TuttoCasarano

Lo spazio web a disposizione dei cittadini

www.beppegrillo.it

Home page

La vita Politica

Lo sport

Cultura

Succede in città

Informazioni turistiche

la nostra E - mail

.

S'infiamma il dibattito sul difensore civico. Azione democratica

scettica circa una consultazione popolare

di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 13/03/05

 

S'infiamma il dibattito sulla nomina del difensore civico. Dopo che nello scorso consiglio comunale si è deciso di rinviare la discussione sul delicato punto all'ordine del giorno e dopo che il consigliere di minoranza Attilio De Marco ha avanzato la proposta di ricorrere ad un «referendum cittadino consuntivo» che individui il difensore civico, sull'argomento interviene «Azione Democratica» attraverso una nota diffusa ieri. «Ci auguriamo - si legge - che l'elezione del difensore civico sia preceduta da un avviso pubblico, con l'intento di dare ad ogni cittadino interessato la possibilità di presentare domanda». Questo implicherebbe, secondo Azione Democratica, tre fattori: «il difensore civico non deve essere un soggetto funzionale alla maggioranza o al Consiglio; deve essere individuato tra soggetti di incontestabile esperienza e preparazione; non si tratta di un posto di lavoro da offrire ad un giovane disoccupato, ma di un'importante funzione pubblica». Sulla base di queste osservazioni, Azione Democratica ritiene «non fattibile» il referendum cittadino, in quanto la materia è di esclusiva competenza del Consiglio. Sono, invece, di natura tecnica le ragioni sollevate dell'ex azzurro Francesco De Vita. «Nell'art. 48 dello Statuto comunale - dice De Vita - si legge che il difensore civico deve essere eletto dal consiglio comunale a scrutinio segreto. Ora, se l'eventuale consultazione popolare dovrà individuare alcuni nomi da sottoporre al consiglio comunale che, a sua volta, procederà all'elezione attraverso la "votazione a scrutinio segreto", non si contravviene al disposto dello Statuto. Se, invece, la consultazione deve individuare un solo nome, il potere elettivo, di fatto, passerebbe dal Consiglio alla cittadinanza, privando l'organo supremo di un diritto contemplato dallo Statuto e riservandogli un sostanziale potere di "ratifica"». Per una divergenza che sorge, una che si appiana. Dopo il braccio di ferro dei giorni scorsi sull'ubicazione del comitato Vendola, i promotori hanno optato per una nuova sede in via Nardò 33.