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L’INTERVENTO DEL 30.04.2005 

CONSIDERAZIONI SUL BILANCIO COMUNALE

di Piero Romano, Casarano 30/04/05

pieroromano@aliceposta.it

 

Più che mai è necessario per che coloro che sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica tener ben presente il principio del “buon padre di famiglia”. Purtroppo, nel passato remoto e recente, questo criterio che governa l’economia di ciascuna famiglia, non sempre viene tenuto nella giusta considerazione dagli Amministratori con la conseguenza che spesso si rende necessario imporre vincoli sempre più stringenti per finalizzare la spesa pubblica al bene comune.

Ciò nonostante va evidenziato, contrariamente a quanto una parte politica vuol far intendere, che il Governo nazionale, con la finanziaria 2005, lungi dallo stringere i cordoni della borsa agli enti locali, ha solo imposto un limite di spesa corrispondente al 2% in più rispetto a quanto speso negli anni precedenti

Perciò sembrano illogiche le esternazioni del mio amico Vice Sindaco e Assessore al Bilancio dott. Gabriele Caputo che di fronte a presunti vincoli imposti dallo Stato ha paventato, tra l’altro, il rischio di sopprimere il trasporto pubblico urbano e la riduzione di spese in settori quali quelli della cultura, degli interventi pubblici e addirittura dei sussidi sociali.

A parte le considerazioni condivisibili della coordinatrice di Forza Italia, Francesca Fersino, e sulle quali l’Amministrazione Comunale dovrebbe, in ogni caso, porre mente, vorrei da parte mia poter, quale privato cittadino, rilevare un paio di questioni che riguardano il bilancio comunale  proponendo alcune soluzioni.

La prima questione riguarda il servizio del trasporto pubblico urbano che così com’è strutturato proprio non va.

Ricordo a me stesso, che quando ero presidente di AN, esponendo insieme agli altri amici le linee guida del sevizio, vennero indicate anche le finalità cui doveva tendere il servizio e cioè quella di disincentivare l’uso dell’auto privata, con conseguente beneficio sul traffico, sulla salubrità ambientale  e sui costi per le famiglie, e quella di reperire le risorse per autofinanziare il trasporto pubblico urbano. In pratica, si disse allora, occorreva educare la cittadinanza a sfruttare il servizio pubblico per avere meno inquinamento, meno traffico e migliore vivibilità.

Per ottenere questo, la leva sulla quale occorreva, ed a mio parere occorre ancora puntare, era quella di aumentare gli spazi con le strisce blu e prevedere un sovrapprezzo alla tariffa per il parcheggio che, versato nelle casse comunali, andava a finanziare il trasporto pubblico.

Ovviamente, le corse degli autobus, in questo contesto, vanno riviste privilegiando percorsi autonomi con punti di interscambio tra le linee urbane.

L’altra questione è quella di trovare forme per razionalizzare e valorizzare il patrimonio immobiliare comunale che non può continuare ad essere un peso per la comunità.

In questo contesto non va sottaciuto che l’A.C. sul punto viene annualmente bacchettata da parte dei revisori dei conti, né va sottaciuto che la legge vieta la concessione ad uso gratuito di immobili di proprietà comunale. Ritengo quindi che una soluzione potrebbe essere quella di creare una società mista cui affidare la gestione del patrimonio immobiliare, obbligando la stessa alla ristrutturazione e rivalutazione dello stesso.

Altro vi sarebbe da dire, ma sarei già soddisfatto se questi punti fossero oggetto di dibattito tra le forze politiche cittadine che al momento e per certi versi sono poco inclini a discutere della gestione della cosa pubblica e soprattutto a far partecipare i cittadini alla vita amministrativa del nostro comune.

Avv. Piero Luigi Romano