 2005

L'amministrazione comunale vaglia diverse ipotesi

di Mauro Stefano, dal Quotidiano del 27/04/05

 

 

E se il Comune decidesse, deliberatamente, di sforare il patto di stabilità per uscire dalla stretta sempre più vincolante che  impone il rispetto di un rigido rapporto tra le spese e le entrate? “Si tratterebbe di una alternativa all’impossibilità di spesa imposta per legge da adottare valutando con attenzione i rischi che si verrebbero a correre”, afferma l’assessore al bilancio e vicesindaco Gabriele Caputo, in questi giorni al lavoro per la predisposizione del bilancio preventivo del 2005 da sottoporre al voto del consiglio comunale entro il prossimo maggio. L’ipotesi di “sforare”, da sempre considerata come qualcosa da evitare in ogni modo, diventa una soluzione percorribile dinanzi alla “limitata possibilità di spesa impostaci dalla legge”, come spiega Caputo. “Rispetto al passato, il nuovo patto di stabilità rapporta la capacità di spesa non più alla corrispettiva capacità di entrata dell’ente ma alla media aritmetica della spesa degli ultimi tre anni, includendo anche le spese per gli investimenti, finora tenute fuori. Per noi, la capacità di indebitamento è scesa a 35 miliardi di vecchie lire contro i 70 dello scorso anno” afferma l’assessore. In conseguenza del mancato rispetto del patto il Comune, però, non potrebbe contrarre mutui o assumere personale e subirebbe un taglio della spesa per l’acquisto di beni e servizi. Si potrebbe, in sostanza, decidere di spendere di più nel 2005, “sforando il patto per scelta e non a causa di cattiva amministrazione, per dare alla città le risposte e gli imput che attende”, salvo poi dover fare dietro front nel 2006, quando per rientrare nel patto si potrebbe spendere solo il 10 % di quanto fatto nell’ultimo anno di equilibrio (ossia il 2004). Si tratta, al momento, di un’ipotesi puramente teorica che potrebbe, però, trovare concretezza ora che i vari assessorati si troveranno a fare i conti con i tagli imposti dal nuovo bilancio. “Occorre di certo operare delle scelte pur cercando di garantire i livelli di spesa degli altri anni. Alcuni servizi saranno, comunque, da impostare meglio scegliendo i settori da privilegiare” afferma ancora Caputo. Dopo aver già ridotto del 37% il contributo previsto per la squadra di calcio (passato da 40mila a 25mila euro), a rischio è il trasporto pubblico urbano (costo annuo pari a 186mila euro) ed il settore della cultura, ma anche la spesa pubblica, che riguarda ogni settore, e quella per i sussidi sociali. “Quello dei maggiori vincoli imposti è un problema avvertito di più da quei comuni che, come il nostro, hanno programmato la spesa nel corso degli anni per alcuni servizi stabilizzati come quelli dei servizi sociali, del trasporto e della caserma dei vigili del fuoco, per esempio. Per la spesa corrente il margine è ora limitatissimo perché è lo Stato a decidere la nostra spesa. O annulliamo gli investimenti o riduciamo alcuni servizi” conclude l’assessore.