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Dal convegno degli amministratori del centrodestra sui Fondi Por emergono numerose proposte

Come «catturare» i miliardi dell'Europa

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18/01/05

 

 

Un coordinamento degli amministratori del centrodestra per intercettare la fetta più grossa possibile della torta da circa 84 miliardi di euro che l'Unione Europea farà piovere sulle regioni dell'ex «Obiettivo Uno», tra cui la Puglia. Questa la proposta più pragmatica lanciata dal sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, nel convegno sui fondi Por 2007-2013 svolto sabato mattina presso l'auditorium comunale di Casarano. Nella sua lunga introduzione la Poli Bortone, da poco eletta vicepresidente nazionale dell'Anci, ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra i comuni e la Regione da una parte e il coinvolgimento dei partner privati. «La Puglia non è più terra di conquista - dice - nè di interventi spot, dannosi per l'ambiente e per la salute come fu, per esempio, la centrale di Cerano. Oggi la vocazione del Salento è quella di un territorio turistico che lega insieme pubblico e privato non solo in un rapporto di co-finanziamento, ma di "co-rischio", superando forme arretrate di assistenzialismo». Più tecnico e incentrato su entità e utilizzo dei Fondi Por, invece, l'intervento del senatore e sindaco di Maglie Francesco Chirilli, mentre a sostituire l'ospite d'onore Raffaele Fitto (impedito da altri impegni) nel rendiconto dell'attività della Regione Puglia è stato il suo braccio destro, l'assessore al bilancio Rocco Palese, che si è soffermato specialmente sui temi della sanità. Palese ha risposto alle critiche dell'opposizione di centrosinistra, che contesta all'amministrazione di via Capruzzi i 60.000 pugliesi che ogni anno vanno a curarsi fuori regione. «Ma questi sono gli stessi numeri che ha una regione come la Lombardia - replica l'assessore regionale - e altre due cifre fanno riflettere: le 42.000 persone che ogni anno vengono in Puglia a curarsi e i 240.000 cittadini pugliesi che andavano a curarsi fuori regione prima del nostro piano di riordino»