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Francesca Fersino critica l'amministrazione sulla gestione degli immobili
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 21/09/2005

  

 

Forza Italia apre la stagione politica e lancia un duro attacco all’amministrazione civica sulla gestione degli immobili di proprietà comunale. Con una nota firmata dalla coordinatrice comunale, Francesca Fersino, il partito “azzurro” accusa sostanzialmente l’esecutivo di cattiva amministrazione e di non produrre nulla di concreto. Dopo l’incursione notturna di alcuni vandali nell’immobile di proprietà comunale ex Cantina Coop. San Giuseppe, avvenuta alcuni giorni fa, il maggiore partito di opposizione si chiede “con maggiore perplessità e sconforto se gli attuali inquilini di Palazzo dei Domenicani sono consapevoli di essere amministratori della Res Publica  e quindi rivolti alla realizzazione del  “bene comune” o amministratori della Immobiliare Città di Casarano”.

“Con un tenore e qualità di vita sempre più scadente nella nostra città – prosegue la nota – ancora si continua a parlare di validità per un investimento immobiliare assolutamente inopportuno e dalle finalità non ancora ben chiarite, soprattutto in presenza di un patrimonio immobiliare comunale lasciato in uno stato di assoluto degrado. E’ venuta mai ai nostri amministratori la curiosità di visitare Palazzo De Donatis? O l’immobile di Piazza Diaz? Che fine ha fatto la convenzione stipulata con la Scuola Edile finalizzata al restauro di Palazzo De Judicibus? E con quali fondi si spera di restaurare Palazzo D’Elia dopo la bocciatura del polo tecnologico del Pit 9 subita dalla Regione Puglia? Ma veramente tutti i cittadini di Casarano devono continuare a far finta di non vedere che di concreto e tangibile per questa città non si sta facendo assolutamente niente?”.

La signora Fersino passa poi alla gestione finanziaria del Comune. “Un ente gravato da circa un milione di euro di debiti fuori bilancio ancora non saldati – rivela l’esponente “azzurra” – anziché indirizzare la sua azione nel risanamento finanziario pensa a programmare acquisti al momento inutilizzabili e a spendere i suoi soldi in decine di incarichi professionali addebitando, poi, la penuria di risorse al Governo centrale che taglia i trasferimenti. E’ bello e assolutamente umano sognare grandi traguardi e orizzonti lontani – conclude la nota – ma quando si è delegati dai cittadini ad amministrare il bene comune lo si deve fare mantenendo i piedi ben piantati per terra”.