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I democratici di sinistra avviano la ricerca del candidato vincente. E spuntano i pretendenti
Partita a due per il Collegio
Faccia a faccia tra Venuti e Fasano. «Gli altri si facciano indietro»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 27/09/2005

 

 

Collegio 11, va in scena la singolar tenzone tra Flavio Fasano e Remigio Venuti per il «posto al sole» nelle politiche di primavera. Sabato scorso, nell’auditorium comunale, si è svolto l’attivo dei Ds per il collegio camerale Casarano-Gallipoli. Oggetto della riunione: le primarie e l’impegno dei Ds del collegio; nell’aria, però, anche un tema che ufficialmente è prematuro, ma che in pratica sta già scaldando il dibattito delle sezioni: l’individuazione del candidato. Il collegio che fu di Massimo D’Alema tornerà infatti ad un esponente della Quercia, dopo la «parentesi» di Lorenzo Ria (che traslocherà al Senato). Il nodo che rimane da sciogliere, però, è chi sarà il diessino in questione. Il nome più accreditato è quello del capogruppo Ds in Provincia, Flavio Fasano, ma accarezza l’idea anche il sindaco di Casarano, Remigio Venuti. Che niente sia ancora deciso lo dimostra anche il tavolo per gli oratori approntato sabato sera: i due contendenti, Fasano e Venuti, agli estremi del tavolo, divisi dai dirigenti di partito, Egidio Zacheo e Serenella Molendini. E’ di quest’ultima il primo accenno alla questione. «Auspichiamo che il lodo Frisullo sia rispettato - dice - e che il collegio camerale sia attribuito ad un esponente del nostro partito». Nessun altro accenno, come a dire che la partita sul nome è ancora tutta da giocare.
Subito dopo arriva lo show-down dei due candidati in pectore, diversi anche nello stile: Venuti parla in giacca e cravatta, da seduto, parte dalle questioni politiche nazionali, non usa mai la parola-simbolo «compagni» e si concentra ben presto sui temi a lui più cari, quelli della crisi del Tac e del ruolo delle istituzioni. «Esiste un’emergenza anche sociale legata a questi temi - dice Venuti - come sanno bene amministratori di enti locali e dirigenti politici, che conoscono decine di famiglie nelle quali sono entrate la disoccupazione e la depressione». «Il candidato espressione di questo collegio - è la conclusione insidiosa del primo cittadino casaranese - dovrà innanzitutto avere le capacità di dare risposte a questi problemi». E chi meglio dell’«architetto» del Pit 9 potrebbe svolgere questo ruolo?
Arriva il turno di Fasano, che si alza in piedi, camicia dal colletto aperto e dalle maniche rimboccate. «E ce le dobbiamo rimboccare tutti - dice il capogruppo Ds - perchè la sfida è difficile». L’ex sindaco di Gallipoli cita le sei amministrazioni del collegio nelle quali governa il centrodestra, mentre l’Unione ne regge solo tre e altre due andranno al voto tra breve; per questo invita tutti i dirigenti a mettere da parte divisioni e contrasti. E, forse ricordando quelli che lo hanno avuto per protagonista nella sua Gallipoli, precisa: «sono il primo che ha commesso errori - dice - ma ora credo che sia meglio sbagliare insieme che presumere di essere nel giusto da soli». Una considerazione che fa il paio con un’altra esortazione conclusiva. «Il bene primario è l’unità del partito e della coalizione - dice -  per la quale bisogna che facciano un passo indietro anche le legittime aspirazioni di candidatura». Chi ha orecchie per intendere, intenda: i competitori sono avvertiti.