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Democrazia bloccata e lotta persa
Di Marco Mastroleo, Casarano 08/09/2005

  

 

Chi mi conosce un pochino sa che amo la memoria storica, amo tale forma espressiva perchè nella memoria storica e collettiva, di un luogo, di un gruppo, di una comunità, risiedono i fondamenti degli stessi luoghi, gruppi, comunità.

Avere un punto di vista quanto più ampio, fa sì che l’elaborazione delle proprie idee sia quanto più corretta possibile.

Fin qua non ho detto nulla di nuovo…

Vorrei provare a fare questo giochino, di chi se parlato nel corso dei secoli???

 

Fin dall’elementari ho sempre sentito parlare di Casaranello (Geografia); Cesare Augusto o Cesare Ottaviano ipotetici fondatori della città (e quindi si parla di conquistatori e capi); dei D’Aquino (e quindi si parla di feudatari).

Nel 1268 Gallipoli fu distrutta dagli Angioini che ne sospettavano la ribellione, ma alla fine scapparono e si rifugiarono a Casarano.

Nel frattempo (e si parla di qualche secolo) i veri Casaranesi (senza ribellarsi) subirono l’invasione dei Barbari, dei Greci, dei Normanni e la popolazione del posto che ora conosciamo come Casaranello fu quasi completamente decimata.

Ad un tiro di schioppo si formò la città che ora conosciamo come Casarano, ma il popolo era formato da quasi tutti quei Gallipolini che non hanno avuto la capacità di resistere e sono scappati con la coda tra le gambe.

Ci furono anche i Normanni e furono vassalli della Chiesa di Roma for long long time;Nel 1389 il Cardinale casaranese Paolo Tomacelli diventa Bonifacio IX (e quindi si parla ancora di conquistatori e capi)

 

Poi siamo arrivati nel ‘900 e non si ha traccia di eventi del ventennio, forse non sarò un bravo ricercatore (è ovvio sono un tecnico), non un aneddoto non un fatterello, gli unici due eventi che conosco di quel periodo a Casarano è il racconto di mio nonno che mi diceva che c’era una sorta di mega altoparlante vicino palazzo Capozza… e che da lì si udivano le svariate “conquiste” africane… e quando qualcuno voleva ribellarsi non scendeva in piazza per protestare, si  ricorreva alle scritte murali, agli esposti anonimi e alle suppliche anonime indirizzate ai prefetti e persino allo stesso Mussolini.

E nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1931 sui muri di Casarano fu scritta la seguente FANTASTICA FRASE: “Libertà e lavoro,  abbasso la fame , abbasso le tasse, viva il lavoro, viva la rivoluzione, viva lo sciopero, abbasso il podestà”.

 

08-09-1943 ßà 25-04-1945 Resistenza????? What is this????? (ma non potevamo fare resistenza siamo la parte di gallipolini scappati con la coda tra le gambe)

Forse resistenza sarà il rapporto tra la tensione e la corrente non più di questo; infatti negli anni successivi Francesco Ferrari (altro megacapo) fece aprire le scuole per farci capire bene il significato di resistenza.

Infatti ho frequentato l’ITIS ed ho imparato fin alla nausea che Volt fratto Ampere fa Ohm.

Questo è l’unico significato che posso dare a resistenza.

Arrivando ai giorni nostri sappiamo chi ha comandato e comanda a Casarano negli ultimi 40-50 anni.

E’ quantomeno nostalgico sapere che chi oggi amministra (ma forse non governa) negli anni settanta non era in piazza con altri operai o agricoltori per lottare contro il comandante degli ultimi 50 anni, ma scriveva sui muri “Cloro al Clero” oppure affiggeva manifesti incazzosi contro l’allora potere economico e politico.

 

Ed oggi chi sono i normanni di un tempo???

Io i normanni me l’immagino alti, piazzati, due spalle enormi, capelli biondi, occhi azzurri…….

Chi è il podestà???

 

Questa è la storia che la mia mente ricorda tra scuola e ricordi personali; continuare la ricerca per un riscatto del popolo casaranese è impresa ardua, siamo da sempre sudditi… Siamo polli scappati dal pollaio per paura dei francesi, siamo anonimi come le scritte sui muri, siamo geografia e non storia; i casaranesi sono o comandanti o comandati.

Non c’è colloquio tra comandanti e comandati, in una struttura gerarchica non esiste il consiglio dalla base alla testa;

A Casarano solo se sei gerarchicamente superiore puoi dare consigli.

Quindi cosa facciamo???

Saprete di chi sarà la mano se nella notte tra il 2 ed il 3 dicembre appariranno le scritte

MAI PIÙ SUD-DITI

Oggi è l’otto settembre, oggi comincia la resistenza.

Oggi un piccolo comunista ha deciso d’incazzarsi e soprattutto di farlo sapere in giro.

Nel DNA casaranese i geni della lotta e della resistenza sono andati persi.

Una democrazia bloccata e battaglie perse sono la realtà di Casarano.

 

 

 

 

Marco Mastroleo

Sub-Segretario

Circolo di Rifondazione Comunista “P. Impastato”

 

 

P.S. Perché Sub-Segretario?? Parafrasando Marcos ed il compagno Sub-Segretario di Tricase Giovanni Bongo: “Perchè il vero comandante è l’ idea!!!”